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| 09 set 2023 | 10:02

I ghiacciai si ritirano ed affiorano scarponi, filo spinato, bombe e detriti (FOTO). La Sat: ''Materiale carico di (dis)umanità. Osservate ma non toccate soprattutto i proiettili''

Il ritirarsi sempre più rapido dei ghiacciai sta facendo riaffiorare molto materiale nei luoghi dove si è combattuta la Grande Guerra (qui siamo sull'Adamello). La commissione glaciologica racconta i ritrovamenti e smonta la solita fake news che in queste occasioni i poveri negazionisti dei cambiamenti climatici fanno

I ghiacciai si ritirano ed affiorano scarponi, filo spinato, bombe e detriti
di Redazione

TRENTO. ''Il materiale che si ritrova è carico di (dis)umanità, brandelli di storia giornaliera fatti di lembi di stoffa, carta catramata, legno, bottoni, ossa di animali, proiettili di diverso calibro e origine conservati perfettamente nel ghiaccio come appena abbandonati o talvolta coperti da una patina ossidativa''. Così la Commissione Glaciologica della Sat racconta come a settembre, da sempre, il ritiro estivo dei ghiacciai porti alla luce pezzi di storia e tracce di presenza umana essenzialmente legata alla terribile Guerra Bianca combattuta sulle nostre montagne durante la Prima Guerra Mondiale.

 

Negli ultimi anni le cose si sono accelerate notevolmente con il ritiro del ghiaccio avvenuto a una velocità impressionante al termine di estati torride anche in quota con zero termico per buona parte della stagione posizionato ben oltre il livello massimo delle vette alpine. ''Nei nostri rilievi di fine stagione, quando la superficie del ghiacciaio coperta da neve è ridotta al minimo è frequente imbattersi in tracce antropiche che spesso in alcune zone montuose del Trentino sono riconducibili a reperti o rifiuti del periodo bellico - spiegano -. Alcuni reperti già 'visitati' da antichi e nuovi 'recuperanti' cospargono la superficie del ghiacciaio e delle aree periglaciali''. Quindi la risposta alla ormai scontata stupidità dei negazionisti del clima che intervengono, in questi casi, a dire: allora vedi che se riemergono con il ritiro del ghiacciaio vuol dire che il ghiacciaio, quando sono ''caduti'' era a quel livello quindi è tutto normale parte di cicli climatici.

 

 

''Talvolta ci viene fatto osservare che se i reperti vengono alla luce ora, sicuramente il ghiacciaio nel periodo bellico era basso e ridotto come oggi - spiegano gli esperti della Sat -. I confronti fotografici aiutano a capire che il ghiacciaio in realtà era molto più alto di oggi, ma gli elementi sul ghiacciaio, o caduti nei crepacci sono stati spesso coperti da nevicate, inglobati nel ghiaccio spostati a volte verso valle e rilasciati decine di anni dopo in seguito alla fusione dello strato di ghiaccio superficiale''. Per spiegarlo ancora meglio riportiamo quanto riferì a il Dolomiti in un articolo sulle ''fake news climatiche'' che circolano l'ingegnere ambientale e membro di Meteo Trentino Alto Adige Giacomo Poletti.

 

 

“E' un'altra bufala, durante la Grande guerra i ghiacciai erano molto più grandi rispetto ad oggi, come testimoniato direttamente dalle foto, ma anche da altri fatti ben noti come la costruzione della città di ghiaccio” sulla Marmolada. Bisogna ricordare che i militari, per realizzare ad esempio i baraccamenti, scavavano fino ad attestare gli edifici sulla roccia (dove i reperti sono poi riemersi a seguito della fusione odierna); inoltre i soldati caduti e i materiali lasciati sul corpo glaciale nel corso del tempo sono stati all’inizio inglobati dal ghiacciaio stesso, 'affondando' come in un fluido nel corso degli anni fino ad appoggiarsi al suolo. La scomparsa del ghiaccio li sta portando alla luce, ma non erano certo quelle le posizioni iniziali dei corpi, analogamente ad esempio al caso dell’uomo del Similaun, trascinato dal ghiacciaio a valle tanto da avere entrambe le braccia piegate”. 

 

 

''La nostra raccomandazione - conclude la commissione glaciologica della Sat - rimane sempre quella di osservare, non asportare soprattutto di non toccare proiettili ancor più se di grandi dimensioni, segnalare eventualmente ritrovamenti importanti alle autorità competenti soprattutto se si ha certezza che i ritrovamenti siano relativi a reperti (ossa e corpi) collegabili a corpi di soldati caduti''.

 

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