Gara deserta, nessuno vuol gestire gli impianti del Nevegal? Il sindaco replica all'ex Massaro: ''Polemiche strumentali da chi non ha a cuore la montagna"
Negli scorsi giorni la gara per gestire gli impianti del Nevegal è andata deserta, la partita prolungata di 40 giorni. Il sindaco di Belluno, De Pellegrin: "Abbiamo ereditato un bando e l'abbiamo migliorato, ma la procedura è complessa. Vogliamo dare continuità e sviluppare l'Alpe"

BELLUNO. "E' un bando complesso perché prevede un'acquisizione e poi un affidamento di gestione". A dirlo Oscar De Pellegrin, sindaco di Belluno, sulla partita del Nevegal. "E' una gara europea e le procedure sono complicate ma abbiamo fiducia che si sbloccherà nelle prossime settimane. L'amministrazione comunale ha dato le linee guida, tarate per cercare di dare continuità con la possibilità per altri enti di poter partecipare a questa partita".
La gara per gestire gli impianti del Nevegal è andata, infatti, deserta. Non sono arrivate offerte, anche l'attuale società si è per il momento chiamata fuori. Adesso ci sono altri 40 giorni. Poi tutto sarà eventualmente da rifare.
"I 30 giorni per presentare le offerte sono stati forse pochi a fronte di una procedura complicata", aggiunge De Pellegrin. "Abbiamo deciso di prorogare il bando per dare il tempo di fornire spiegazioni e chiarimenti sulle parti più complesse. La volontà è naturalmente quella di proseguire per sviluppare l'Alpe, noi crediamo nelle potenzialità del Nevegal e siamo vicini alla montagna. Intanto ringrazio l'attuale società che gestisce l'area per il grande lavoro: nonostante l'altitudine non sia alta e le difficoltà, la stazione si confermata particolarmente vocata per le famiglie e sono riusciti a garantire un periodo di attività importante".
Il bando è stato predisposto dalla precedente amministrazione di Jacopo Massaro. Poi quella a guida De Pellegrin ha rivisto la gara. "Altre scelte politiche sono legittime - ha commentato a Il Dolomiti l'ex primo cittadino di Belluno - però l'attuale Giunta comunale ha profondamente modificato la gara. Chiaro che non si può scrivere una procedura ad hoc per una società ma i criteri non possono essere eccessivamente escludenti. Avrebbero dovuto pensare a sviluppare la montagna, ecco invece il risultato di una gestione approssimativa e superficiale" (Qui articolo).
La pubblicazione è arrivata l'8 febbraio scorso mentre negli scorsi giorni la doccia gelata e nessuna busta da aprire. "Abbiamo ereditato un bando in corso d'opera e l'abbiamo migliorato - evidenzia De Pellegrin - il periodo di gestione è passato da 10 a 12 anni, abbiamo alzato il contributo annuo del Comune da 100 mila a 115 mila. Non solo, abbiamo salvato i 200 mila dalla Provincia e i 300 mila dalle Regione, disponibili appena si sblocca la partita".
Il primo cittadino rispedisce al mittente le "accuse" di depotenziare la montagna. "Il bus di collegamento Belluno-Nevegal c'è sempre stato in alta stagione e questa amministrazione ha confermato il servizio - prosegue De Pellegrin - ci attiviamo inoltre per ricercare altri finanziamenti pubblici. Puntiamo a rafforzare l'esistente supportando le associazioni e gli enti già attivi, per esempio per il downhill ci sarà una manifestazione internazionale. Sono solo strumentalizzazioni, da chi non ha a cuore fino in fondo la località".
A credere nel rilancio della montagna anche la Provincia di Belluno. "E' chiaro che la dismissione negli anni di alcune attività ricettive e commerciali hanno lasciato il segno e adesso dobbiamo affrontare gli effetti della crisi climatica ma riteniamo il Nevegal strategico e con grandi potenzialità. L'inverno è attrattivo come campo scuola, con flussi anche da Treviso e da Venezia. E' importante poi progettare l'estate. Il tutto attraverso un interesse congiunto pubblico-privato, ci vogliono entrambi le componenti. L'amministrazione provinciale crede nella riqualificazione e nella rigenerazione della località e continuerà a fare la propria parte", il commento del presidente Roberto Padrin.














