Contenuto sponsorizzato
| 05 ott 2023 | 12:04

In piazza l'ovovia della Leitner per lanciare collegamento verso il Carso, ma Trieste è in subbuglio per un'opera divisiva da 100 cabine. E c'è stato anche un sabotaggio

Nell'area dei carotaggi c'è stato un sabotaggio a un macchinario e l'area è presidiata dalle forze dell'ordine. Il Comune di Trieste vuole andare avanti e ha posizionato in piazza della Borsa una cabina per lanciare il progetto

In piazza l'ovovia della Leitner per lanciare collegamento verso il Carso

TRIESTE. Dal mare alla montagna, 100 cabine da 10 posti ognuna, una portata oraria da 1.800 persone per senso di marcia. La lunghezza complessiva dell'impianto di quasi 5 chilometri, 4.873 metri, in due sezioni. Un'opera da circa 57 milioni (oggi lievitati a 62 milioni). E' questo l'identikit dell'ovovia di Trieste. Un appalto aggiudicato a marzo scorso all'azienda Leitner (con anche Cogeis, Icop e Step Impianti).

 

Un'infrastruttura finanziata dal governo con fondi inizialmente previsti per la mobilità sostenibile e ora confluiti nel Pnrr. Il disegno della stazione è stato progetto dagli architetti Massimiliano e Doriana Fuksas. L'ovovia, nei piani, dovrebbe partire dalla stazione di Trieste, passare da Portovecchio e raggiungere Bovedo. Da qui si sale verso Opicina e Barcola per la seconda e ultima tratta lunga 400 metri fino al quadrivio.

 

E negli scorsi giorni è stata presentata alla popolazione la prima cabina della Leitner "modello Trieste". L'ovovia si trova in piazza della Borsa e resterà esposta fino a domenica 8 ottobre per "consentire - il commento di Roberto Dipiazza, sindaco di Trieste - ai cittadini da osservare da vicino la cabina e valutare o proporre anche possibili modifiche. In alcune giornate sarà anche possibile incontrare tecnici e esperti del progetto per porre domande".

 

L’idea di costruire una cabinovia metropolitana risale al 2020. Sono partiti anche i carotaggi del terreno per il posizionamento dei piloni. Un'opera divisiva: già presentati cinque ricorsi al Tar (3 di privati cittadini, un collettivo di 11 famiglie interessate dal tracciato della funivia e un altro  dalle associazioni ambientaliste aderenti al comitato No-ovovia), molte le manifestazioni e c'è stato anche un sabotaggio di un macchinario. Tanto che l'area è presidiata dalle forze dell'ordine.

 

I dubbi riguardano poi gli impatti ambientali e paesaggistici. Il posizionamento di 15 piloni sulla collina impone il disboscamento di una striscia larga almeno 14,3 metri sul tracciato per un totale di 2 ettari nel bosco chiamato Bovedo. Si tratta di una zona compresa nella rete ecologica europea Natura 2000, un’area a protezione speciale perché di interesse comunitario in cui è vietato costruire.

 

A stentare anche la procedura regionale. Il servizio valutazioni ambientali aveva sospeso la valutazione di incidenza ambientale per capire se il progetto definitivo può essere approvato in deroga alla legge che vieta di costruire in zone protette. Anche per questo servono i carotaggi sulla collina. Ma intanto il Comune di Trieste ha deciso di proseguire con la presentazione dell'ovovia. 

 

 

"La città sta correndo e la cabinovia è un grande opportunità, da un lato risolverà l'ingresso in città dall'altipiano e dall'altra avrà una grande valenza turistica", dice Dipiazza. "E' un grande progetto strategico per la città, con 62 milioni di euro di investimenti".

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Politica
| 31 agosto | 11:45
Chi porta sul terreno politico la questione chiedendo perché il ministero o il comitato per l'ordine pubblico non impediscano l'evento lo fa [...]
Montagna
| 31 agosto | 11:39
L'ultimo contatto con i genitori risale alle 13.30 di sabato, ora il cellulare del giovane risulta spento: in azione anche l'elicottero della [...]
Cronaca
| 31 agosto | 11:00
Cinque veicoli sono stati coinvolti in un incidente stradale sulla carreggiata nord, sul posto anche le forze dell'ordine
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato