La funivia più alta d'Europa a Cervinia, il Cai Alto Adige: "Opera vergognosa e si rischia di portare tanti escursionisti impreparati a 4 mila metri"
Il presidente del Cai Alto Adige parla della nuova opera, fresca di taglio del nastro, a Cervinia. Carlo Alberto Zanella: "La montagna deve avere dei limiti e non tutte le quote sono per tutti. Così invece si banalizza il paesaggio e si aumentano i rischi"

BOLZANO. "Non si sentiva la necessità di questo impianto". A dirlo Carlo Alberto Zanella. Il presidente del Cai Alto Adige parla della nuova opera, fresca di taglio del nastro, a Cervinia. "E' la dimostrazione della direzione sbagliata intrapresa nel voler sfruttare la montagna a ogni costo. Il limite è parte dell'esperienza in quota, così invece si rovina la zona e si aumentano i rischi: vedremo quanti soccorsi saranno necessari perché le persone si portano a 4 mila metri con facilità e impreparata".
E' realtà il nuovo collegamento funiviario tra Italia e Svizzera, il Matterhorn Alpine Crossing. Un'opera che permette di collegare i due versanti, italiano e svizzero, del Piccolo Cervino e le località di Cervinia a Zermatt, senza sci ai piedi e per tutto l’anno. Un progetto da tempo in agenda, da più di 80 anni, che oggi è stato completato con l'inaugurazione (Qui articolo).
"E' un'opera vergognosa e il mio timore è che sia solo un punto di partenza e che il prossimo obiettivo sia quello di raggiungere il Monte Bianco", spiega il presidente del Cai Alto Adige. "Non sono contrario agli impianti ma non servono nuove opere e sempre ambiziose. La montagna deve avere dei limiti e non tutte le quote sono per tutti. Così invece si banalizza il paesaggio e si aumentano i rischi: malori, escursionisti in scarpe da ginnastica, persone soprese da un repentino cambio del meteo perché l'ambiente a 4 mila deve essere rispettato. Un altro nodo può essere la gestione delle emergenze perché le regole tra Italia e Svizzera sono molto diverse, anche sul fronte dei costi".
Le tappe di coppa del mondo sono saltate per le temperature elevatissime, la poca neve e l'impossibilità di garantire la sicurezza degli atleti, si supera un altro limite e le cabine griffate Pininfarina sono pronte a girare per trasportare 1.300 persone all'ora a circa 4 mila metri di quota. "Si rovinano posti meravigliosi, si rischia di portare troppa pressione a livello di traffico e confusione in aree immacolate. Ma il turismo oggi è diverso e queste opere imboccano direzioni ormai sorpassate. Per questo sono contrario a eventuali nuovi impianti sulla Marmolada o sul Catinaccio, mi preoccupano in termini di sostenibilità queste ipotesi".
Il numero del Cai Alto Adige spiega che è urgente cambiare il paradigma del turismo perché "la mentalità deve essere diversa ma manca una visione complessiva. E' necessario gestire i flussi ma serve un approccio nuovo perché si possono allungare le stagioni ma poi servono i servizi, i rifugi e gli esercizi aperti", conclude Zanella.













