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Belluno
11 aprile | 16:10

Tregua sui dazi, Confindustria mette in guardia: no a facili trionfalismi. Berton: “Siamo tra due fuochi di una guerra commerciale. L'Ue sia vicina alle imprese''

Dopo la tregua sui dazi introdotta da Donald Trump, Confindustria Belluno non nasconde la preoccupazione per il futuro delle imprese locali. Bisogna evitare i facili trionfalismi: “Si è aperta una nuova stagione di incertezza e l'unico modo per scendere da queste montagne russe è approntare una strategia di impatto con risorse vere e agevolazioni per le spese di investimento”

BELLUNO. La tregua sui dazi introdotta da Trump non deve farci abbassare la guardia, ma al contrario “responsabilizzare ulteriormente la politica italiana ed europea”. A dirlo è Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti: “I dazi al 10% sono un problema per le filiere produttive globali e locali: evitiamo quindi facili trionfalismi. L'incertezza pesa e può innescare pesanti effetti domino, per cui si deve accelerare su una vera politica industriale con azioni concrete a sostegno della manifattura. L’Europa deve essere vicina alle imprese e deve cambiare rotta mettendo al centro l'impresa e l'industria, che si occupano del bene generale, del bene dei Paesi e del lavoro. Non c'è più tempo”.

 

Pochi giorni fa Confindustria ha avviato una task-force a supporto delle aziende del territorio per aiutarle a orientarsi in materia di dazi e commercio estero. La provincia di Belluno, tra le più manifatturiere d'Italia e d'Europa, è infatti particolarmente esposta, con un tasso di export che sfiora complessivamente il 70%. Già nel 2024 la produzione manifatturiera ha segnato un -1,1%, con un calo del fatturato dell’1,9% e degli ordini dal mercato nazionale (-2,1%). E se il mercato estero è stata l’unica nota positiva, soprattutto per occhialeria e catena del freddo, ora i rischi sono sempre più evidenti.

 

“Nonostante il parziale dietrofront di Trump - prosegue Berton - la guerra dei dazi è ancora in corso, senza dimenticare che automotive, alluminio e acciaio non sono contemplati in questa tregua. Dire che i dazi sono stati tolti, o trasmettere questa idea, è fuorviante. Si è aperta una nuova stagione di tensione e incertezza: l'unico modo per scendere da queste montagne russe è approntare subito una strategia di impatto con risorse vere e agevolazioni per le spese di investimento. Mettere in sicurezza la manifattura europea deve essere una priorità per tutti i nostri governanti. Ha ragione il nostro presidente Orsini quando dice che serve un grande piano di incentivi per aiutare le imprese, perché il 94% di esse sono piccole e devono essere accompagnate per andare all'estero. Serve supporto per l’innovazione e la trasformazione dei prodotti''.

 

''Questa nuova guerra commerciale ci vede tra due fuochi: da un lato gli Usa che alzano barriere in ingresso, dall'altro la Cina pronta a immettere ancora più prodotti in Europa. La strada è stretta e il tempo a disposizione poco: per competere dobbiamo essere messi nelle condizioni di investire e sostenere i costi delle transizioni green e digitale. Senza manifattura, l'Europa muore” conclude.

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