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| 16 ago 2023 | 22:51

In quota la segnaletica per merenderos: "Alcuni escursionisti pensano di sapere dove vanno ma poi si perdono''

Il gestore del rifugio Caldenave: "Apprezziamo chi ci chiede indicazioni o informazioni perché noi siamo qui anche per questo. Non comprendiamo chi invece decide di incamminarsi convinto di sapere dove sta andando, per poi perdersi e chiamare i soccorsi"

In quota la segnaletica per merenderos: Alcuni escursionisti pensano di sapere dove vanno ma poi si perdono''

SCURELLE. "Andiamo per di qua. Ma no, per di là". È uno scambio di battute immaginario, fra due escursionisti che decidono, con leggerezza, di percorrere un sentiero senza nemmeno sapere dove stanno andando o ancora di che tipo di percorso si tratti. Non a caso, all'esterno del rifugio Caldenave, nell'incontaminato Lagorai, da qualche anno campeggiano dei cartelli con indicazioni per veri 'merenderos' che fanno sicuramente sorridere, ma al contempo riflettere.

 

In montagna sono ormai molti gli escursionisti che improvvisano uscite in quota col rischio di perdersi o ritrovarsi in difficoltà e testimonianza ne sono gli innumerevoli interventi effettuati dal soccorso alpino negli ultimi tempi. "L'idea dei cartelli nasce sostanzialmente per farsi due risate - esordisce Guido Trevisan, attuale gestore del Caldenave -. Quando abbiamo preso in gestione il rifugio, ormai tre anni fa, già c'erano e abbiamo deciso di rimetterli 'in mostra'. Fanno sicuramente sorridere e un po' anche pensare a tutte quelle persone che in montagna ci vanno convinte di sapere già tutto".

 

Partendo da quest'idea e sempre con la volontà di divertire gli escursionisti, qualche anno fa i rifugisti che gestivano allora il Caldenave avevano deciso di 'installare' delle frecce, che rimandano alla segnaletica per sentieri della Sat ma che indicano percorsi che si diramano fra "Per di qua", "Per di là", "Su" e "Giù", quasi a voler suggerire che, "nel dubbio, sarebbe sempre meglio chiedere o informarsi: a noi fa piacere rispondere, siamo qui anche per questo". 

 

Cartelli che tutt'oggi riscuotono grande successo fra i frequentatori di una zona ancora non presa d'assalto dai turisti, tanto che sui social non mancano fotografie di escursionisti divertiti alla vista della particolare trovata: "In montagna non bisognerebbe mai improvvisarsi esperti", conclude Guido, cogliendo occasione per lanciare un appello.

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