Carenza di medici, Belluno ''chiama'' figli e nipoti degli immigrati in Argentina: ce ne sarebbero 85 pronti. Bond: ''Chiederò al ministro il riconoscimento''
Il Bellunese soffre ormai da anni la strutturale carenza di medici soprattutto nelle zone di montagna. Il deputato di Forza Italia: ''Ben venga quindi l’iniziativa dell’Ulss 1 Dolomiti che si è attivata per trovare, attraverso l'associazione Bellunesi nel mondo, medici argentini disposti a venire a lavorare nella provincia di Belluno''

BELLUNO. Sarebbero ben 85 i medici argentini pronti a trasferirsi nel Bellunese per una loro scelta di vita e per aiutare il sistema sanitario della zona da anni, sempre più in difficoltà proprio per i problemi legati alla cronica carenza di personale sanitario. I medici sono stati individuati dall'Associazione Bellunesi nel Mondo (concentrati principalmente nell'area di Buenos Aires) e potrebbero davvero essere la risposta a un sistema che soprattutto nelle zone di montagna fatica a dimostrarsi attrattivo per i professionisti del settore. Si pensi anche al caso di Trento che negli scorsi giorni ha annunciato l'arrivo di sette infermieri laureati dall'Albania per le case di riposo trentine.
Ora il tema arriva a Roma. Ce lo porterà il parlamentare di Forza Italia Dario Bond che, annuncia: ''Chiederò al ministro il riconoscimento rapido del loro titolo di studio''.
Il problema, infatti, è legato alla possibilità o meno di permettere loro di esercitare la professione in Italia con il titolo di studio argentino, quindi conseguito fuori dall'Unione europea. In questi casi serve l'autorizzazione del Ministero della Salute. ''Trattandosi però di laurea conseguita al di fuori della UE - si legge sui portali degli ordini dei medici -, il Ministero della Salute indice una Conferenza dei Servizi a cui partecipa anche il Ministero dell’Università. Tale Conferenza esamina il piano di studi del candidato e, alla fine, può pervenire a tre differenti conclusioni: accoglimento dell’istanza con immediato decreto di riconoscimento; prescrizione al candidato di una verifica della sua formazione attraverso una prova attitudinale oppure indicando gli esami universitari da sostenere presso un Ateneo italiano; rigetto dell’istanza''.
''Attrarre figure professionali è una priorità della montagna - spiega Bond -. E il nuovo ddl varato dal consiglio dei ministri va proprio in questa direzione. Ben venga quindi l’iniziativa dell’Ulss 1 Dolomiti che si è attivata per trovare, attraverso l'associazione Bellunesi nel mondo, medici argentini disposti a venire a lavorare nella provincia di Belluno. Adesso serve un iter rapido per il riconoscimento del titolo di studio''.
''Da tempo sostengo la necessità di un’attenzione particolare ai servizi, in primis quelli sanitari, come strumento fondamentale per contrastare lo spopolamento. Ci scontriamo - prosegue il deputato - da anni con la carenza di medici e ringrazio la dottoressa Carraro, direttrice dell’Ulss 1 perché sta cercando in tutte le maniere di colmare questa mancanza, sia negli ospedali sia sul territorio. Non possiamo dipendere da prestazioni occasionali di medici che arrivano da fuori per ogni emergenza, ma creare una squadra forte in tutti gli ospedali bellunesi. Ora con questo progetto di attrazione di figure professionali da fuori provincia - in questo caso dall’estero, dall’Argentina - possiamo agevolare il lavoro della dottoressa Carraro nel colmare un gap della montagna. Tra l’altro stiamo parlando di medici che hanno un legame particolare con il Bellunese, visto che si tratta di figli e nipoti di emigranti. Ora è fondamentale il riconoscimento del loro titolo di studio in Italia, motivo per cui interesserò il ministro Speranza e il ministro dell’Università e della Ricerca. Bisogna dare seguito a questa idea e renderla operativa, anche se sono consapevole che non sarà un percorso facile”.


















