"Difficile parlare di overtourism", stagione non facile sui passi dolomitici: "Una foto sui social può distorcere la realtà". La proposta: "Una ciclabile"
Il meteo instabile di luglio non aiuta il turismo sui passi: "Sono più le giornate tranquille di quelle con tanto movimento. Le immagini sui social spesso possono distorcere la realtà dell'andamento dell'estate". La denuncia sulle gare non autorizzate: "Accade soprattutto fuori stagione e in inverno"

TRENTO. Una stagione in altalena sui passi. Un'estate che sembra faticare a decollare, complice anche un meteo di luglio molto instabile. Un po' si guarda con preoccupazione alle ipotesi che a volte ritornano di una specie di Ztl, soprattutto nelle giornate di sole, un afflusso più elevato di turisti e le immagini che fanno il giro dei social network con code e parcheggi pieni e un po' si chiedono maggiori controlli.
Ci sono stati dei picchi con un'affluenza elevatissima, flussi spinti dal bel tempo, ma sono di più le giornate "tranquille", dice Osvaldo Finazzer, albergatore e presidente del Comitato per la salvaguardia dei passi dolomitici. "Vediamo i conti a settembre ma quest'anno sembra abbastanza fuori luogo parlare di overtourism. Sicuramente ci sono stati giorni più caotici ma sono pochi e in un periodo limitato: sono infatti di più i momenti con un transito limitato. Per agosto poi la pianificazione non è ottimale. Solitamente si accetta solo il soggiorno di una settimana per Ferragosto ma questa stagione si spezzano i periodi di prenotazione perché non sembra esserci un buon movimento".
Diversi però i casi di auto parcheggiate nel week end, anche sul ciglio della strada. "Il periodo però è veramente limitato e c'è il rischio che un'immagine di un determinato momento diventi caratterizzante per tutta l'estate e distorce un po' la realtà. Questa stagione, per esempio, difficilmente si può parlare di un assalto a causa di un meteo avverso. Ci può essere qualche miglioramento: si potrebbe prevedere una bike lane. In Alto Adige è stata realizzata in parte una ciclabile per rispondere alle esigenze delle persone in sella alle bici e gli automobilisti non parcheggiano le macchine a bordo careggiata".
Una pista ciclabile delle Dolomiti. "Avrebbe una ricaduta internazionale e i ciclisti pedalano sui passi da aprile a settembre. Un turismo coerente con il patrimonio Unesco. Si deve puntare sulla qualità dell'offerta ma anche analizzare i flussi. Gli operatori sono i primi a voler valorizzare e salvaguardare l'ambiente montano ma servono investimenti e pianificazioni condivise per poter migliorare".
Una stagione non semplice e per questo le ipotesi - che ciclicamente ritornano suo tavolo - di gestione del traffico, "numeri chiusi", Ztl e così via preoccupano gli operatori. "E' difficile valutare il turismo mordi e fuggi da quello che si ferma e se spende sul territorio, complesso dividere tra turista itinerante e stanziale. Inserire limitazioni senza analisi sarebbe prevedere delle misure discriminatorie e complicata da mettere in pratica", dice Finazzer. "Si rischia che un potenziale cliente si confonda e che decida di cambiare destinazione. I passi sono poi per definizione delle strade di collegamento tra le valli e il problema riguarda principalmente il fondovalle: lì bisogna intervenire e potenziare, se necessario e strategico, i mezzi pubblici".
Capitolo sicurezza. Negli scorsi giorni ci sono stati dei controlli sul passo Gardena. Il risultato? Ben 50 le multe, 4 le patenti ritirate e 115 i punti tolti a motocilisti e automobilisti nel week end sui passi dell'Alto Adige (Qui articolo).
"A passo Gardena ci sono spesso controlli, mentre sul Pordoi ci sono già meno verifiche. Non è questione di assillare le persone ma di rispettare le regole. Noi chiediamo dei presidi fissi pere contrastare le gare illegali che si svolgono soprattutto di notte e fuori stagione. I tutor ipotizzati dalla Provincia di Bolzano possono essere una soluzione ma spesso queste persone si fermano prima e annullano l'effetto che può avere questo strumento".
Spesso il Comitato ha denunciato i rischi, anche per la sicurezza, di quelle che sembrano di veri e propri rally, non autorizzati. "Sono gare contro il tempo e registriamo questo problema soprattutto fuori stagione e in inverno quando non c'è traffico sulle strade: sono eventi molto pericolosi", conclude Finazzer.














