L'allarme di Cgil, Cisl e Uil: "Nelle Apsp e Rsa ci sono 133 posti letto in più? Ma con quale personale? Gli operatori sono già stremati: inaccettabile"
L'allarme delle Funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil: "Si aumentano i posti senza contare chi dovrà assisterli. Caricare altro lavoro su operatori già stremati è inaccettabile"

TRENTO. "Si aumentano i posti senza contare chi dovrà assisterli". Questo l'allarme delle funzioni pubbliche dei sindacati Cgil, Cisl e Uil. "Caricare altro lavoro su operatori già stremati è inaccettabile".
Nella risposta dell'assessore Mario Tonina all'interrogazione della consigliera Francesca Parolari (Partito Democratico) c'è la conferma che nelle Apsp e nelle Rsa trentine sono pronti 133 posti in più, mentre c'è la prospettiva di 250 posti di incremento potenziale.
"Questi dati vengono presentati come un risultato, ma non risponde alla domanda più importante: chi assisterà questi nuovi ospiti?", dicono Alberto Bellini e Alessandro Lazzarini (Fp Cgil), Giuseppe Pallanch e Cindy Gallizzi (Fp Cgil) e Andrea Bassetti e Manuel Cescatti (Uil Fp). "Questa estate era stato assicurato, con molta enfasi, che l'aumento dei posti letto non avrebbe pesato sul personale. Oggi scopriamo che la disponibilità dei 133 posti nasce da una ricognizione condotta da Upipa tra le proprie strutture, che ha guardato ai muri e ai letti, non alle persone. Ci sono posti di 'Accoglienza per anziani' da riconvertire, posti autorizzati ma mai attivati e stanze singole da trasformare. Nessuno ha verificato quale carico di lavoro ricadrà su Oss, infermieri e operatori, che già oggi reggono turni scoperti, doppi turni e ferie rinviate".
Un posto letto in Apsp oppure in Rsa, per le organizzazioni sindacali, non è un numero da aggiungere in tabella: "E' una persona non autosufficiente che ha bisogno di assistenza 24 ore su 24", proseguono Bellini e Lazzarini, Pallanch e Gallizzi e Bassetti e Cescatti. "Senza un piano di assunzioni, senza una revisione dei parametri assistenziali che superi l'assistenza misurata 'a minuti' e senza risorse vincolate al personale, ogni nuovo posto porterà più carichi, più stress e meno qualità dell'assistenza, per gli operatori e per gli anziani".
Per questo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp chiedono all'assessore Tonina e a Upipa di verificare, struttura per struttura, il fabbisogno di personale legato ai nuovi posti prima della loro attivazione, di rivedere i parametri assistenziali per uscire definitivamente da un modello di assistenza "a minuti" che strangola l'attività degli operatori e riduce l'assistenza a un cronometro, di stanziare risorse aggiuntive e vincolate per le assunzioni e di aprire subito un confronto con le organizzazioni sindacali, finora escluse da ogni valutazione.
"E' inaccettabile che si continui a programmare l'offerta socio-sanitaria scaricandone il peso su lavoratrici e lavoratori già allo stremo. Il personale di Apsp e Rsa ha tenuto in piedi il sistema in questi anni difficili e oggi fatica a trovare ricambio. Prima di aprire nuovi posti, la Provincia deve dire con chiarezza quanti operatori servono, dove li trova e con quali risorse li paga. Le Apsp e le Rsa si rafforzano investendo su chi ci lavora, non chiedendo ancora di più a chi ha già dato tutto", concludono Bellini e Lazzarini, Pallanch e Gallizzi e Bassetti e Cescatti.













