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Belluno
07 marzo | 18:38

"La montagna vista come una 'palestra all'aperto', sempre più persone in quota senza preparazione". I numeri del Soccorso alpino veneto: 1095 gli interventi nel 2023

I soccorritori veneti hanno condiviso il report sugli interventi portati avanti lo scorso anno che, seppur in lieve calo rispetto al 2022, conferma il trend in crescita: “Il fenomeno è legato anche all'idea di una montagna come palestra all'aperto dove mettere alla prova le proprie prestazioni e non piuttosto di un ambiente severe e ostile che non lascia margine all'errore”

"La montagna vista come una 'palestra all'aperto', sempre più persone in quota senza preparazione"

BELLUNO. Ben 1219 persone soccorse nel corso di 1095 missioni: sono questi i numeri degli interventi complessivi portati avanti nel corso del 2023 dagli operatori del Soccorso alpino e speleologico veneto. Si tratta di un dato che conferma, dicono i soccorritori nel report sull'anno passato, il trend in aumento già verificatosi negli anni precedenti “ma che per il 2023 è leggermente inferiore all'anno 2022”, principalmente a causa della variabilità delle condizioni meteo “che influenzano in modo importante il flusso migratorio verso le terre alte”. Ovviamente, anche in termini assoluti non si tratta però certo di poca cosa: numeri alla mano infatti, nel 2023 i soccorritori sono entrati in azione in Regione ben 3 volte di media al giorno, senza considerare tra l'altro tutti gli interventi effettuati dai Servizi di elisoccorso di Pieve di Cadore, Treviso e Verona in ambiente non ostile ed impervio (zone ad elevata antropizzazione, strade diverse, zone artigianali ed industriali, ambienti di lavoro eccetera), fattispecie operative che secondo i soccorritori hanno ormai raggiunto livelli “straordinari”.

 

Analizzando il trend osservato, per il Soccorso alpino e speleologico veneto appare chiaramente in primo luogo un dato, sul quale da tempo riflette chi si occupa di terre alte (Qui un approfondimento sull'argomento). Parlando di interventi infatti, scrivono i soccorritori: “L'aumento di fatto è in parte dovuto a una costante crescita degli appassionati frequentatori della montagna e in parte, purtroppo, alla superficialità delle persone che affrontano la montagna senza preparazione fisica né tanto meno tecnica e/o con attrezzatura non adeguata. Il fenomeno è legato anche all'idea di una montagna come palestra all'aperto dove mettere alla prova le proprie prestazioni e non piuttosto di un ambiente severo e ostile che non lascia margine all'errore”.

 

Guardando per esempio alla diagnostica analitica degli interventi, sono 532 in tutto gli illesi tratti in salvo (persone in difficoltà per diverse cause o in imminente pericolo di vita), che rappresentano circa il 43,7% del numero complessivo delle persone soccorse nel 2023: “Una percentuale consistente – commentano i responsabili del Soccorso alpino e speleologico veneto – e che non denota nessuna diminuzione rispetto agli anni precedenti. Difficile a questo punto non concludere che sia in aumento la tendenza ad affrontare la montagna con metodologia irresponsabile e senza un minimo di preparazione fisica, consapevoli forse di poter contare su un efficiente sistema di soccorso”. Gli incidenti in pista si portano invece a quota 98, in costante aumento rispetto agli anni precedenti in particolare per la sempre maggiore presenza di turisti su vallate e comprensori del territorio. Per quanto attiene le persone decedute nel 2023 invece, il numero è sceso rispetto agli anni precedenti attestandosi al totale di 59, con un -15,71% rispetto al 2022: “Al riguardo degli esiti mortali – continuano i soccorritori – il trend dipende in realtà da fattori piuttosto diversi che non sono sempre riconducibili a ragionamenti coerenti con la statistica, tuttavia le attività più coinvolte risultano essere l'escursionismo, alpinismo, il lavoro e, non ultimo, i casi di autolesionismo dovuti essenzialmente al disagio sociale, che nell'ultimo quinquennio sono in costante aumento”.

 

"Si constata per il 2023 - si legge nel report - come le cause ascrivibili alla mancata preparazione fisica e psicofisica, la perdita dell’orientamento e l’incapacità, i ritardi siano leggermente in aumento rispetto al 2022, attestandosi a 29.30 % dei soccorsi, rispetto al 28.4 % del 2022, come pure il “malore”, da addebitarsi a diverse cause e la scarsa preparazione fisica, che si attestano al 11.70 %, con un aumento di +0,20% Tra le cause, “caduta” e “scivolata” raggiungono complessivamente il 35.00%. dato leggermente in calo rispetto al 2022 di -1,20%. Per quanto attiene le attività, l’escursionismo, spicca su tutte le altre attività coinvolte con il 46.30% di persone soccorse, segue lo sci in pista a pari merito con le ferrate al 7,50%, quest’ultime in netto aumento rispetto al 2022 di +1.60%, anche l’attività di Mountain Bike e E- Bike si attesta ai valori degli anni precedenti con un 5.50%, mentre il parapendio, attività sportiva in forte crescita soprattutto nella fascia delle Prealpi Venete, arriva al 4.80%. A seguire le altre attività".

 

“Anche nel 2023 – continuano poi i soccorritori – la percentuale riscontrata di persone soccorse coperte da un'assicurazione si è rivelata estremamente bassa, circa il 92,7% delle persone soccorse non disponeva infatti di una assicurazione propria che copra le spese di recupero (per legge tutti gli interventi di carattere non sanitario sono di tipo oneroso) che testimonia, ancora una volta, come non venga percepita la necessità, ma soprattutto l'utilità, di una polizza che copra le spese in caso di incidente. Per quanto riguarda le nazionalità, gli italiani rappresentano circa il 73.30 % degli interventi totali, dato in netta diminuzione rispetto al 2022 di circa -7.60%, mentre il rimanente 26.70 % del totale, dato in aumento rispetto al 2022 di circa +7.60 %, è suddiviso tra una quarantina di nazionalità tra le quali, in ordine di graduatoria abbiamo Germania, Stati Uniti, Polonia, Repubblica Ceca, Francia, Austria, Belgio, Paesi Bassi Olanda, Spagna, Regno Unito, Romania, Slovenia, Cina, Slovacchia, Danimarca, Svizzera, Russia, Australia e altre a seguire. Si specifica che rispetto all’anno 2022, abbiamo avuto un incremento di nazionalità che hanno frequentato il nostro territorio, passando dalle 37 del 2022 alle 45 del 2023”.

 

Le 28 stazioni presenti hanno messo a disposizione per le missioni di soccorso ben 5131 volontari, con una media di circa 4,69 volontari per evento per un totale di 15.559 ore/uomo.

 

Ecco il report completo

 

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