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Trento
18 agosto | 06:01

"L'estate è il futuro, anche per contrastare lo spopolamento", gli impiantisti e il boom di turisti sulle montagne: "Le seggiovie una risposta al traffico nelle metropoli"

La presidente di Anef-Associazione nazionale esercenti funiviari, Fianet a livello europeo e di Funivie Seggiovie San Martino di Castrozza, Valeria Ghezzi: "Gli aiuti del governo agli Appennini dopo un inverno drammatico? Un segnale positivo, località fondamentali per tutta la filiera"

"L'estate è il futuro, anche per contrastare lo spopolamento"

TRENTO. Le montagne sono prese d'assalto in queste settimane centrali di agosto, complice anche un meteo caldo che ha stimolato gli arrivi sul territorio provinciale (Qui articolo). Un grandissimo afflusso e tante le persone che si portano in quota. Un ruolo, sempre più centrale, viene giocato dagli impianti che agevolano la raggiungibilità delle destinazioni.

 

In aumento, secondo l'analisi di Jfc, il numero di italiani che, anche d’estate, sceglie di trascorrere la propria vacanza principale in una località di montagna o sugli Appennini: si tratta del 16% di coloro che, quest’anno, faranno una vacanza durante il periodo estivo. Un dato, questo, che segna un incremento del +0,8% rispetto all'anno scorso, che porta ad una crescita complessiva nell’ultimo biennio a un decisamente positivo +3,5%.

 

Non mancano le criticità tra escursionisti impreparati, che calcolano male le tempistiche o che si portano in quota solo per un selfie ma le società impianti guardano, ormai da anni, alla stagione estiva con sempre maggiore interesse. Le presenze invernali sono prossime al plateu mentre la marginalità si può ricavare dalle belle stagioni.

 

"Ci sono ancora prospettive di migliorare i dati nella stagione invernale e la conferma del gradimento degli ultimi anni sono una prova ma il trend è abbastanza in linea", dice Valeria Ghezzi, presidente di Anef-Associazione nazionale esercenti funiviari, Fianet a livello europeo e di Funivie Seggiovie San Martino di Castrozza. "L'estate può crescere in modo esponenziale. Nella zona dell'Alpe Tognola in 5 anni siamo passati dal 2% al 10%: stagione estiva acquista sempre più peso nell'operatività delle società".

 

Secondo la presidente Anef è urgente riflettere anche sui lati positivi degli impianti a fune “che oggi vengono addirittura adottati nelle grandi metropoli di tutto il mondo per risolvere il problema del traffico - aggiunge Ghezzi - non vogliamo una montagna per pochi eletti. Abbiamo a cuore il territorio perché rappresenta il valore aggiunto della montagna. Trattiamo le terre alte con rispetto e passione". 

 

L'inverno resta l'asset principale e gli impiantisti rivendicano di aver avuto sempre un'attenzione alla sostenibilità, ma in un'epoca di crisi climatica un adattamento è verso il potenziamento dell'estate. "Ci sono tante iniziative da sviluppare. Si dovrebbero incentivare gli investimenti tra bike park, sentieri e altre opportunità adatte al territorio".

 

Il Trentino cerca di gestire i flussi, una redistribuzione degli arrivi e delle presenze anche per contrastare il fenomeno dell'overtourism. Gli impianti restano fermi sempre meno. "La prospettiva è di tenere aperto 9-10 mesi all'anno. Questo significa benefici per una vallata tra indotto e occupazione. E' un modo concreto per contrastare lo spopolamento delle nostre montagne".

 

Il clou dell'estate è pieno corso di svolgimento ma così come la Provincia e Trentino Marketing, anche gli impiantisti iniziano a guardare ai preparativi per la prossima stagione invernale (Qui articolo). In quasi tutte le località ci sono investimenti per riqualificare qualche seggiovia e per potenziare il sistema di innevamento. 

 

"Le ultime stagioni sono state ottime e le aspettative sono quelle di mantenere i livelli", evidenzia Ghezzi. "Tuttavia ci sono moltissime incognite, il meteo in primis. Poi non dobbiamo dimenticare il contesto economico e le tensioni internazionali: fattori che possono incidere sulle vacanze. A ogni modo si continua a investire sul prodotto e sull'ammodernamento delle località".

 

Se l'ultimo inverno sulle Dolomiti è andato bene nonostante le difficoltà, gli Appennini hanno sofferto tantissimo una stagione sostanzialmente in bianco, il peggiore inverno degli ultimi 40 anni. Recentemente il governo Meloni è intervenuto con un sostegno da 13 milioni destinati ai comprensori sciistici della dorsale per il "mancato turismo" mentre qualche mese fa sono stati stanziati 30 milioni per incentivare gli investimenti (Qui articolo).

 

"Un'iniezione di denaro importantissima perché le stazioni della dorsale sono strategiche per l'industria dello sci. Queste destinazioni devono essere aiutate. Queste località sono fondamentali per la filiera, senza queste palestre a cielo aperto a pochi passi dalle città non ci sarebbero gli sciatori che poi raggiungono le Alpi".

 

E' chiaro, però, che le risorse, seppur importanti, non rappresentano la soluzione, "se gli investimenti non sono accompagnati da un ragionamento sul prodotto e sull'organizzazione della località. Gli investimenti devono migliorare la validità, l'efficacia e l'efficienza di una destinazione", conclude Ghezzi.

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