Ottica Demenego: nel 2025 fatturato oltre i 53 milioni. Punti vendita in tutta Italia, ma il cuore resta a Calalzo. “Puntiamo a tecnologia e radicamento al territorio”
Ottica Demenego, storica azienda cadorina, ha chiuso il 2025 superando i 53 milioni di fatturato. Sono inoltre 46 i punti vendita nel nord-est, ma il centro della rete rimane a Calalzo. Oltre ai servizi di base, l’obiettivo aziendale è sempre più garantire alti standard ai clienti in ogni fase: a spiegare come è l’amministratore delegato Alessandro Donadelli

CALALZO DI CADORE. Chiude a oltre 53 milioni di euro il fatturato 2025 di Ottica Demenego, che continua a crescere in tutto il nord-est ma mantiene a Calalzo il suo centro strategico dell’azienda.
L’azienda, nata nel 1960, ha conosciuto una svolta nel 2020 con l’ingresso della società d’investimento Vam Investments e la nomina di Alessandro Donadelli ad amministratore delegato. Ed è proprio quest’ultimo a spiegare a Dolomind come la crescita non significhi solo “moltiplicazione dei punti vendita”, quanto “rendere il modello più solido e replicabile”.
L’azienda bellunese, infatti, conta oggi in Italia 46 punti vendita: dopo Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige, ha ampliato la sua presenza in Emilia-Romagna e Lombardia. “In Emilia-Romagna siamo partiti da Parma nel 2022 - prosegue Donadelli - e oggi siamo anche a Ferrara, Ravenna, Castelfranco Emilia e Castenaso. Stiamo inoltre valutando una nuova apertura nell’area di Bologna”. Tutto ciò per un totale di 327 dipendenti, prevalentemente ottici e optometristi. Ma il cuore rimane a Calalzo, dove si continua a coordinare tutta la rete.
Il punto di forza è però un altro. Come già Luxottica (qui l’articolo), anche questa azienda punta alla diversificazione dei servizi, oltre a quelli di base legati in questo caso all’ottica. In tutti questi punti vendita, infatti, si integrano esami della vista, consulenza e produzione interna grazie all'uso di strumenti tecnologici avanzati. L’investimento medio nella sola area dei servizi ottici ammonta a 150 mila euro, per un assortimento che supera le 5 mila montature e oltre 3 mila lenti. “Questa struttura - commenta l'amministratore delegato - ci consente di ridurre i tempi e di minimizzare il rischio di errore lungo l’intero percorso del cliente”.
Torna quindi come ormai imprescindibile la digitalizzazione di ogni fase. “Abbiamo eliminato la comunicazione analogica - spiega Donadelli - e tutti i punti di contatto sono digitali e governati dal nostro headquarter di Calalzo di Cadore, negozio per negozio”. In pratica, ogni cliente è registrato in fase di cassa e i dati sono condivisi in tempo reale su tutta la rete, garantendo lo stesso standard di servizio in ogni punto vendita e assicurando continuità, tracciabilità e uniformità dell’esperienza.
Infine, nel 2025 il gruppo ha presentato il primo bilancio di sostenibilità, affiancato da interventi come l’installazione di pannelli fotovoltaici e il rinnovo del parco auto. In ogni punto vendita c’è poi un “green ambassador” che promuove concrete pratiche ambientali. Cosa significa? Lo abbiamo già visto con Unifarco (qui l’intervista): ormai ogni azienda deve inserire nel suo bilancio i cosiddetti obiettivi ESG (environmental, social, governance) con politiche di attenzione all’ambiente (come energia rinnovabile e riduzione degli imballaggi), alle condizioni di lavoro (come la parità di genere) e all’etica aziendale.
Per il futuro? Si punta a crescere, mantenendo fedeltà alle proprie radici. “Vogliamo investire su competenze, tecnologia e radicamento territoriale” conclude Donadelli.












