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Nuovo tracciato di mtb nel Lagorai, le funivie: "Senza questa pista saremmo costretti a chiudere il bike park. E' area sciabile e c'è già l'accordo con il parco''

Le prime ipotesi di un secondo tracciato sull'Alpe Tognola risalgono al 2018. Il primo progetto era stato bocciato e la società impianti ha elaborato un secondo piano, ma fatica a concretizzarsi: "Abbiamo condiviso le azioni con il parco e ci sono i pareri favorevoli delle strutture competenti ma c’è la posizione negativa della forestale. Abbiamo fatto ricorso al Tar per far valere le nostre ragioni"

Di Luca Andreazza - 27 giugno 2022 - 06:01

PRIMIERO SAN MARTINO DI CASTROZZA. Un tracciato che attende da 4 anni, un'area che boccheggia in attesa della pista con le polemiche perché insiste all'interno di un'area protetta  ma sciabile e un ricorso al Tar della società impianti per accelerare le decisioni a fronte di un iter particolarmente lungo. E' una vicenda complessa quella che riguarda la nuova opera che dovrebbe sorgere sull'Alpe Tognola a Primiero San Martino di Castrozza.

 

"Sono pronta per andare fino in fondo. I pareri di parco, aree protette e della maggior parte dei servizi sono favorevoli, ma è contraria ancora la forestale, nonostante in zona il parco e i privati hanno già realizzato chilometri di sentieri bike del tutto simili in contesti analoghi. La nuova pista non intacca aree incontaminate e anzi è strategica per non chiudere il bike park. Il piano è il risultato di un lunghissimo lavoro progettuale e un complesso iter burocratico". A dirlo Valeria Ghezzi, presidente della società Funivie Seggiovie San Martino. "Il percorso si snoderebbe in un'area già infrastrutturata e i cantieri sarebbero portati avanti nella massima attenzione per tutelare la zona: siamo i primi a voler conservare e curare il territorio per non far perdere appeal alla località".

Il progetto presentato dalle Funivie Seggiovie San Martino è finito sotto i riflettori a seguito di un'interrogazione di Lucia Coppola: "Ancora una volta vince il profitto a scapito dell’ambiente”, questo il commento della consigliera provinciale di Europa Verde con riferimento alla realizzazione di un nuovo percorso dedicato alle mountain bike nel Lagorai (Qui articolo).

Il  tracciato, circa 4,5 chilometri, dovrebbe ricalcare in alcune parti tracce di sentieri già esistenti o vecchi impianti. "Non andiamo a intaccare nessuna area incontaminata: la struttura sorgerebbe tra le due piste attualmente esistenti, servite dall'impianto Tognola. Sostanzialmente l'opera ricade sull'area sciabile, tanto che in quell’area potremmo progettare una nuova pista che sarebbe molto più impattante". Sono previste paraboliche e una movimentazione di terra di circa 22mila metri quadrati riporti per 954,98 metri cubi. Oltre a un’area cantiere larga 4 metri che vedrà la presenza di escavatori. Un'area comunque nel Lagorai e di pregio, come tutta la zona. 

"Tutta l'area è di pregio: la manutenzione e curare in modo attento i lavori sono nel nostro interesse. Certamente ci sarebbero dei movimenti terra - evidenzia Ghezzi - ma prestiamo grandissima attenzione a ripristinare con grande rispetto la zona. La previsione non è quella di utilizzare escavatori quanto i macchinari ragno. Si parla di un spostamenti di circa 23 metri cubi ogni 10 metri di tracciato. E inoltre e utilizziamo il metodo 'scotico' a conclusione dei cantieri: le zolle prelevate vengono preservate e poi riposizionate con il fieno preso dal parco per le sistemazioni finali".

La nuova pista è attesa per il prossimo anno per un'idea delineata nel 2018. Ma quello per realizzare il tracciato è un iter lungo e burrascoso con la società impianti che ha presentato un ricorso al Tar di Trento contro la Provincia per cercare di sbloccare una partita che fatica a concretizzarsi. Il primo progetto del 2019 è stato sostanzialmente bocciato senza appello.

 

"Abbiamo ritirato il piano - dice la presidente di Funivie Seggiovie San Martino - per elaborare una seconda ipotesi progettuale più aderente alle necessità dei vari interlocutori, del servizio aree protette del parco in primis. Un percorso di confronto avviato nel 2019 con i nostri uffici che si sono messi a disposizione per trovare le soluzioni più idonee e che potessero garantire la tutela dell'ambiente e contemporaneamente rispondere alle nostre esigenze per ampliare l'offerta del bike park. A seguito di numerosi incontri e molti approfondimenti abbiamo raggiunto una condivisione e una sintesi per ottenere un parere favorevole dall'Ente".

 

A fronte di un'alta fiducia nel primierotto, la macchina si è però inceppata ancora una volta con i rallentamenti causati dalle varie limitazioni imposte per fronteggiare l'epidemia Covid e che portano a posticipare i sopralluoghi dei tecnici provinciali per una valutazione dell'area chiamata a ospitare il nuovo tracciato. Fino alla riposta del gennaio 2022 in cui alla società viene risposto che la site visit ci sarà: estate di quell'anno e quando la neve si sarà sciolta.

 

Una doccia gelata per gli impiantisti perché "significa perdere almeno 1 anno ma il tracciato serve subito: c'è in gioco l'operatività del bike park". E in quel contesto di tensione tra Funivie Seggiovie San Martino e gli uffici provinciali, la società presenta ricorso al Tar per far rispettare gli aspetti formali, ritenendo di non aver più nulla da perdere. "Ho effettuato un accesso agli atti e non sono risultati altri documenti. Nessun verbale di riunione, nessun approfondimento e nessun parere della commissione di coordinamento: solo la lettera di poche righe per fissare in modo vago un sopralluogo. Ho interessato anche il Servizio turismo della Pat ma il dirigente non ha potuto far altro che confermare quanto già da noi ricevuto. Da lì la decisione di andare per vie legali". 


(Il tracciato a passo Rolle)

L'intervento al Tar qualcosa avrebbe smosso. La stagione estiva non vede novità ma intanto si svolge il sopralluogo a inizio giugno. "Nelle vicinanze sono stati realizzati altri percorsi, come a passo Rolle un paio di anni fa. Ci sarebbe la disponibilità a ritirare il ricorso - prosegue la numero uno delle Funivie Seggiovie San Martino - se ci fosse una maggiore trasparenza e più chiarezza. C'è la condivisione dell'ente parco, ci sono i pareri favorevoli delle strutture competenti ma c’è la posizione negativa della forestale, un parere di cui fatichiamo a comprendere le ragioni: questo investimento è fondamentale per mantenere in vita il bike park e sono pronta a rivolgermi alla Comunità europea perché le norme sono a noi favorevoli".

 

Quello sull'Alpe Tognola è stato il primo bike park ufficiale a sorgere in Trentino: un'assoluta novità che risale alla stagione 2012/13. Poi il territorio si è molto sviluppato in questo senso mentre il Primiero si è un po' fermato. "Questa opera è fondamentale per garantire la prosecuzione dell'attività. Il percorso che già esiste è molto tecnico e difficile e negli ultimi anni abbiamo perso il 40% delle presenze. C'è un forte declino del prodotto e serve un rilancio con un percorso facile - evidenzia Ghezzi - per salvaguardare i posti di lavoro, il noleggio, l'indotto e le potenzialità dell'area".

 

Un'opera ritenuta strategica. "Non ci sarebbe alcun luna park perché si tratterebbe solo della seconda pista sul nostro territorio e rappresenta una chiave importantissima. Abbiamo bisogno di crescere e la società vuole investire per destagionalizzare e diversificare: crediamo molto nelle potenzialità dell'estate e questo tassello è decisivo. La realizzazione del tracciato facile è l'unica soluzione, altrimenti saremo costretti a chiudere il bike park", conclude Ghezzi.

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