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| 01 dic 2025 | 19:18

In Germania 40 cantieri ferroviari e sul Brennero rischiano di arrivare 280mila Tir in più (1.870 al giorno). Confindustria suona l'allarme: ''Serve strategia transfrontaliera''

La chiusura della tratta Monaco-Rosenheim implica una riduzione della capacità della linea ferroviaria del 50% con conseguente trasferimento del trasporto merci su strada. Si stima che circoleranno 280mila camion in più tra Baviera, Tirolo e Alto Adige, pari a 1.870 Tir al giorno, che equivalgono a oltre 60 treni in meno sul Brennero

di L.P.

TRENTO/BOLZANO. Si stima che circoleranno circa 280mila camion in più tra Baviera, Tirolo e Alto Adige che si traducono in una media di 1.870 autoarticolati in più al giorno. Considerando che si stima entro la fine anno che nel 2025 (anno record per il traffico di camion sull'asse) si stima che saranno circa 2,4 milioni i camion transitati il timore ipotizza è che aumenterà di circa il 10% il traffico di mezzi pesanti sull'A22. E visto che già oggi l'autostrada è ai limiti della saturazione, con colonne di camion spesso interminabili, con i limiti imposti dal Tirolo al transito in determinate fasce orarie che rendono il tutto ancor più ingestibile e con i disagi che anno dopo anno aumentano per gli utenti c'è grande preoccupazione per gli anni a venire.

 

A lanciare l'allarme sono Confindustria Trentino e Confindustria Alto Adige. Un'allarme che nasce dal fatto che le ferrovie tedesche Deutsche Bahn hanno annunciato un piano di rimodernamento dell'intero asse ferroviario prevedendo una serie di interventi sulle proprie linee, che comporteranno disagi anche lungo le tratte Norimberga-Ratisbona (2026) e Rosenheim-Salisburgo (2027) e soprattutto la chiusura totale per cinque mesi della tratta Monaco-Rosenheim (primo semestre del 2028).

 

D'altronde in Germania si prevede di chiudere e rinnovare completamente oltre 40 tratte della rete ferroviaria e se prima si ipotizzava di seguire una road map che doveva terminare nel 2031 ora si prevede una coda decisamente più lunga, probabilmente fino al 2036. ''Milioni di passeggeri in Germania dovranno aspettarsi interruzioni significative e prolungate a causa di questa ristrutturazione a livello nazionale - spiega l'Allgemeiner Deutscher Automobil-Club che ha dedicato un focus al tema -. Ad esempio, l'importante linea ferroviaria tra Amburgo e Berlino sarà completamente chiusa fino al 30 aprile 2026, aumentando significativamente i tempi di percorrenza per migliaia di passeggeri''.

 

Una tratta, questa, che non riguarda direttamente il nostro territorio. Discorso ben diverso per i cantieri Norimberga-Ratisbona, Rosenheim-Salisburgo e Monaco-Rosenheim. Il primo è previsto dal 6 febbraio al 14 giugno 2026 il secondo dal 5 febbraio al 9 luglio 2027 e il terzo, come detto, nella prima parte del 2028. ''Gli interventi - spiegano Confindustria Trentino e Alto Adige congiuntamente - avranno un impatto negativo sulla capacità di traffico ferroviario lungo il Brennero. In particolare, la chiusura della tratta Monaco-Rosenheim implica una riduzione della capacità della linea ferroviaria del 50% con conseguente trasferimento del trasporto merci su strada. Si stima che circoleranno 280mila camion in più tra Baviera, Tirolo e Alto Adige, pari a 1.870 Tir al giorno, che equivalgono a oltre 60 treni in meno sul Brennero. Una situazione che rischia di mettere in grande difficoltà le imprese regionali e non solo. Il Brennero, con oltre 50 milioni di tonnellate di merci in transito annualmente, rappresenta un asse di collegamento strategico tra l’Italia e l’Europa, sia per l’export sia per gli approvvigionamenti di materie prime e semilavorati''.

 

Quasi 1.900 tir in più a fronte, dati Autostrada del Brennero SpA elaborati da Eurac sul 2023, di una media giornaliera di 13.187 camion. Dunque un impatto davvero pesante. ''Considerando i divieti di transito in Tirolo, l’insufficiente capacità e competitività del trasporto su ferro e i lavori in corso a Ponte Lueg, la circolazione lungo l’asse del Brennero è già molto complessa. Non possiamo permetterci ulteriori colli di bottiglia. Abbiamo bisogno di un trasporto merci efficiente, tempestivo e che funzioni a costi concorrenziali”, sottolinea il Presidente di Confindustria Alto Adige, Alexander Rieper.

 

La richiesta è quella di un coordinamento su tempi e modalità dei lavori tra Germania, Italia e Austria, considerando anche l’inevitabile impatto che le restrizioni al traffico su ferro avranno su quello su gomma. “Bisogna evitare chiusure totali ed elaborare alternative con periodi di utilizzo almeno parziale della tratta Monaco-Rosenheim, ampliare la capacità di trasporto merci lungo percorsi alternativi e programmare i lavori in periodi di traffico meno intenso”, aggiunge il Presidente di Confindustria Trento, Lorenzo Delladio.

 

La questione è già stata portata, tramite Confindustria, all’attenzione del governo: “Agendo con tempestività, siamo convinti che si possa trovare una soluzione nello spirito europeo, che tuteli gli interessi di tutti”, chiudono Rieper e Delladio.

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