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Sempre più interventi legati a comportamenti superficiali, incapacità, abbigliamento inadeguato: la montagna per tutti e l'aumento dei soccorsi

Il bilancio del soccorso alpino 2021 mostra come in epoca covid la tendenza a fruire sempre di più delle montagne vicine (anche perché altri sport sono stati meno praticabili) ha aumentato anche la presenza di persone impreparate ad affrontare le escursioni. Il Soccorso: ''Occorre sottolineare come il 92,0% delle persone soccorse non sia iscritto al Cai e/o non disponga di una propria assicurazione''

Di L.P. - 26 marzo 2022 - 16:58

BELLUNO. ''Ci siamo purtroppo dovuti confrontare con una maggiore superficialità nell’affrontare le escursioni e le diverse discipline outdoor. Sono così lievitate le emergenze legate a comportamenti superficiali, incapacità, perdita dell’orientamento, abbigliamento inadeguato, sopravvalutazione delle proprie condizioni fisiche''. Questo il presidente del soccorso alpino e speleologico veneto Rodolfo Selenati nel tracciare il bilancio dell'anno 2021 per quanto riguarda l'attività operativa dei soccorritori in Veneto in stretta sinergia con le Centrali Operative del Suem 118 della Regione del Veneto di Pieve di Cadore, Padova, Treviso, Verona e Vicenza che si è attestata a 1048 interventi, con un aumento di quasi il 6% dei soccorsi sanitari.

 

"Nel 2021 si è registrato un incremento significativo dei soccorsi sanitari - spiega Selenati - il 6 per cento in più, dovuto a una tendenza già segnalata l’anno precedente e dovuta in larga parte alla pandemia, l’aumento del turismo di prossimità. Se da una parte si sono registrati tantissimi frequentatori nelle nostre montagne, che hanno preferito la sicurezza data da luoghi vicini e all’aria aperta, dall’altra ci siamo purtroppo dovuti confrontare con una maggiore superficialità nell’affrontare le escursioni e le diverse discipline outdoor. Sono così lievitate le emergenze legate a comportamenti superficiali, incapacità, perdita dell’orientamento, abbigliamento inadeguato, sopravvalutazione delle proprie condizioni fisiche. Fondamentale per noi resta la formazione''.

 

Gli interventi fatti sono prevalentemente di natura sanitaria (939) ma in 90 casi il Sasv è stato chiamato ad intervenire in supporto alla Protezione Civile Regionale e Nazionale. Come per il 2020, il numero delle persone soccorse superare le 1000 unità, a confermare il trend in aumento nonostante le restrizioni dei vari Dpcm e Decreti regionali per il contenimento del contagio da SARS CoV2, emanati nel corso della pandemia; ma, proprio il periodo di restrizioni e la chiusura quasi totale di ogni luogo di ritrovo sia ludico, sportivo e culturale ha portato molte persone a frequentare quegli unici luoghi rimasti frequentabili senza restrizioni, le montagne.

 

''Purtroppo - spiegano dal soccorso alpino - questa frequentazione poco formata e informata di persone, che affrontano la montagna senza preparazione fisica, né tantomeno tecnica e/o con attrezzatura non adeguata, ha contribuito all'aumento degli incidenti ma anche, alle richieste di aiuto per situazioni di pericolo venutesi a creare''.

 

Oltre agli interventi di soccorso su infortunati, il cui luogo dell'incidente è segnalato e individuato, nel 2021 si sono registrati 72 eventi di ricerca con 89 persone soccorse, quegli interventi che riguardano persone la cui scomparsa viene denunciata dai familiari tipicamente verso sera quando la persona risulta non rientrata a casa. Si tratta degli interventi più complicati e nei quali viene utilizzata una grande quantità di personale, oltre al dover gestire altro personale proveniente da altre associazioni e/o amministrazioni dello Stato; si riferisce a persone che frequentano la montagna in solitaria e senza lasciare una indicazione precisa sul proprio itinerario rispetto alle quali l'invito è sempre lo stesso: non andare da soli ma, nel caso, fornire indicazioni precise sul proprio itinerario e, possibilmente, dotarsi di quelle App di geolocalizzazione che possono essere installate sul moderni smartphone. 

 

L'elicottero è ormai parte integrante e fondamentale del moderno soccorso alpino; La percentuale di intervento del mezzo aereo ormai si è attestata attorno al 35/40% circa e varia sia dall’orario giornaliero in cui avviene la chiamata sia, ovviamente, in base alle condizioni atmosferiche del momento. Occorre tener presente che l’impiego dell’elicottero non può comunque prescindere dalla presenza delle squadre a terra, sia per risolvere tutti gli interventi dove il mezzo non può intervenire, mediamente circa il 60/65 % degli interventi, sia perché le squadre a terra vengono movimentate anche in caso di intervento aereo per il quale rappresentano l’insostituibile riferimento a terra per ogni problema legato all’individuazione del luogo, degli ostacoli alla navigazione aerea, al recupero dei compagni di escursione, ecc.

 

Rispetto alle 1156 persone soccorse il 44 % circa degli interventi riguarda illesi, mentre un ulteriore 47,32 % riguarda i codici sanitari meno gravi (1 e 2) percentuali che indicano, soprattutto per la prima, la percezione della presenza del Soccorso Alpino sul territorio quale struttura attivabile anche per evitare di mettersi in situazioni di peggior pericolo. Rispetto alle attività coinvolte l'escursionismo si conferma come l’attività più coinvolta nei soccorsi con un 51,10 %, ovviamente il dato è influenzato dal fatto che l'escursionismo è anche l'attività più diffusa ma dove si annidano anche i comportamenti più a rischio; infatti buona parte degli interventi è richiesto per motivi dovuti all'incapacità, alla perdita di orientamento, ai ritardi o allo sfinimento; che testimonia, che la prevenzione e la diffusione di buone pratiche di approccio alla montagna, rappresentano una importantissima e fondamentale opportunità per far diminuire considerevolmente la propensione anche inconsapevole ad esporsi a dei rischi a volte fatali.

 

Particolare  evidenza merita l’impegno, anche in termini di tempo, che ogni soccorritore dedica alla struttura; nel 2021 le varie attività del Soccorso hanno impiegato circa 122.075,00 ore/uomo, delle quali circa il 18 % destinato alle operazioni di soccorso ed il restante 82 % oltre che alla gestione delle stazioni, soprattutto alla formazione personale e di squadra,  mettendo così in luce un particolare di estrema importanza per l’efficacia e il successo dei nostri interventi ovvero che, per ogni “momento” dedicato al singolo intervento,  ne vengono impegnati altri quattro in termini di addestramento, preparazione/formazione. 

 

Occorre sottolineare come il 92,0% delle persone soccorse non sia iscritto al Cai e/o non disponga di una propria assicurazione, a sottolineare che, nonostante gli oneri addebitati dalle varie regioni, sia molto diffusa da questa parte del versante alpino questo atteggiamento superficiale di non tutela e come occorra intensificare le iniziative di sensibilizzazione e informazione sull’argomento, a tale proposito ne è un esempio il lieve aumento degli utenti che erano provvisti di assicurazione alternative tipo Dolomiti Emergency, che si attestano attorno al 4 % circa, dato leggermente inferiore al 2020, ma che attesta che qualcosa sta cambiando.

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