Il cuore dell'estate giù e la ripartenza con l'autunno, "effetto orso" in val di Sole? "Tanti fattori per un calo, territorio sotto pressione ma ci siamo difesi bene"
Un'estate in chiaroscuro in val di Sole con il territorio che si è confrontato con un periodo delicato dopo la tragedia di Caldes. Il presidente dell'Azienda per il turismo, Luciano Rizzi: "Non bisogna alzare i toni ma la politica si deve prendere un impegno e ci deve essere una regolamentazione dei numeri con il contributo dei tecnici"

TRENTO. "Il territorio era sotto pressione ma ci siamo difesi bene". A dirlo Luciano Rizzi, presidente dell'Azienda per il turismo val di Sole. "I dati delle presenze sono soddisfacenti e sono anche piuttosto positivi i riscontri economici e di redditività che abbiamo dagli operatori". L'inverno scorso è andato bene, mentre per la prossima stagione i numeri si prospettano già interessanti.
E' stata un'estate altalenante, caratterizzata anche da un meteo instabile e piovoso che ha inciso sulle dinamiche turistiche. A influire la promozione orientata alle "belle stagioni" e l'effetto orso. Dopo la morte di Andrea Papi a Caldes e la vicenda legata a Jj4 con la volontà della Provincia poi di allargare gli interventi "risolutivi" su Mj5, autore dell'aggressione a Cicolini in val di Rabbi e M62 perché estremamente confidente e poi trovato morto, senza dimenticare l'ipotesi avanzata da piazza Dante di rimuovere una settantina di orsi considerati di troppo rispetto alla portata del territorio, l'estate è stata particolarmente delicata in Trentino, soprattutto in val di Sole.
Una situazione complessa in cui le amministrazioni comunali sono intervenute più volte per manifestare preoccupazione con i residenti che hanno paura a frequentare i boschi di casa, mentre in Italia si sono moltiplicati gli appelli per salvare Jj4, oltre ai messaggi per accusare il Trentino di non saper gestire i grandi carnivori. Poi è tornato in trend l'hashtag #boicottailtrentino perché contro l'abbattimento dei plantigradi e contro le ordinanze firmate dal governatore Maurizio Fugatti. All'indomani della tragedia di Caldes a stentare, per semplice paura, anche le prenotazioni dall'estero.
Il sistema Trentino ha lavorato sulla crisis management. con le basi gettate all'epoca dell'esperienza legata alla vicenda Daniza. In quel momento di forte tensione e di grande crisi era stato aperto il "Tavolo comunicazione orso" con la Provincia, allora guidata da Ugo Rossi e l'assessorato di Michele Dallapiccola per gestire la comunicazione, Trentino Marketing, l'ufficio stampa di piazza Dante e i servizi forestali.
Fin da subito è stata predisposta una lettera che le Aziende per il turismo hanno poi fornito agli alberghi due testi di risposta alle mail dei turisti. Contestualmente c'è stato un rafforzamento della promozione. Un bilancio in chiaroscuro con una coda dell'estate e un autunno che, secondo le prime indicazioni preliminari, si muove su numeri interessanti con un aumento del prezzo medio delle camere.
"A giugno - commenta Rizzi - ci aggiriamo intorno al +4% mentre per luglio e agosto c'è una flessione, indicativamente e rispettivamente del -4% e tra il -8% e il -9%. Arrivi e presenze sono tornate a crescere tra settembre e ottobre. Ormai è sempre più complicato analizzare il periodo estivo in senso stretto, si ragiona sull'anno interno e quindi è ancora presto per tirare le somme. Nonostante le difficoltà i riscontri appaiono piuttosto soddisfacenti e la val di Sole ha aumentato la consapevolezza del valore del territorio. E' necessario poi considerare che l'estate dell'anno scorso è stata da record con molti fattori favorevoli al risultato finale".
I mesi di luglio e agosto restano quelli clou e traino ma con l'allungamento delle stagioni e il tentativo di rinunciare ai "picchi" per recuperare un "calo" in altri periodi diventa più complesso pesare il trend. Ma c'è stato un effetto orso? "Ci saranno le dovute analisi - evidenzia il numero uno dell'Azienda per il turismo val di Sole - ma è molto difficile attribuire la causa di un calo solo a un fattore ma la gestione dei grandi carnivori è sicuramente un problema. Non bisogna alzare i toni ma la politica si deve prendere un impegno e ci deve essere una regolamentazione dei numeri con il contributo dei tecnici. Magari questa situazione non è una priorità a Roma ma qui in Trentino la questione è sentita".
Un calo, in base ai dati preliminari, riconducibile agli italiani, parzialmente compensato dai flussi dall'estero. "I turisti si sono certamente informati per mail o direttamente all'arrivo sul territorio, c'è stata una formazione", aggiunge Rizzi. "Se il residente è preoccupato nel frequentare i luoghi, il visitatore a sua volta è influenzato dall'atteggiamento. Le dinamiche tra la stagione invernale e quella estiva sono diametralmente opposte. Nel primo caso c'è un distacco mentre nel secondo caso c'è una similitudine con il modo di vivere gli spazi".
A ogni modo il territorio sente di aver superato un periodo estremamente delicato e si prepara ora alla stagione invernale. "I riscontri in questo caso sono già sono molto buoni, le prenotazioni sono già partite e in questo mese di ottobre guardiamo con fiducia alla prossima stagione: i periodi di Natale e Capodanno sono vicini a numeri di sold out", conclude Rizzi.


















