Contenuto sponsorizzato
Trento
10 marzo | 18:41

Guerra in Medio Oriente, Confindustria lancia un Help Desk dedicato: "Per aiutare le aziende ad affrontare le criticità più urgenti"

Confindustria Trento ha riunito il Consiglio Generale e lanciato l'Help Desk Medio Oriente. Il presidente Lorenzo Delladio: "Non è una destinazione primaria dell’export provinciale, ma i rapporti commerciali con alcuni Paesi dell’area sono in crescita e coinvolgono un numero limitato ma significativo di aziende"

di Redazione

TRENTO. Uno strumento per supportare le imprese associate, un presidio informativo e operativo attivato da Confindustria Trento per accompagnare le aziende nella gestione dei principali rischi connessi all’instabilità: si tratta dell'Help Desk Medio Oriente, che garantisce aggiornamenti tempestivi sugli sviluppi geopolitici e mette a disposizione competenze specialistiche per affrontare le criticità più urgenti legate a energia, logistica, export e finanza.

 

Negli ultimi anni i mercati internazionali sono stati sconvolti da una lunga serie di ostacoli ed eventi funesti: superata la pandemia del Covid c'è stata la crisi legata al fortissimo rialzo delle materie prime e dell'energia, quindi l'aggressione russa all'Ucraina, i dazi degli Stati Uniti di Donald Trump con il rischio di una guerra commerciale, e il conflitto tra Israele Palestina. Ora i missili e il caos in Medio Oriente.

 

Insomma, in uno scenario geopolitico già caratterizzato da una forte instabilità, la guerra in Medio Oriente sta provocando in modo diretto e indiretto ricadute anche per il sistema produttivo europeo. Chiaramente anche le imprese trentine si trovano ad operare in un contesto di elevata incertezza: volatilità dei prezzi dell’energia, possibili criticità logistiche e maggiore difficoltà nella programmazione delle attività internazionali.

 

Da qui la decisione di Confindustria Trento di attivare l'Help Desk, stato presentato oggi, martedì 10 marzo, al Consiglio Generale riunito per fare il punto sullo scenario.

 

“Il Medio Oriente – spiega il presidente Lorenzo Delladio – non è una destinazione primaria dell’export provinciale, ma i rapporti commerciali con alcuni Paesi dell’area sono in crescita e coinvolgono un numero limitato ma significativo di aziende: parliamo di un gruppo di aziende della meccanica e di alcune aziende dei settori alimentari e ict, chimica e plastica, con un paio di attestazioni di legno e carta. L’export delle imprese trentine verso Emirati Arabi Uniti, Qatar e Bahrain seppur contenuto in valore assoluto, ha mostrato una dinamica positiva negli ultimi anni. In particolare, dopo l’avvento dei dazi Usa le imprese trentine hanno diversificato e c’è stato un aumento dell’export considerevole. Nei primi tre trimestri del 2025 le esportazioni verso questi tre Paesi hanno registrato un incremento complessivo del 46% rispetto allo stesso periodo del 2024, trainato in particolare da Emirati Arabi Uniti e Qatar, fino ad attestarsi al valore assoluto di oltre 25,5 milioni di euro, superiore perfino alle esportazioni di tutto il 2024”.

 

Le imprese trentine presenti su questi mercati operano prevalentemente attraverso rivenditori, distributori o agenti locali; solo un numero molto limitato dispone di una presenza diretta nell’area. I rapporti commerciali con l’Iran risultano invece fortemente ridotti a causa del quadro sanzionatorio internazionale e delle difficoltà nei sistemi di pagamento.

 

“Qualora la guerra israelo-americana si limiti a giorni o poche settimane – aggiunge il direttore Roberto Busato - potrebbero non esserci effetti diretti sostanziali sull’export trentino verso questi tre Paesi. Se invece la guerra dovesse durare di più, l’industria ne risentirebbe certamente, sia in termini di presenza e operatività, sia soprattutto in termini di maggiori costi di trasporto e assicurazioni collegate, considerando il ruolo primario che ha il passaggio di merci globali attraverso lo stretto di Hormuz”.

 

Le tensioni geopolitiche hanno prodotto effetti immediati sui mercati delle materie prime energetiche: “Sebbene l’importanza del Medio Oriente come fornitore diretto di gas per l’Unione Europea sia diminuita negli ultimi anni – conclude Delladio –, eventuali interruzioni prolungate delle esportazioni di Gnl possono generare effetti indiretti rilevanti, aumentando la competizione sui mercati globali e spingendo al rialzo i prezzi anche in Europa”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 12 maggio | 18:14
Nei prossimi giorni in Trentino si alterneranno periodi più stabili e il rapido transito di alcune perturbazioni: dopo una fase più variabile tra [...]
Cronaca
| 12 maggio | 16:20
A pochi giorni dalla tragedia che ha colpito un bambino di soli sei anni, la sua famiglia e l’intera collettività bellunese, il sindaco di [...]
Cronaca
| 12 maggio | 15:34
Con il rinnovo delle misure di welfare per il 2026, Unifarco fa sapere quanto è stato fatto nel corso dello scorso anno: ammonta infatti a 2.554 [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato