Gli interventi in quota aumentano ma "l'età media dei soccorritori cresce". L'allarme: "Necessario invertire il trend o ci saranno carenze di organico"
A offrire un quadro della situazione attuale è Fabio Bristot, membro del direttivo del Corpo nazionale Soccorso alpino e Speleologico: "Nell'ultimo quindicennio l'età media dei tecnici del Cnsas è aumentata. Per spiegare un fenomeno che non possiamo ignorare abbiamo deciso di raccogliere dei dati, elaborati in un prezioso studio del sociologo Diego Cason". Ecco i dettagli

BELLUNO. In un periodo storico in cui gli interventi in quota sono aumentati in maniera considerevole e mancano lavoratori in ogni settore viene da chiedersi (anche) se, in futuro, ci saranno sufficienti soccorritori sulle terre alte, pronti a salvare i tanti (troppi) escursionisti in difficoltà. "Nell'ultimo quindicennio l'età media dei tecnici del Soccorso alpino e Speleologico è aumentata – premette Fabio Bristot, membro del direttivo del Cnsas, a Il Dolomiti –. Per spiegare un fenomeno che non possiamo ignorare abbiamo deciso di raccogliere dei dati, elaborati in un prezioso studio del sociologo Diego Cason, che mostra le cause dell''invecchiamento' dell'organico".

"Da una ricerca condotta sui comuni delle province di Aosta, Verbania, Cusio Val d'Ossola, Sondrio, Trento, Bolzano e Belluno, (ma la situazione non è diversa nelle altre province alpine ndr) emerge una difformità evidente nell'evoluzione dei residenti nei comuni posti a quote medie inferiori e superiori agli 800 metri". I dati mostrano in particolare che la variazione della popolazione (dal 1951 al 2021) è sempre positiva nei comuni che sorgono sotto gli 800 metri di quota mentre "perlopiù negativa nei comuni posti ad altitudine più elevata", viene reso noto nello scritto del Cnsas. La variazione della popolazione (in particolare in quota) e della sua composizione non si trasferisce automaticamente all'organico del Soccorso alpino e Speleologico ma spiega quantomeno perché questo negli anni sia 'invecchiato'.
"Confrontando la distribuzione percentuale dei residenti totali e degli organici del Cnsas, dai 18 ai 76 anni di età, emerge che gli organici dai 18 ai 27 anni sono presenti in percentuale inferiore a quella dei pari età totali - si legge nello studio -. Dai 28 ai 58 anni sono presenti in percentuale superiore o uguale a quella dei pari età nella popolazione totale". L'invecchiamento dell'organico è quindi figlio in (buona) parte dello spopolamento delle terre alte, del calo delle nascite e della carenza di giovani (dagli 0 ai 30 anni ndr) nei borghi in quota, "proprio nei 'luoghi' in cui il Soccorso alpino avrebbe bisogno di volontari", fa notare Bristot.


L'invecchiamento dell'organico è determinato inoltre, "anche se in minor parte, dai troppo severi piani formativi - spiega il membro del direttivo del Cnsas -. Stiamo non a caso lavorando alla loro semplificazione, senza che questa comporti una perdita di qualità a livello di formazione. Di pari passo, sarà necessario sensibilizzare il più possibile i giovani, affinché entrino nel Soccorso alpino: se non invertiamo il trend il rischio è che, sebbene manterremo la qualità perderemo a livello di quantità".
E, con un numero di interventi in continuo aumento (parliamo di una crescita del 147% dal 2000 e di un +111% del numero di persone soccorse ndr) la carenza di organico non è assolutamente concepibile: "Lavoreremo affinché non vada a perdersi né quantità né qualità", conclude Bristot.













