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Belluno
17 settembre | 17:17

Export bellunese in calo: pesa l’occhialeria, che dimezza le vendite negli Usa. Bene invece Germania e Messico. “Importante il mercato europeo. Diversifichiamo”

Calano le esportazioni nei primi sei mesi dell’anno per il Bellunese. La flessione tendenziale è infatti di -2,2% (in linea anche Treviso, con -2%), complice l’incertezza geopolitica internazionale generata dai dazi americani. Il calo è infatti determinato soprattutto dall’occhialeria, che passa dai 509 milioni dei primi sei mesi 2024 agli attuali 299 milioni di euro

BELLUNO. Calano le esportazioni nei primi sei mesi dell’anno per il Bellunese. La flessione tendenziale è infatti di -2,2% (in linea anche Treviso, con -2%), complice l’incertezza generata dai dazi americani. “Per Belluno gli Stati Uniti sono il primo mercato con oltre 342 milioni, pari al 12,9% del totale, e il calo è determinato soprattutto dall’occhialeria” commenta il presidente della Camera di commercio Treviso-Belluno Dolomiti Mario Pozza.

 

Come per Treviso, anche nella provincia bellunese a pesare è infatti il mercato statunitense. Un calo in realtà atteso, e in qualche modo preannunciato dalla stabilità registrata nel breve termine dopo gli annunci dell'amministrazione Trump. Sul lungo periodo, invece, gli effetti si fanno sentire. A Belluno le vendite del comparto occhiale, che da solo rappresenta il 90% delle esportazioni negli Usa, si attestano infatti a -41,4%: in numeri, si passa dai 509 milioni dei primi sei mesi 2024 agli attuali 299 milioni. Al punto che Pozza parla di “scelte di riorganizzazione di filiera, forse non riconducibili in toto al fattore dazi”.

 

Il trend vale in realtà per tutto il Veneto, dove la variazione è di -1,3%. Anche qui va considerato che nel primo trimestre c’era stato un inizio positivo grazie agli anticipi di domanda, che hanno portato a riempire i magazzini, con conseguente calo successivo. Questo spiega le oscillazioni, che hanno portato la regione a perdere circa 200 milioni di euro di minori vendite verso gli Usa rispetto al primo semestre 2024.

 

Tornando invece a livello locale, mentre cala l’export per gli Usa si nota un recupero verso la Germania, dove per Belluno la crescita è di +6,1% e riguarda in particolare occhialeria, macchinari e prodotti di elettronica e sensoristica, e il Messico. “Questi dati sono importanti - prosegue Pozza - perché indicano da un lato l’importanza che il mercato europeo riparta opportunamente sostenuto, dall’altro la valenza strategica della diversificazione dei mercati”. Come più volte sostenuto, infatti, è l’aprirsi a nuovi sbocchi che può assicurare maggiore stabilità all’economia locale e nazionale a fronte di uno scenario globale che appare sempre più instabile.

 

Deboli ma significativi, inoltre, anche i segnali di una ripartenza del manifatturiero. Guardando all’export di macchinari, infatti, Belluno segna un +9,1% grazie alla filiera del freddo, cui si aggiungono i prodotti di elettronica, apparecchi medicali e di misurazione (+45,2%) e il tessile-abbigliamento (+14,1%).

 

“Insisteremo dunque - conclude il presidente - nel supportare le imprese nella diversificazione dei mercati come risposta strategica agli scenari geopolitici, cercando di individuare non solo rischi ma anche opportunità. A riguardo ricordo che a metà ottobre ospiteremo il Forum Pymes con delegati di 20 Paesi dell’America centrale e latina, con i quali le nostre aziende avranno l'opportunità di incontrarsi”.

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