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| 02 set 2023 | 22:16

Conoscere i ghiacciai e la montagna, nuovo allestimento per il centro glaciologico sull'Adamello: "La crisi climatica richiede di modificare l'approccio alle terre alte"

Il Centro glaciologico "Julius Prayer" si trova a 2.434 metri tra i ghiacciai della Lobbia e del Mandrone. Sono stati rinnovati gli allestimenti della struttura. L'inaugurazione in occasione della tappa della Carovana dei ghiacciai

Conoscere i ghiacciai e la montagna, nuovo allestimento per il centro glaciologico sull'Adamello

TRENTO. Nuovo allestimento per il Centro glaciologico "Julius Payer”, struttura che si trova a 2.434 metri di altitudine nel suggestivo anfiteatro che abbraccia i fronti dei ghiacciai della Lobbia e del Mandrone in alta val di Genova.

 

L'obiettivo del Centro è quello di far conoscere i ghiacciai e gli ambienti di alta montagna ma anche di promuovere studi e ricerche nelle diverse discipline. Oggi è impegnato anche nella raccolta di informazioni relative alla formazione e alla dinamica dei ghiacciai, conoscenze naturalistiche, ambientali, geologiche e sociali molto importanti.

 

"La recente accelerazione dei cambiamenti climatici - commenta Cristian Ferrari, presidente della Commissione glaciologica della Sat - costringe gli alpinisti e chi vive e lavora in montagna a modificare con altrettanta velocità l'approccio alle terre alte. Così i dati scientifici corrono il rischio di diventare ‘vecchi’ di anno in anno, abbattuti a suon di record di siccità alternata a piovosità e temperature alte. Un centro glaciologico in quota ha l'obiettivo di concentrare e diffondere agli utenti della montagna lo stato dell'arte degli studi più recenti nelle aree glaciali e periglaciali, così da condividere e sensibilizzare gli effetti dei cambiamenti climatici in quota".

 

Il contributo della Commissione glaciologica della Sat ha permesso di rinnovare e aggiornare gli spazi e gli allestimenti interni per rendere più accessibili e immediate le tematiche scientifiche proposte al pubblico. 

 

"Il Parco ha messo i cambiamenti climatici al centro delle sue riflessioni - dice Walter Ferrazza, presidente del Parco Adamello Brenta - ma anche delle sue azioni concrete, come il progetto di ricerca Biomiti, che studia l'effetto dell'aumento delle temperature alle alte quote, o le tante iniziative di educazione ambientale sviluppate nelle scuole. Siamo felici che il Centro studi 'Julius Payer' si rinnovi e rilanci il suo impegno, perché lo consideriamo un partner prezioso in questo sforzo comune che tutti dobbiamo affrontare, se vogliamo dare un futuro al pianeta".

 

Presenti all’inaugurazione anche le sezioni Sat di Besenello, Brentonico Pinzolo; Monica Marinelli, vice presidente Parco Adamello Brenta, e Giovanni Laezza, presidente della Fondazione Museo Civico di Rovereto.

“Il monitoraggio dei ghiacciai alpini oltre che permettere di documentare la riduzione delle masse glaciali – aggiunge Marco Giardino, vice presidente del Comitato glaciologico italiano - ci consente anche di valutarne gli effetti sul territorio in termini di perdita di Servizi Ecosistemici. La deglaciazione, infatti, condiziona il deflusso delle acque e il loro stoccaggio nei settori montuosi così come influisce sugli ecosistemi alpini nella loro globalità e sulla quantità e qualità delle risorse idriche che dalle montagne vengono utilizzate nelle zone di pianura. Già ora si osservano i primi effetti concreti sui Servizi Ecosistemici collegati: acqua potabile, raccolti, irrigazione, servizi igienico-sanitari, energia idroelettrica e risorse idriche per attività turistiche estive e invernali”.

 

Fin dai dai primi anni '90 la Sat ha intrapreso l'attività di studio dei ghiacciai, ora in capo alla Commissione glaciologica. "Siamo orgogliosi del lavoro che svolge la Commissione glaciologica, un’attività di studio scientifico utile per il nostro futuro, rilevante e riconosciuta anche da più enti pubblici. Finalmente si parla sempre più spesso del cambiamento climatico, si discute se questo sia dovuto all'uomo tra produzione di energia, disboscamento, trasporti, consumi eccessivi o sia da imputare a fattori naturali come l'orbita terrestre, la radiazione solare, la circolazione degli oceani e le eruzioni vulcaniche. In alta quota vediamo i ghiacciai ridursi, in tempi brevi e questo ci spaventa, ma non abbastanza.  La nostra percezione può essere diversa da quanto la scienza può comunicare e per questo è fondamentale stimolare la divulgazione scientifica alla portata di tutti anche attraverso i centri scientifici come il nostro Centro glaciologico Payer”, conclude Iole Manica, vice presidente Sat.

 

 

L'inaugurazione del nuovo allestimento del Centro "Julius Payer" è avvenuta in occasione della tappa sull'Adamello della Carovana dei ghiacciai. La campagna internazionale per monitorare il drammatico ritiro dei ghiacciai a causa della crisi climatica (Qui articolo).

 

In particolare il ghiacciaio del Mandrone, che insieme a Pian di Neve fa parte del complesso glaciale, negli ultimi 12 anni registra un arretramento frontale di 330 metri, di cui 139 metri solo nel 2022. Una perdita di 50 ettariparagonabili a 70 campi da calcio, in meno di 10 anni. Questo un drammatico bilancio degli effetti della crisi climatica sul ghiacciaio dell'Adamello, il più esteso in Italia (Qui articolo).

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