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Trento
11 maggio | 19:08

"Quasi 5 miliardi depositati e immobili quando occorrerebbero investimenti e sviluppo", i sindacati: "Dalla Provincia scelte sbagliate che ingessano il bilancio"

Cgil, Cisl e Uil: “Immobilizzati 4,7 miliardi, così non si aiutano coesione e crescita: le scelte di Piazza Dante ingessano il bilancio e sottraggono risorse allo sviluppo. Subito investimenti in innovazione e transizione energetica per le imprese e sostegni alle famiglie di lavoratori e pensionati”

di Redazione

TRENTO. I sindacati trentini "tuonano": motivo del contendere, la gestione del bilancio della Provincia autonoma di Trento.

 

Cgil, Cisl e Uil denunciano un accumulo di liquidità (4,7 miliardi di euro nel 2024) depositata in Banca d'Italia e non spesa, che "ingessa" il bilancio e frena lo sviluppo: ecco perché le sigle sindacali chiedono un deciso cambio di rotta nella programmazione economica, con investimenti immediati che abbiano come obiettivo sostenere la coesione sociale, il potere d'acquisto delle famiglie e la crescita economica, utilizzando le risorse già disponibili invece di lasciarle inutilizzate.

 

Un avanzo di amministrazione record pari a oltre 1,2 miliardi di euro e una liquidità di quasi 4,7 miliardi che si accumula da anni nei forzieri di Bankitalia per stanziamenti di spesa mai nemmeno impegnati. I numeri del rendiconto della Provincia autonoma di Trento per il 2024 - recita il comunicato - fanno sobbalzare le organizzazioni sindacali che reclamano una programmazione economica e finanziaria capace di sostenere davvero gli investimenti delle imprese e garantire una reale aumento della capacità di spesa delle famiglie, in particolare quelle a reddito fisso da lavoro e pensione.

 

“Le scelte di allocazione delle risorse pubbliche - denunciano Cgil, Cisl e Uil del Trentino per bocca dei tre segretari generali Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher - ingessano il bilancio e sottraggono finanziamenti ad investimenti fondamentali per aumentare la produttività e sostenere la coesione sociale e il potere d’acquisto delle famiglie trentine. A forza di stanziare risorse che non vengono spese se non in tempi lunghissimi come quelli previsti per le grandi opere pubbliche, la liquidità depositata in Bankitalia resta immobile e non viene utilizzata per rilanciare davvero lo sviluppo del Trentino. I numeri di questa cattiva programmazione sono inequivocabili”.

 

Se nel 2018, all’avvio della prima giunta Fugatti le risorse depositate senza essere nemmeno impegnate risultavano 1,8 miliardi di euro, a distanza di sei anni, nel 2024 assommano a 4,7 miliardi di euro con un aumento del 161%. Solo nell’ultimo anno, le risorse stanziate e non spese che sono finite nei depositi di Bankitalia hanno raggiunto la cifra record di 843 milioni di euro.

 

"Ricordiamo - incalzano i sindacalisti - che nel 2024 3,1 miliardi di tasse, oltre la metà del totale delle entrate tributarie del bilancio provinciale, sono state a carico per lo più di lavoratori dipendenti e pensionati che pagano larga parte del gettito Irpef sui redditi e Iva sui consumi. Se questi soldi non vengono effettivamente spesi e restano nei forzieri della Provincia invece di essere investiti nei servizi alle famiglie e nella crescita di lavoro di qualità, non ritornano come dovrebbero nelle tasche dei contribuenti”.

 

Anche per questo i sindacati confederali chiedono che fin dalla manovra di assestamento la Giunta provinciale cambi rotta. “Le risorse finanziarie non mancano - ricordano Grosselli, Bezzi e Largher - e non vorremmo ascoltare più scuse per evitare i necessari investimenti su sviluppo e coesione sociale a partire da quelli per la transizione energetica delle imprese e delle famiglie che debbono sostenere bollette sempre più salate, per gli investimenti in innovazione del comparto industriale, per l’emergenza abitativa e per il welfare a favore di natalità, giovani, pensionati e anziani non autosufficienti”.

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