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Come l'uomo sta cambiando la montagna, documentatelo con foto o video. ''Il vostro occhio come quello del Gigiàt''

Il Gigiàt è un essere gigantesco e asimmetrico che vive in Val Masino, una minuta valle lombarda. I pochi che hanno avuto la fortuna di incrociarlo sostengono sia un animale ibrido, meticcio, un incrocio tra il caprone e il camoscio. Ogni tanto il Gigiàt si palesa, con sguardo vigile e attento, per sorvegliare i suoi territori e per ammonire chi su di essi non si muove in modo equilibrato e rispettoso. L'appello di Alto-Rilievo / voci di montagna e del collettivo Ci Sarà Un Bel Clima è di farsi tutti Gigiàt quando si va in montagna e segnalare anomalie e storture a [email protected]

Di Pietro Lacasella - 22 giugno 2022 - 16:56

TRENTO. Dalla collaborazione tra il blog Alto-Rilievo / voci di montagna e il collettivo Ci Sarà Un Bel Clima è nata un’importante iniziativa finalizzata a documentare le trasformazioni che i contesti montani stanno subendo a causa dei cambiamenti climatici. Tutti possono contribuire al progetto inviando fotografie e video all'indirizzo email [email protected] .

 

Il materiale più significativo verrà raccolto, a fine estate, in una pubblicazione. Nel frattempo sarà condiviso sulla pagina Instagram occhio_del_gigiat (https://instagram.com/occhio_del_gigiat?igshid=YmMyMTA2M2Y=)

 

Qui di seguito il testo completo dell’appello.

 

Il Gigiàt è un essere gigantesco e asimmetrico che vive in Val Masino, una minuta valle lombarda. I pochi che hanno avuto la fortuna di incrociarlo sostengono sia un animale ibrido, meticcio, un incrocio tra il caprone e il camoscio. C’è chi addirittura dice somigli a un enorme stambecco, dal pelo lunghissimo e con la testa sproporzionata rispetto al corpo, perché molto più grande.

 

 

Nonostante le dimensioni è difficile scorgerlo tra i boschi e le pareti della valle. Per questo motivo, oggi in molti ne parlano con il distacco tipico di chi considera le credenze popolari delle fantasie prive di fondamento. Eppure ogni tanto il Gigiàt si palesa, con sguardo vigile e attento, per sorvegliare i suoi territori e per ammonire chi su di essi non si muove in modo equilibrato e rispettoso.

 

Nel 2021, ad esempio, il suo mastodontico occhio è apparso sul celebre Precipizio degli Asteroidi. Sotto l’occhio si stagliava un messaggio, breve e minaccioso: «Vi vedo!». Era riferito a chi stava per modificare irrimediabilmente la valle, sfregiandone l’aspetto, ferendo la sua fisionomia così suggestiva.

 

Uscendo dalla Val Masino, non è difficile accorgersi delle trasformazioni che stanno progressivamente alterando il carattere dei rilievi italiani. È vero: la storia ci insegna che le nostre montagne hanno nel tempo subito infinite modificazioni. Tuttavia, ciò che risulta anomalo è la rapidità con cui tali variazioni si stanno verificando negli ultimi decenni: una dinamica in buona parte di origine antropica. Se la pressione dell’uomo su ambiente ed ecosistemi è di anno in anno maggiore, il nostro modo di ragionare è rimasto parzialmente bloccato all’interno di vecchi schemi.

 

Questo appello, rivolto ad alpinisti, escursionisti e trailrunner, è un invito a farsi Gigiàt e quindi a sfruttare la prospettiva aerea offerta dai rilievi per documentare e segnalare le innaturali trasformazioni causate dal cambiamento climatico e, più in generale, dall’animale-uomo.

 

Per anni abbiamo usufruito della montagna per appagare la nostra sete di avventura o, molto più semplicemente, per godere dei benefici offerti da territori ancora parzialmente integri. Ora che questi territori sono in difficoltà, specialmente quelli coperti da ghiacci sempre meno perenni, è arrivato il momento di ricambiare il favore con un’azione di sensibilizzazione collettiva. Un’azione rivolta innanzitutto a noi stessi, per ricordarci che anche il contributo del singolo è di vitale importanza, ma soprattutto alle istituzioni, esortandole a prendere maggiormente in considerazione le esigenze ambientali del presente.

 

Per farvi Gigiàt e quindi per contribuire a questo sforzo divulgativo finalizzato a promuovere un dialogo più armonico tra elementi naturali e iniziative di origine antropica, vi invitiamo a fotografare, durante le vostre esperienze montane, tutto ciò che il vostro occhio giudica anomalo e inopportuno.

 

Il vostro contributo è prezioso!

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