Airbnb, boom di annunci in Alto Adige: +19,9%, quasi tre volte la media italiana. Gli albergatori: "Anche nei luoghi turistici le persone hanno bisogno di una casa"
Secondo lo studio di Federalberghi richiamato dall'Hgv, gli annunci sulla piattaforma aumentano a un ritmo quasi triplo rispetto alla media nazionale (+7,2%). Merano è il comune con più inserzioni, seguita da Bolzano e Castelrotto. L'associazione richiama l'attenzione sull'impatto degli affitti brevi sul mercato abitativo e chiede controlli più rigorosi

BOLZANO. In Alto Adige gli annunci su Airbnb crescono a un ritmo quasi tre volte superiore alla media nazionale. In provincia di Bolzano il numero delle inserzioni è aumentato del 19,9% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, contro il 7,2% registrato a livello italiano. A evidenziarlo è l'Unione albergatori e pubblici esercenti (Hgv), sulla base dello studio "Turismo e shadow economy" di Federalberghi.
Una crescita che riporta al centro del dibattito il rapporto tra affitti brevi turistici e disponibilità di abitazioni per i residenti.
"Gli affitti brevi fanno parte dell'offerta turistica. Ciò che conta, tuttavia, è capire come si sta evolvendo questo mercato e quali conseguenze comporta per i comuni. Perché nei luoghi che accolgono i turisti vivono anche persone che hanno bisogno di una casa", afferma il presidente dell'Hgv, Klaus Berger.
Secondo i dati richiamati dall'associazione, l'offerta sulla piattaforma presenta caratteristiche sempre più vicine a quelle di un'attività organizzata. Quasi il 90% degli annunci riguarda interi alloggi e/o fa capo a operatori che gestiscono più strutture. Inoltre, oltre il 66% degli immobili risulta disponibile per più di sei mesi all'anno.
Tra i comuni altoatesini con il maggior numero di annunci figurano Merano, con 505 inserzioni, Bolzano con 340, Castelrotto con 339, Badia con 279 e Bressanone con 261.
Il direttore dell'Hgv, Raffel Mooswalder, sottolinea in particolare il peso degli operatori che gestiscono più immobili: "In Alto Adige, quasi nove annunci Airbnb su dieci fanno capo a operatori che gestiscono più alloggi. In molti casi, quindi, non si tratta più della semplice locazione occasionale di un appartamento privato".
L'associazione chiede quindi dati più affidabili sull'utilizzo degli immobili residenziali, anche alla luce delle difficoltà che caratterizzano il mercato abitativo altoatesino.
Lo studio affronta anche il tema della sicurezza degli alloggi destinati agli affitti brevi. A livello nazionale, soltanto il 55,6% degli annunci indica la presenza di un estintore, mentre il 47,5% segnala un rilevatore di monossido di carbonio. Si tratta di informazioni riportate nelle inserzioni, che non consentono da sole di stabilire se i dispositivi siano effettivamente presenti o assenti negli immobili. Per l'Alto Adige non sono disponibili dati specifici su questi due indicatori.
In provincia di Bolzano, inoltre, 688 annunci, pari al 7,4% del totale, non riportavano il Codice identificativo nazionale. Anche in questo caso, la mancata indicazione nell'annuncio non dimostra necessariamente che l'immobile sia privo di una regolare registrazione.
Alla luce dei dati, l'Hgv sollecita "controlli rigorosi sul rispetto delle normative vigenti, un monitoraggio più accurato dell'utilizzo turistico degli immobili residenziali e condizioni eque per tutte le forme di ricettività".














