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Strada del Menador, arriva il Giro d'Italia ma resta in sospeso il destino delle gallerie costruite nella Grande Guerra: allargamento, bypass e un semaforo

Dopo la lettera di 4 Comuni la Pat ha deciso per il passo indietro e i lavori riprenderanno dopo l'estate. Resta poi il nodo delle gallerie con tre ipotesi e 9 milioni già stanziati: due soluzioni preoccupano i sindaci dei territori che ruotano intorno alla strada del Menador

Di Luca Andreazza - 25 May 2022 - 06:01

TRENTO. Tre ipotesi e 9 milioni di euro già stanziati dalla Provincia. Questi i dati intorno ai quali si gioca il futuro di una strada tra le più panoramiche del Trentino: la salita del Menador e le sue gallerie uniche per fascino e bellezza. A ore è previsto il transito del Giro d'Italia sulla strada provinciale 133 di Monterovere, i ciclisti si lasciano alle spalle la partenza da Ponte di Legno con destinazione e traguardo a Lavarone: la Kaiserjägerweg promette spettacolo, stacchi e selezione (Qui info sulla tappa).

 

Il transito del Giro d'Italia ha portato alla chiusura, come da cronoprogramma, dei cantieri. La novità degli scorsi giorni è la decisione di non riprendere subito dopo i lavori di allargamento della carreggiata ma di aspettare la fine dell'estate. 

 

"Un passo motivato dalla finalità di valorizzare e massimizzare l'effetto attrattivo della tappa della corsa rosa, ritenuto di interesse pubblico. Questo consente agli operatori e alle comunità di trarre il massimo beneficio economico e sociale dell'evento, anche in considerazione che si è reduci da un biennio caratterizzato da una congiuntura negativa per effetto della pandemia", ha spiegato il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti. "La recente esperienza della tappa del Giro d’Italia con arrivo a Sega di Ala ha fatto scuola. Per il grande afflusso di turisti e ciclisti che ha generato, consolidando il rapporto vincente tra bici e Trentino e facendo entrare l’itinerario sui Lessini tra le mete ambite degli appassionati di tutta Italia e non solo" (Qui articolo).

Da Gazzetta ai siti di settore come Bici da strada (Qui link) alle emittenti televisive, l'esposizione è veramente alta. Il Giro d'Italia è da sempre un veicolo formidabile, mentre la Provincia sembra, così, aver scoperto "recentemente" le potenzialità della carovana rosa. E senza nulla togliere alla (bellissima) salita a Sega di Ala e ai monti Lessini, sono almeno decenni che questa manifestazione fa scuola e il binomio corsa-promozione porta risultati d'immagine molto elevati, oltre a trasformare in festa il passaggio dei corridori con le località che si attrezzano a dovere per questa grande occasione.

 

Ma tant'è. Si conosce il passaggio della tappa con molti mesi d'anticipo un anno ma c'è comunque voluta una presa di posizione di 4 Comuni (Calceranica, Caldonazzo, Levico Terme e Tenna) a ridosso dell'evento per spiegare che la ripresa dei cantieri e la conseguente chiusura del Menador per 24 ore fino a metà luglio avrebbe avuto un effetto boomerang molto negativo (Qui articolo). Almeno c'è stato il passo indietro di piazza Dante e l'estate è così salva nella sua interezza.

Si parla ancora poco delle gallerie, si conosce ancora poco dei progetti che si intendono portare avanti. Da quanto emerge i soldi già ci sono e sono 9 i milioni messi a disposizione mentre sono tre le ipotesi progettuali sul tavolo per delineare il volto della salita del Menador. Un intervento non banale che potrebbe stravolgere un pezzo di storia e di paesaggio del Trentino. 

 

La strada è certamente stretta e alcuni punti risultano particolarmente critici: la larghezza è ridotta, le pendenze aspre e in molte zone è impossibile il passaggio di due mezzi. Per questo negli anni sono stati aggiunti i guardrail e gli specchi parabolici. L'ex arteria militare ha richiesto sempre grande attenzione, apprezzata da ciclisti e da motociclisti, il percorso presenta solitamente scarso traffico automobilistico con il transito vietato ai veicoli più larghi o più alti di 2,5 metri.

In questi mesi alcuni tratti della strada sono stati allargati per passare da 4-4,50 metri di larghezza media ai 6 metri di carreggiata (Qui articolo). Ma resta il nodo delle gallerie con due soluzioni che potrebbero cancellare tutto. 

 

Si va dall'allargamento a 6 metri della carreggiata "tranne per il tratto delle gallerie, dove verrà adottata la larghezza minima consentita dal Codice stradale per il doppio senso di circolazione di 5,50 metri" al "tratto delle gallerie che verrà mantenuto con la larghezza attuale, per il solo transito in salita, mentre per il transito in discesa si prevede la costruzione di una nuova galleria di by-pass a sezione ridotta, con una corsia a senso unico per veicoli e corsia dedicata ai cicli".

Probabilmente le soluzioni più impattanti. E poi c'è un'altra ipotesi, quella che a fronte degli "sventramenti" negli altri punti, se non altro manterrebbe intatto il fascino delle gallerie: un semaforo. "Sistemazione e messa in sicurezza di tutta la Sp 133 con allargamento a 6 metri della carreggiata, tranne per il tratto delle gallerie, dove verrà mantenuta la larghezza attuale e la circolazione sarà a senso unico alternato, regolata da un semaforo, con tempi d’attesa considerevoli nei periodi di maggiore afflusso".

 

Un'opzione che è gradita ai Comuni: sostenuta apertamente e soprattutto messa nero su bianco nella lettera indirizzata alla Provincia (e che già ha portato i primi risultati). "Seppur a fronte di interventi per certi aspetti necessari", le amministrazioni locali guidate da Cristian Uez (Calceranica), Elisabetta Wolf (Caldonazzo), Gianni Beretta (Levico Terme) e Marco Nicolò Perinelli (Tenna) non hanno nascosto la preoccupazione sui lavori che ruotano, in particolare, intorno alle gallerie. 

"Si fa presente - spiegano i primi cittadini - che la parte più stretta della strada del Menador, dove le caratteristiche gallerie nella roccia sono il valore aggiunto, può essere facilmente regolamentata con un semaforo che permetta il transito a senso alternato senza necessità di ulteriori interventi viabilistici. C'è la necessità di valutare insieme alla Giunta provinciale e agli uffici competenti quali siano le prospettive in vista del secondo lotto di lavori che interessa la Sp133 e sul quale manifestiamo da tempo preoccupazione". La speranza è che il Giro d'Italia faccia ancora scuola. 

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