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Malga Misurina resta ad Auronzo, il Tar ha deciso. Saltano le "mire" altoatesine sulla sua gestione

Il Tar ha deciso: priorità alla comunità di Auronzo sulla gestione della storica malga Misurina, eccellenza del territorio e per questo di grande interesse anche per le imprese altoatesine. Il bando che era stato indetto dal Comune lo scorso 31 ottobre, è stato annullato 

Foto sx Infodolomiti.it
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Di Lucia Brunello - 28 giugno 2021 - 15:41

AURONZO DI CADORE. Possono tirare un sospiro di sollievo Innocente Cella De Dan, attuale gestore di malga Misurina, e tutta la comunità cadorina, dopo che lo scorso 22 giugno il Tar del Veneto ha depositato la sentenza a favore del ricorso che il gestore ha presentato contro il Comune di Auronzo.

 

Tutto è iniziato lo scorso 31 ottobre 2020, quando il Comune ha deciso di indire un’asta pubblica sulla nuova assegnazione della malga, facendo quindi ‘correre il rischio’ che questa potesse finire tra le mani di qualche impresa non solo non cadorina, ma neanche bellunese. La malga rappresenta infatti un'eccellenza per il territorio della provincia di Belluno, sia per la sua singolare posizione vicino al frequentatissimo lago di Misurina, sia per la sua storia centenaria.

 

Il nuovo bando per la gestione della struttura e dei suoi ettari di pascolo prevedeva un canone annuo di 32.300 euro (che fino all'anno prima era fissato a 22.000 euro) ed una concessione di 9 anni. Tutto ciò ha chiaramente preoccupato Cella De Dan, che dal 1997 ha gestito l'attività con impegno, dedizione e tanta passione. Sforzi, questi, non particolarmente riconosciuti dal Comune, visti i fatti.

 

A condividere i suoi timori è anche stata la Cia di Belluno (Confederazione Italiana Agricoltori), intervenuta a gennaio scorso con una lettera aperta indirizzata al Comune, chiedendo spiegazioni sulla “gravissima scelta”, che non faceva altro "che ridurre 23 anni di storia di un territorio, di sacrifici di una famiglia di suoi concittadini ad un freddo atto amministrativo".

 

Nelle righe scritte dalla Cia, in sostanza, si rivendicava una priorità non riservata ai residenti nel Comune di Auronzo, "tutelando così gli interessi dei propri cittadini" oltre a rischiare di "creare un precedente che se esteso a situazioni analoghe, penalizzerebbe fortemente le altre aziende agricole della nostra montagna bellunese".

 

A preoccupare la Cia e la comunità cadorina, erano i vicini altoatesini, che sin da subito avevano espresso grande interesse nei confronti della malga"Una scelta immotivata ed innaturale - continua la Cia - di procedere con un procedimento di appalto senza tenere in nessun conto la rilevanza delle aziende agricole operanti nel Comune di Auronzo, che rischia di consegnare una eccellenza del proprio territorio quale è Malga Misurina ad una azienda agricola della Pusteria".

 

Il Tar però ha deciso, l’asta pubblica è stata annullata e quindi la malga (per ora) resta ad Auronzo e agli auronziani. La soluzione indicata dal Tribunale, infatti, è quindi quella di favorire l'interesse dei residenti, o in caso di riflettere adeguatamente se consentire l’utilizzo della malga "in via temporanea da parte dei richiedenti, eventualmente non appartenenti a tale collettività". Nel nel caso in cui venga appunto deciso di affidare la gestione ad altri, l’ente locale dovrà poi a "considerare l’introduzione di criteri di valutazione eventualmente di forme di prelazione a parità di condizioni – volte a valorizzare gli interessi dei residenti”. 

 

Il bando quindi è stato revocato, e le mire altoatesine per ora sono saltate. Si vedrà poi come il Comune sceglierà di procedere, nel frattempo Innocente Cella De Dan e tutta la comunità di Auronzo possono tirare un sospiro di sollievo.

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