Un successo la 26esima edizione di Oltre le Vette, con eventi da tutto esaurito. Restano visitabili le mostre, da Alpimagia a Dino Buzzati
Il tema di quest’anno, vero filo conduttore di tanti appuntamenti, era ''La montagna: limiti e libertà'', una apparente contraddizione che ha suscitato molte utili riflessioni. Tra i tanti appuntamenti di successo, va almeno segnalata la prima nazionale dello spettacolo teatrale tratto dal libro Come si fanno le cose, edito da Marsilio, che ha goduto degli applausi di cinquecento entusiasti spettatori

BELLUNO. Si è chiusa con un ultimo, grande concerto, quello del gruppo Al Tei dedicato alla figura di Loris Tormen, compianto protagonista della scena culturale bellunese, la 26a edizione di Oltre le vette – Metafore, uomini, luoghi della montagna, la rassegna culturale che trasforma per quasi due settimane Belluno nella capitale italiana della cultura della montagna.
Una prima, realistica (e prudente) valutazione, fa stimare in almeno 7.000 persone i partecipanti, a vario titolo, alla rassegna. E va sottolineato che gli spettatori sono pervenuti dall’intero Veneto e, in qualche caso, anche da altre zone del nord Italia costituendo, per una realtà come Belluno, una dimensione significativa anche dal punto di vista turistico ed economico.
Dar conto di tutti gli eventi del programma – oltre quaranta – è ovviamente impossibile, ma molte serate al Teatro Comunale hanno segnato il tutto esaurito, le presentazione dei libri e i convegni hanno visto una costante partecipazione del pubblico che ha riempito le sale, le scuole superiori cittadine hanno partecipato a diversi appuntamenti e le mostre (aperte ancora per diverse settimane) segnano una assidua presenza di visitatori.
Il tema di quest’anno, vero filo conduttore di tanti appuntamenti, era ''La montagna: limiti e libertà'', una apparente contraddizione che ha suscitato molte utili riflessioni. Tra i tanti appuntamenti di successo, va almeno segnalata la prima nazionale dello spettacolo teatrale tratto dal libro Come si fanno le cose, edito da Marsilio, che ha goduto degli applausi di cinquecento entusiasti spettatori.
Oppure la serata con l’alpinista inglese Nick Bullock (per la prima volta in Italia), un vero showman nel raccontare le sue avventure; o quella con l’antropologo David Bellatalla, sul fascino e i misteri delle antiche vie carovaniere e, ancora, il costante successo della serata dedicata al cinema, realizzata in collaborazione con il Trento Film Festival.
Un altro esempio, tra i diversi possibili, è stato lo spettacolo sui mutamenti climatici A qualcuno piace caldo, con il docente Stefano Caserini, in un Teatro Comunale gremito da quasi cinquecento ragazzi provenienti da varie scuole della provincia. In questa edizione, in particolare, va sottolineata la dimensione internazionale della rassegna, grazie alla presenza di tre protagonisti di altrettanti eventi molto partecipati: gli alpinisti Denis Urubko e Nick Bullock, e l’americana Dierdre Wolownick, madre dell’arrampicatore Alex Honnold.
Questi ultimi due sono arrivati per la prima volta in Italia grazie a Oltre le Vette. Per la serata di cinema è stato stabilito un contatto con il regista iraniano Arman Dashtaki, di cui è stato proiettato il film Zari, sulla condizione femminile, e prima della visione del film Icefall Doctors, sulla condizione degli sherpa che attrezzano la cascata di ghiaccio dell’Everest, è intervenuto a salutare il pubblico Tenji Sherpa, una delle guide di punta per la salita degli Ottomila, alpinista nepalese che solo nella primavera estate del 2022 ha salito ben sette Ottomila e ha fallito di poco l’ottavo.
Un’altra significativa novità è data dall’allargamento ad altri comuni bellunesi, in particolare quelli di Sedico e Cesiomaggiore, in collaborazione dei quali sono stati organizzati eventi importanti, e due mostre che sono ancora in corso. Riuscita anche l’idea di ospitare per alcuni giorni uno “scrittore in residenza”: in questa prima occasione Tiziano Fratus, che ha condotto passeggiate nella natura, guidato meditazioni all’alba nei boschi, presentato colleghi scrittori.
Piena soddisfazione del comitato tecnico che organizza la rassegna, Valeria Benni, coordinatrice generale, Flavio Faoro, per i libri e i cinema, Francesco Vascellari, per gli eventi dell’alpinismo, Diego Cason, per i convegni scientifici e di sociologia, e Valentina Ciprian, che ha gestito il fondamentale settore della comunicazione e dei social. E soddisfatti anche i diversi partner della manifestazione – la Fondazione Dolomiti UNESCO, il Parco nazionale Dolomiti Bellunesi e la sezione di Belluno del CAI – e gli sponsor che assicurano un sostanziale contributo: l’azienda di abbigliamento tecnico Montura, Allianz agenzia di Belluno, Manzotti automobili e il gruppo SEST Luve.
Ma se la 26esima edizione sta andando in archivio restano sul territorio le mostre visitabili
1. ALPIMAGIA – Riti, leggende e misteri dei popoli alpini
Fotografie di Stefano Torrione, testi di Paolo Cognetti
Una mostra a cura di Daria Jorioz e Augusto Golin
Palazzo Bembo, primo piano – Belluno – fino al 2 novembre 2022 (ingresso libero)
2. NATURA 2000 nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi – Habitat, piante e animali
Mostra didattica sulla biodiversità nel Parco e sulle azioni per tutelarla
Palazzo Bembo, primo piano – Belluno – fino al 2 novembre 2022 (ingresso libero)
3. DINO BUZZATI. Dentro la creazione.
Palazzo Fulcis, Museo Civico – Belluno – fino all’11 dicembre 2022 (ingresso compreso nel
biglietto del Museo)
4. I FOTOGRAFI DI UN PAESE – volti e immagini del ‘900 in Val di Zoldo, di
Agostino e Paolo Gamba Zampol. Mostra fotografica.
Biblioteca civica di Sedico – fino al 29 ottobre 2022 (ingresso libero)
5. EMIGRAZIONE DALLE DOLOMITI NEL CORSO DEL NOVECENTO
Mostra fotografica a cura di Luciana Palla
Museo etnografico di Seravella di Cesiomaggiore BL – fino al 24 ottobre 2022 (ingresso
libero)
Poi, la mostra sarà allestita ad Agordo (30 ottobre > 28 novembre 2022) presso la Sala
don Tamis.












