Da un mega impianto sciistico fallito negli anni '90 al nuovo “Eco residence” da 4,5 milioni con sauna e piscine. Ma per l’ambiente è ancora sostenibile?
Una coppia di giovani ha deciso di dare nuova vita a quella che era stata la villa di Giacomo Augusto Fedriani, l’ingegnere che costruì il faraonico complesso sciistico (oggi abbandonato) di Saint Gréé: “Vogliamo creare un villaggio autosufficiente dal punto di vista energetico”. Fra piscine e campi da paddle ecco il progetto da 4,5 milioni di euro di Villa Agor Eco residence

CUNEO. All’inizio degli anni Duemila quella che era conosciuta come la Porta della Neve, l’edificio principale del faraonico complesso sciistico fatto costruire dall’ingegner Giacomo Augusto Fedriani, si trovava da tempo in stato di abbandono. Nel cuore delle Alpi Marittime infatti venne costruito da zero l’impianto sciistico di Saint Gréé (nome ritenuto più attraente rispetto all’originale Sangrato). Pensato come una sorta di cittadella autosufficiente questo complesso visse il suo massimo splendore nella prima metà degli anni ‘80 quando arrivò ad ospitare i Campionati Mondiali di Sci Alpino.
Eppure nel giro di poco tempo, archiviato un periodo di abbondanti nevicate, la località subì un rapido declino per poi finire in rovina. Questa breve epopea è raccontata molto bene all’inizio del libro di Marzo Albino Ferrari, “Assalto alle Alpi”, dove si parla della minaccia, portata da modelli di sviluppo ancora legati al passato e al cemento, che ancora incombe sull’ambiente montano.
Ora però a Saint Gréé è arrivata una coppia di giovani che hanno deciso di reinterpretare a modo loro, in una chiave che cerca di essere più sostenibile, lo sviluppo della montagna. Mattia Salvi e la compagna Irene Grisolia hanno avviato un progetto che prevede il recupero di quella che fu la villa dell’ingegner Fedriani, costruita a poche decine di metri dalla Porta della Neve. “Mio padre era un amico di Fedriani e negli anni ‘70 acquistò un appartamento in questa località”, racconta Salvi. L’appartamento fu venduto quando questa zona cadde in depressione dopo la chiusura degli impianti, il ricordo però è rimasto.
“Seppur lentamente questa montagna sta tornando a ripopolarsi tanto che hanno riaperto alcune attività – spiega Salvi – io e la mia compagna non siamo immobiliaristi, io faccio il fonico e lei la consulente d’immagine, ma dopo il Covid abbiamo sentito la necessità di ritagliarci uno spazio alternativo alla frenetica società di oggi, è stato questo l’input che ci ha fatto scattare l’idea per questo progetto”.
Villa Agor Eco residence, questo il nome della struttura che prenderà il posto della villa costruita da Fedriani, vuole essere una sorta di piccolo villaggio “dove i residenti potranno avere una vita comunitaria”. L’edificio vanta una superficie di 2.400 metri quadrati, con annesso parco da 1 ettaro. “Quando abbiamo iniziato a sviluppare questo progetto ci siamo accorti subito che i problemi maggiori per una struttura così grande erano legati al riscaldamento”. Fra luce, acqua e gas il conto si sarebbe aggirato sui 100mila euro all’anno. “Così abbiamo pensato a una struttura in grado di auto-produrre l’energia consumata, altrimenti le spese sarebbero state insostenibili”.
I costi di questa ristrutturazione però si aggirano attorno ai 4,5 milioni di euro. “Per finanziare l’operazione abbiamo deciso di vendere alcuni appartamenti e cederli a persone che abbiano la nostra stessa idea di autosufficienza e rispetto della natura”. Al momento sono 12 gli appartamenti “in vendita” e ci sarebbero già 17 candidati in lista per averne uno.
Come si legge sul sito internet, gli appartamenti dedicati ai fondatori, variano dai 33 ai 162 metri quadri. Il prezzo, ovviamente, è proporzionale alla superficie. “Abbiamo stimato un costo al metro quadro che si aggira tra i 3.500 e i 4.000 euro”, precisa Salvi. I soci fondatori però non acquisteranno solo una casa ma anche la possibilità di usufruire di tutta una serie di servizi che saranno integrati nella struttura. Si parla di due piscine, una interna e una esterna, ma pure di campi da tennis e da paddle, oltre che di sauna, palestra, centro benessere e orto. Inoltre è stato previsto un servizio lavanderia e la realizzazione di un bar-ristorante dove saranno serviti prodotti locali. Questi servizi saranno aperti anche a ospiti esterni in modo da ammortizzare i costi di gestione.
Tuttavia viene da chiedersi se un progetto simile sia compatibile e soprattutto sostenibile dal punto di vista ambientale. Salvi però non ha dubbi: “Vogliamo creare un villaggio autosufficiente dal punto di vista energetico, per questo abbiamo deciso di installare sia un impianto geotermico che uno fotovoltaico”. Quest’ultimo sarà diviso in tre settori che riforniranno di energia gli appartamenti, la villa e i servizi offerti dalla struttura.
“Per quanto riguarda l’acqua invece la villa può già contare su un suo acquedotto – sottolinea il giovane imprenditore – l’obiettivo è quello di ridurre al minimo gli sprechi di energia”. Ciononostante le sfide imposte dai cambiamenti climatici si stanno facendo sempre più impegnative e, oltre all’assenza di neve, la montagna è spesso chiamata a fare i conti con la siccità. Ad ogni modo il 27 e il 28 maggio il progetto Villa Agor Eco residence sarà presentato ai possibili investitori, alla fine saranno loro ad avere l’ultima parola.













