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Trento
23 settembre | 22:19

Apsp e Rsa, la Cisl: "E' dal 2017 che lanciamo l'allarme sull'onda demografica. Non bastano nuovi spazi, serve investire sul personale e sull'organizzazione"

Il segretario generale e la segretaria Apsp e Terzo settore della Cisl Fp, Giuseppe Pallanch e Cindy Gallizzi: "La sostenibilità del sistema non si costruisce riducendo surrettiziamente gli standard assistenziali. E resta una domanda semplice, alla quale prima di annunciare nuove Apsp e Rsa sarebbe opportuno rispondere: nuove strutture sì, ma con quale personale?"

Apsp e Rsa, la Cisl: E' dal 2017 che lanciamo l'allarme sull'onda demografica
di Redazione

TRENTO. "I dati Ispat fotografano con chiarezza una tendenza che denunciamo da anni: il rapporto tra posti nelle Apsp e Rsa e popolazione over 65 in Trentino è sceso da 5 nei primi anni Duemila a 3,9 nel 2023, risalendo appena a 4,2 nel 2024. Vent'anni di erosione della copertura a fronte di una popolazione anziana in crescita costante". Così Giuseppe Pallanch, segretario generale della Cisl Fp, e Cindy Gallizzi, segretaria Apsp e Terzo settore della Cisl Fp. "E' dal 2017 che lanciamo questo allarme. Il cambiamento demografico non è più un'ipotesi, anzi è già qui, è arrivato puntuale, come previsto. Chi in questi anni ha minimizzato oggi si trova impreparato davanti a un fenomeno annunciato da tempo".

 

Non solo mancano medici e infermieri, la sfida che devono affrontare le strutture nei prossimi anni è il pensionamento di un importante numero di Oss, figura centrale per l'assistenza. C'è poi il tema che ormai riguarda tutte le strutture ed è quello dell'accoglienza di persone con problemi cognitivi con un'età inferiore rispetto alla media degli ospiti: "Le nostre strutture non sono attrezzate ad affrontare queste situazione", le parole di Michela Chiogna, presidente di Upipa. "Non sono fatte per accogliere persone che possono arrivare a vivere anche 20 anni in Rsa" (Qui articolo).

 

Una questione di spazi fisici e di personale. " Avevamo già segnalato che non si poteva continuare a stringere sui parametri di organico e oggi la richiesta di aumentare ulteriormente la ricettività, senza prima intervenire su quei parametri, rischia di essere l'ennesima toppa scaricata su un personale già stremato", commentano Pallanch e Gallizzi. "Invitiamo l'assessore Mario Tonina e la presidente di Upipa, Michela Chiogna, a concentrarsi non solo sulla risposta del sistema ai pazienti, ma anche a lavorare all'interno delle Apsp e Rsa per rendere il lavoro più agevole per chi opera ogni giorno".

 

Il personale, evidenzia la Cisl, è già al limite: "I carichi di lavoro sono cresciuti senza un corrispondente adeguamento dei parametri assistenziali e i posti esistenti nelle Apsp e Rsa sono coperti solo grazie all'impegno del personale, che sta sopperendo con lo sforzo individuale a una carenza strutturale di organico. Prima di aprire nuovi posti bisogna riconoscere questo sforzo e garantirgli le condizioni per essere sostenibile, non darlo per scontato. L'onda demografica in corso non porta con sé nuovo personale, così a farne le spese sono soprattutto gli Oss e il personale sanitario: la loro attrattività va rilanciata con decisione, alleggerendo il carico di lavoro complessivo, non continuando a scaricare su chi è già in prima linea l'aumento della domanda".

 

Sull'age management "siamo già intervenuti come organizzazione sindacale, ottenendo misure importanti per aiutare il personale. Abbiamo però registrato comportamenti resistenti da parte di alcune direzioni, anche rispetto agli accordi già sottoscritti: non basta firmare un'intesa se poi, struttura per struttura, se ne disattende l'applicazione", proseguono Pallanch e Gallizzi. "Per questo chiediamo che questi impegni trovino traduzione concreta a livello contrattuale, con clausole vincolanti finalizzate a ridurre il carico di lavoro e il turnover del personale, e una regia unica sulle 41 Apsp e Rsa del territorio, con le logiche conseguenti in termini di parametri, organizzazione del lavoro e applicazione uniforme degli accordi: non si può lasciare che ogni struttura interpreti a proprio modo impegni già assunti collettivamente".

 

Il benessere organizzativo va messo al centro, non come iniziativa episodica ma come leva strutturale: "E' da lì che passa la tenuta del sistema, non solo dai posti letto disponibili. Per questo non è accettabile abbassare il livello di assistenza con alchimie organizzative che, a nostro avviso, risultano irritanti per chi lavora ogni giorno sul campo: la sostenibilità del sistema non si costruisce riducendo surrettiziamente gli standard assistenziali. Anche la valorizzazione delle figure di assistenza evocata da Upipa non può restare un annuncio: servono inquadramento, stabilizzazione contrattuale e organizzazione del lavoro ripensata dall'interno. La programmazione andava fatta ieri, sui parametri e sull'organizzazione interna, non oggi rincorrendo l'emergenza con annunci sui numeri di posti. E resta una domanda semplice, alla quale prima di annunciare nuove Apsp e Rsa sarebbe opportuno rispondere: nuove strutture sì, ma con quale personale? Forse si dovrebbe pensare prima di dichiarare", concludono Pallanch e Gallizzi.

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