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| 28 dic 2022 | 12:55

Il custode delle "pecore con gli occhiali", storia di Günther Pernthaler: "Ho ripopolato la valle: questa razza era a un passo dall'estinzione"

Quando negli anni '90 la "pecora con gli occhiali" rischiava di scomparire, per la seconda volta, dalla val di Funes, Günther Pernthaler decise di chiedere aiuto a amici e locali: "Oggi, non a caso, abbiamo circa 700 capi divisi fra 25 allevatori: è una razza davvero straordinaria"

FUNES. Vello bianco e occhi cinti da "anelli neri" che prendono il caratteristico nome di "occhiali". Sono le "Villnösser brillenschafe" (pecore con gli occhiali della val di Funes ndr) che fino a qualche tempo fa rischiavano di scomparire dalla circolazione. A prendersene cura con tenacia e devoto amore per la trazione, Günther Pernthaler, tecnico di questa straordinaria razza, che alleva da sempre: "Ho ereditato queste pecore da mio padre che aveva deciso di portare avanti il lavoro d'una vita del nonno".

Allevate per il consumo di carne e per la lana, la storia delle "pecore con gli occhiali" è quella d'una razza minacciata più volte d'estinzione: "Negli anni '30 le politiche fasciste di "miglioramento" delle razze di interesse alimentare imponevano di sostituire quelle autoctone con altre internazionali più produttive, conducendo questi animali a rischiare di scomparire da Funes - esordisce Pernthaler a Il Dolomiti -. Un tentativo fortunatamente fallito, grazie all'amore e al coraggio d'un uomo del luogo, che oggi non c'è più, che decise di continuare ad allevare queste speciali pecore di nascosto".  

 

Un racconto di "resistenza", grazie alla tenacia degli allevatori di Funes che hanno voluto, a tutti i costi, portare avanti tradizioni centenarie: "Dopo la guerra e fino agli anni '60 questi animali erano tornati a popolare la valle. Poi, di nuovo, nel 1990 hanno rischiato di estinguersi: erano infatti rimasti soltanto 150 capi in totale - ricorda l'allevatore -. Il sindaco di allora, Johann Messner, grande amante della razza, mi chiese di aiutarlo. Chiamai così amici e locali e insieme ricominciammo a allevare le pecore con gli occhiali, facendo crescere il numero di capi sempre più".

 

Grazie all'ex primo cittadino di Funes e a Günther, che insieme hanno 'lavorato' al recupero genetico di questi ovini, è stato così possibile ottenere la pubblicazione del registro anagrafico, conservato dalla Federazione zootecnica Alto Adige di Bolzano e l’iscrizione della razza tra quelle a rischio di estinzione, che dà diritto a contributi annuali per gli allevatori al fine di conservarla e riprodurla.

 

Oggi, non a caso, a Funes "abbiamo circa 700 capi, divisi fra 25 allevatori - spiega Pernthaler -. Io ne ho 50 e le allevo praticamente da quando ero piccino: mio padre ha dedicato 30 anni della sua vita a questa razza. Mio nonno, invece, tutta la sua esistenza, cosa che sto facendo anche io: dopo moglie e figli vengono le mie meravigliose pecore", confessa.

 

Una razza speciale non soltanto per gli "occhiali" e la parte interna delle orecchie (e la punta) caratteristicamente nera "ma anche per la carne dal sapore inconfondibile e diverso da tutte le altre, che ricorda vagamente la selvaggina - ammette il tecnico -. Questi ovini hanno inoltre una lana perfetta per creare abiti, tanto che da 7 o 8 anni la vendo a aziende tessili: va letteralmente a ruba - continua -. Pecore particolari anche per la loro struttura fisica: hanno zampe molto 'dure' e forti, che consentono loro di pascolare e godere appieno dell'ambiente montano. Non per nulla viviamo a quota 1350 metri - conclude -. Dove mi vedo nel futuro? Qui, nei pascoli di san Giacomo, accanto ai miei straordinari animali". 

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