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Per salvaguardare la montagna si punta (per ora) su limiti di velocità e più controlli sui passi delle Dolomiti. Si aspetta il Pnrr per il piano di mobilità alternativa

Seduta straordinaria della Fondazione Dolomiti Unesco per parlare di strategie comuni, indicazioni che poi devono essere declinate dalle singole Province e Regioni con misure concrete: "Il piano potrebbe beneficiare dei fondi del Pnrr e prevederebbe un’alternativa al mezzo privato da attivare prima di introdurre eventuali limitazioni, come un servizio di navette dedicato o il potenziamento dell’intermodalità con gli impianti a fune"

Di Luca Andreazza - 02 maggio 2022 - 21:21

TRENTO. E' stata avviata la discussione su misure comuni per regolamentare i flussi di traffico sui passo dolomitici. La mobilità è un tema centrale per riuscire a gestire l'afflusso di turismo in montagna e fronteggiare anche il rischio overtourism. Si punta sul breve periodo a maggiori controlli e sui limiti di velocità ma per giugno dovrebbe arrivare un piano (con fondi Pnrr) per incentivare la mobilità alternativa (navette e funivie) per ridurre il ricorso ai mezzi privati. Si è parlato anche di parcheggi prenotabili.

 

"La riunione è stata molto utile per avviare una discussione sul tema dei passi dolomitici con lo scopo di arrivare a una serie di misure concrete comuni ai territori e che consentano il massimo rispetto dell'ambiente dei passi dolomitici e allo stesso tempo di renderli accessibili a residenti e turisti. Sul tema della mobilità sui passi dolomitici - commenta Mario Tonina, vice presidente della Provincia di Trento e presidente della Fondazione Dolomiti Unesco - c'è la consapevolezza che si tratta di un aspetto da affrontare con responsabilità assieme alle Province e alla Regione".

 

Una seduta straordinaria del Consiglio di amministrazione della Fondazione Dolomiti Unesco per parlare di strategie comuni, indicazioni che poi devono essere declinate dalle singole Province e Regioni con misure concrete. E sembra che sia stato speso un altro time out, probabile che per quest'estate tutto resti sostanzialmente invariato, le proposte più percorribili sono l'introduzione di limiti di velocità e maggiori controlli, anche sul fronte dei parcheggi selvaggi.

 

"Si cerca di trovare una soluzione perché c'è una grande attenzione all'ambiente. C'è in corso un approfondimento con le comunità e con i territori - dice Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno - per implementare misure concrete. E' difficile pensare di contigentare gli spazi aperti, eventuali numeri chiusi non sono all'ordine del giorno. Si può invece ragionare sulla mobilità. Non è facile sviluppare un piano ma gli sforzi sono nella direzione di arrivare a proposte alternative per salvaguardare l'ambiente e il turismo".

 

E' evidente che in determinati periodi dell'anno le montagne vengano prese d'assalto: lunghe code e un fiume di escursionisti che frequentano le località in quota. Un acutizzarsi del fenomeno di overtourism, una sorta di eccesso di frequentatori che poi manda in crisi il sistema: rifugi in difficoltà, soccorsi attivati per imprudenza o impreparazione all'ambiente montano, sofferenza per il contesto naturale. Un impatto che diventa difficile da gestire e che pregiudica la qualità dell'esperienza (Qui articolo).

 

C'è la volontà di trovare un'intesa sulla mobilità, si lavora in questa direzione ma bisogna ancora aspettare. "Durante la riunione è stato posto l'accento sulla volontà di trovare una linea comune sulla mobilità sui passi dolomitici - si legge nella nota - sottolineando come il punto di partenza sia il protocollo nell'aprile 2021 approvato da Veneto, Trentino e Alto Adige". L’assessore altoatesino Daniel Alfreider ha presentato alcuni dati del monitoraggio in corso. La composizione dei flussi è molto variegata e non è composta solamente da turisti giornalieri. E' stato dunque evidenziato come prima di attivare limitazioni alla mobilità, occorra fornire una alternativa al mezzo privato.

 

"L'obiettivo concordato dai partecipanti alla riunione - continua la nota - è di puntare a una regolamentazione dei flussi di traffico sui passi dolomitici le cui misure saranno all'interno di un piano complessivo della mobilità cui si sta lavorando e che sarà presentato a Roma sui fondi del Pnrr e illustrato in una conferenza stampa a giugno che sarà organizzata dagli assessori delle due Province autonome e della Regione Veneto con il patrocinio della Fondazione Dolomiti Unesco".

 

Si punta sul Pnrr e sulle funivie. "Il piano potrebbe beneficiare dei fondi del Pnrr e prevederebbe un’alternativa al mezzo privato - ancora nella nota - da attivare prima di introdurre eventuali limitazioni, come l’introduzione di un servizio di navette dedicato o il potenziamento dell’intermodalità con il sistema degli impianti a fune".

 

Tra le ipotesi in discussione, presentate dall’assessore Alfreider, anche la realizzazione di parcheggi prenotabili digitalmente in modo da informare preventivamente chi si mette in viaggio in merito all’affollamento del sito. Questa misura, oltre a evitare l'eccessivo affollamento sui passi, potrebbe indirizzare i flussi verso altre località meno congestionate, sempre facenti parte delle Dolomiti.

 

"Per l'estate 2022 sono state poi discusse alcune misure di immediata attuabilità, tra cui l’introduzione di limiti alla velocità massima su alcune strade di accesso ai passi, maggiori controlli sulla velocità, sulle emissioni sonore, e sui cosiddetti 'parcheggi selvaggi'. Possibili incrementi anche alle corsie dedicate alle biciclette", si legge nella nota.

 

Presenti nell'incontro del Cda i rappresentanti delle due Province di Trento e Bolzano, della Regione Veneto, della Provincia di Belluno, della Regione Friuli e della Magnifica Comunità di Montagna Dolomiti Friulane e della Comunità di Montagna della Carnia. Alla riunione anche l'assessore Mattia Gottardi, oltre all'assessore Alfreider, Elisa De Berti, vice presidente e assessora alle infrastrutture e trasporti della Regione Veneto, e Federico Caner, assessore al turismo della Regione Veneto.

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