Crisi Iran, Coldiretti: “Servono risorse Ue per salvare produzione alimentare. Gasolio agricolo da 0,85 a 1,51 euro al litro e rincari sui fertilizzanti”
L'appello di Coldiretti Trentino Alto Adige: “La fragile quanto incerta tregua raggiunta in Medio Oriente – spiega il presidente Gianluca Barbacovi – rappresenta una finestra di opportunità per mettere in campo una strategia europea immediata”

TRENTO. “Servono risorse Ue per salvare la produzione alimentare”. È questo l'appello che arriva dalla Coldiretti Trentino Alto Adige nel commentare le conseguenze economiche della crisi innescata dall'attacco israelo-americano all'Iran. Nonostante la tregua annunciata negli scorsi giorni dal presidente americano Donald Trump infatti, ad oggi rimangono molte le incognite sul fronte energetico e sulle forniture di materie prime strategiche per moltissimi settori. Tra questi, appunto, anche quello alimentare.
“Per contenere gli effetti di questa crisi che sta colpendo tutti i settori produttivi – scrive infatti Coldiretti – è necessario un piano europeo di sostegno alle imprese che possa garantire la produzione alimentare rispetto all'aumento spropositato dei costi, tra gasolio e fertilizzanti. La fragile quanto incerta tregua raggiunta in Medio Oriente – aggiunge il presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi – rappresenta una finestra di opportunità per mettere in campo una strategia europea immediata e strutturale di difesa dei settori produttivi e dei cittadini consumatori, con risorse e strumenti a protezione degli asset strategici a partire dall'agricoltura e dalla produzione di cibo, insieme a energia e difesa”.
Per l'associazione di categoria è fondamentale “l'esclusione dei fertilizzanti dal sistema Ets (l'Emission trading system europeo, il principale strumento dell'Ue per tagliare le emissioni di gas climalteranti ndr) per evitare ulteriori distorsioni competitive. Allo stesso tempo vanno rafforzate le politiche di sostegno agli investimenti in agricoltura di precisione, indispensabili per ridurre la dipendenza energetica e contenere i costi, a partire dall'uso efficiente dell'acqua che consente di limitare il ricorso al gasolio per il pompaggio”.
“A causa della guerra – sottolinea Barbacovi – i prezzi del gasolio agricolo sono passati da circa 0,85 euro al litro fino a 1,51 euro al litro, con aumenti superiori a quelli registrati per il diesel ordinario e picchi segnalati soprattutto in Sicilia e Puglia. Un balzo record che aveva portato Coldiretti a presentare una denuncia in Procura e Guardia di finanza contro le speculazioni”.
In questa ottica, aggiunge Coldiretti, è importante “l'estensione alle aziende agricole della misura sul credito d'imposta adottato per la pesca, una misura nata da una proposta di Coldiretti e fatta propria dal ministro Lollobrigida e dal Governo”. Ma a pesare sono anche i rincari dei fertilizzanti: “Con l'urea che ha fatto registrare un balzo in avanti a 835 euro a tonnellata, contro i 585 di prima della guerra. Il risultato è un aumento dei costi fino a 200 euro a ettaro per le aziende agricole italiane”.












