"In Lessinia l'ambulanza impiega anche un'ora per arrivare", Melotti: "Situazione non più tollerabile: c'è preoccupazione soprattutto in vista dell'estate"
Sono oltre 20mila gli abitanti della Lessinia, territorio vastissimo che conta due soli presidi della Croce Verde: "Uno funziona di notte e nel weekend. Il secondo, invece, ha una sola ambulanza a disposizione, che può impiegare anche un'ora a raggiungere chi ha bisogno. Siamo preoccupati soprattutto in vista dell'estate, dato che con l'arrivo dei turisti il numero degli incidenti in quota aumenta"

BOSCO CHIESANUOVA. Non è facile tornare a popolare le terre alte, soprattutto in assenza di servizi fondamentali. In Lessinia, per ricevere soccorsi si può dover attendere anche un'ora, "come è successo quest'inverno a una signora svenuta nella piazza di Bosco Chiesanuova, in mezzo alla neve". Lo racconta a il Dolomiti il sindaco Claudio Melotti, che già da tempo ha portato all'attenzione degli organi competenti "queste terribili lacune: parliamo della salute delle persone", fa notare.
In Lessinia, vastissimo territorio fatto di vie non sempre percorribili con facilità, "ma anche di oltre 20mila abitanti in pianta stabile che necessitano di certezze", vi sono attualmente due presidi della Croce verde: "Uno è a Cerro e funziona soltanto di notte e il sabato e la domenica grazie ai volontari - spiega Melotti -. Un altro si trova invece a Grezzana che, anche se sempre attivo, serve non soltanto tutta la Lessinia ma anche la zona nord di Verona", con una sola ambulanza a disposizione.
"Se l'ambulanza partita da Grezzana - ipotizza il primo cittadino - deve arrivare fino a Bosco Chiesanuova, si devono contare fra andata e ritorno un paio d'ore d'assenza", premette. Questo significa che se nel frattempo qualcun altro dovesse avere bisogno di soccorso rimarrebbe drammaticamente in attesa: "Sappiamo che in caso di urgenze c'è a disposizione anche l'elicottero ma non è detto che chi chiama i soccorsi riesca a stabilire la gravità delle condizioni di un ipotetico ferito".
In caso di un classico codice bianco, quindi, dal lunedì al venerdì, chi chiama l'ambulanza, a seconda delle zone della Lessinia (e "senza contare quelle più remote"), potrebbe dover attendere anche un'ora, come è accaduto a una signora lo scorso febbraio 2023, quando, svenuta a terra in mezzo alla neve, è "rimasta in attesa accanto ai vigili e a me per 59 minuti", prosegue Melotti.
Un problema "non tollerabile", tanto che è stato più volte portato all'attenzione degli organi competenti, con tanto di proposte per colmare le lacune: "Un mese fa ci siamo nuovamente riuniti con il presidente dell'Unità Sanitaria Locale (USL) e i sindaci della Lessinia centrale, chiedendo di rendere quello di Cerro un presidio stabile e sempre attivo o ancora di migliorare la gestione di quello di Grezzana, mettendo a disposizione una seconda ambulanza - conclude Melotti -. Continueremo a insistere, perché stiamo parlando della salute delle persone e di servizi fondamentali non soltanto per i locali ma anche per i tantissimi turisti che in estate approdano in zona (fra escursioni ed incidenti in quota che, ovviamente, non mancano ndr). Speriamo di arrivare finalmente a un dunque senza lasciar passare altri anni".















