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Belluno
16 marzo | 16:49

Il 2024 si è chiuso con un segno negativo per il manifatturiero: "Necessario puntare su tecnologie e nuovi mercati. A ottobre un forum con l’America Latina"

Secondo i dati rilasciati dalla Camera di Commercio Treviso-Belluno inerenti l’ultimo trimestre 2024, l’andamento del manifatturiero a Belluno rimane in flessione. Tra le cause, la crisi della Germania e l’incertezza con gli Usa. Abbiamo chiesto al presidente Mario Pozza quali sono le aspettative per il futuro: difficile fare previsioni, ma dobbiamo puntare soprattutto all’apertura a nuovi mercati

BELLUNO. "In questo momento è opportuno pensare a nuovi mercati e magari a una riconversione di alcune produzioni che, avendo soprattutto piccole imprese, sarebbe più fattibile e con costi più contenuti. Non bisogna aver paura di affrontare questi mercati, quanto piuttosto attrezzarsi e sapere come affrontarli. Dobbiamo quindi guardare al di fuori degli scambi tradizionali perché la crisi dei consumi e della produzione non si chiuderà in poco tempo, anche se la guerra in Ucraina dovesse finisse nel giro di qualche mese”. Così Mario Pozza, presidente della Camera di commercio Treviso-Belluno, intervistato da Il Dolomiti per capire l’andamento del manifatturiero bellunese dopo gli ultimi dati rilasciati.

 

Sono dati si riferiscono al quarto trimestre 2024: se per il manifatturiero trevigiano la produzione sale rispetto al quarto trimestre del 2023 (+1,1%) su base tendenziale, per Belluno resta ancora negativa (-1,1%) e si porta dietro un calo del fatturato (-1,9%) e degli ordini dal mercato nazionale (-2,1%). L’unica nota positiva riguarda gli ordini esteri, in particolare per settori centrali quali occhialeria e catena del freddo, ma anche questo dato non sembra proiettarsi nel tempo. A livello generale, invece, restano invariate alcune criticità quali la crisi tedesca dell’automotive, che ha ramificazioni importanti nel Nordest, il settore della moda (produzione a -5,4%su base annua) e la produzione per i macchinari (+0,2%).

 

Molte variabili in gioco: importante ampliare i mercati di riferimento.

“Le difficoltà sono generali - prosegue Pozza - e non riguardano solo Belluno. Possiamo però affermare che, rispetto ad altre realtà del sistema Paese, la situazione è buona. Certamente i più critici sono i mercati rivolti alla Germania, a causa della profonda crisi che sta vivendo, ma anche agli Stati Uniti, altro nostro partner importante dove la contrazione è dettata sia dall’incertezza dell’esito elettorale nell’ultimo trimestre sia dalle dichiarazioni di Trump sui dazi. Per il bellunese tale incertezza riguarda in primis l’occhialeria, incide per il 74% nelle esportazioni e che lavora molto con gli Usa, nonostante le grandi multinazionali del settore abbiano dei siti produttivi in loco che possono in qualche modo aggirare i dazi".

 

A ciò si aggiunge il calo dei consumi, "perché quando si è in crisi si cerca di fare economia di scala e spendere meno. Per questo è importante guardare ad altri mercati appetibili per il Made in Italy e le prospettive non mancano: sono europei e statunitensi, ma anche Asia, Emirati Arabi e America Latina rappresentano opportunità che possono essere affrontate con il supporto di Assocamerestero e delle agenzie governative che aiutano le imprese nelle esportazioni. E vale anche per l’agroalimentare, tra i settori più a rischio con i dazi: anche qui la strategia è ampliare i mercati di riferimento e, dove possibile, guardare a una tipologia di produzione di manifatturiero alternativa. In questo momento ad esempio ci sono diverse aziende che affiancano alle produzioni industriali quelle per l’aerospaziale, le nuove tecnologie o il biomedicale".

 

Sul fronte del mercato interno, infine, "il problema principale resta il potere d’acquisto delle famiglie ma non è facile trovare una soluzione. Quest’anno ha inciso molto il caro bollette: dallo scoppio della guerra in Ucraina il costo dell’elettricità è aumentato del 63% a Belluno, a carico sia di imprese sia delle famiglie. Influisce poi l’esplosione dell’e-commerce, dove vincono i prodotti esteri: ci sono quindi troppe dinamiche da questo punto di vista per poter fare delle previsioni”.

 

Olimpiadi e un forum con l’America Latina: nuove opportunità per le aziende italiane.

Dal 6 all’8 ottobre, a Cison di Valmarino si svolgerà il IX Foro Pymes Italia - America Latina. Si tratta di un forum sulle piccole medie imprese, promosso dall’Organizzazione internazionale italo-latino americana e finanziato dal Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale.

 

“Ci saranno importanti opportunità di relazioni e incontri con imprenditori, ministri e ambasciatori e sono previste - conclude Pozza - visite aziendali in Provincia di Treviso, Belluno e Venezia. Stiamo pianificando degli interventi che permettano di mirare alle potenzialità Paese per Paese: in particolare abbiamo un indirizzo da parte del Ministero su 5 Paesi focus (Colombia, Messico, Argentina, Brasile e Uruguay) sui quali stiamo preparando dei webinar di presentazione per indirizzare le nostre imprese su diversi fronti, come turismo, biomedicale, moda, meccanica e agroalimentare".

 

Inoltre "ritengo che per il bellunese, e per tutto il Veneto, si possa aprire una stagione positiva con le Olimpiadi, che offrono grandi opportunità in termini di turismo e nuove conoscenze. Siamo entusiasti che questo appuntamento tanto discusso porti qualcosa in più: secondo me l’onda delle Olimpiadi potrà essere lunga, a partire da un miglioramento della viabilità che renderà la montagna più accessibile. Anche in vista di questo appuntamento e delle Olimpiadi giovanili nel 2028, stiamo lavorando con la Regione, la Fondazione Dmo Dolomiti Bellunesi e le Colline del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene a un programma di promozione turistica all’estero che ritengo darà risultati importanti: la ricerca che abbiamo condotto vuole proprio mettere in campo eventuali correttivi e informare gli operatori del settore su cosa conviene fare e come farlo”, conclude Pozza.

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