Acquisizione completata del ramo di Dana, i sindacati: "Ora il ministero convochi un tavolo con Allison per discutere delle scelte future"
Si è concluso l'iter di acquisizione da parte di Allison della divisione off-highway di Dana in Trentino. I sindacati chiedono l'intervento del governo per convocare un tavolo con l'azienda statunitense

ARCO. I sindacati chiedono un intervento del Ministero delle imprese e del made in Italy sulla partita della Dana. L'anno scorso è stato trovato l'accordo sull'acquisizione da parte di Allison della divisione off-highway della multinazionale americana.
Un affare da 2,7 miliardi di dollari, un importo che rappresenta 7 volta l'Ebitda previsto per l'anno scorso e una transazione che si è conclusa nel quarto trimestre del 2025 anche per la necessità di concludere le procedure nel quadro delle normative e delle condizioni di chiusura. Un iter che si è concluso venerdì 2 gennaio e ora Allison è pronta a sbarcare negli stabilimenti trentini (Qui articolo).
"Durante gli ultimi incontri al Mimit abbiamo più volte richiesto la presenza di Allison per poter iniziare una discussione sul futuro degli stabilimenti italiani", commentano i sindacati Fim, Fiom e Uilm a livello nazionale. "Il governo, in considerazione della strategicità e dell’impatto in termini occupazionali del gruppo Dana in Italia ha ritenuto necessario esercitare la Golden Power".
I due stabilimenti trentini di Arco, quello più "storico", e di Rovereto contano quasi 1.000 dipendenti e sono un vero e proprio fiore all'occhiello della Dana: sono due stabilimenti che rientrano nel ramo dell'azienda che si occupa dello sviluppo di sistemi di trasmissione e movimento per veicoli pesanti impiegati in settori come agricoltura, edilizia, silvicoltura, industria mineraria e movimentazione dei materiali. Si è arrivati alla conclusione della trattativa con un'altra azienda a stelle e strisce.
"Riteniamo che la presenza di Allison ai tavoli ministeriali non sia più procrastinabile e richiediamo in tempi brevi una convocazione in sede ministeriale per discutere delle scelte future della nuova proprietà. Nel caso questo non avvenga saremo pronti a mettere in campo tutte le iniziative utili per salvaguardare il lavoro e l’occupazione nel nostro Paese", concludono Fim, Fiom e Uilm.












