Contenuto sponsorizzato
| 10 ott 2023 | 19:21

Escavatori e gru sul Monte Chiusetta: "Territorio 'devastato' (a danno di flora e fauna) per costruire nuove piste da sci"

Escavatori e gru stanno lavorando alla realizzazione di nuove piste da sci sul Monte Chiusetta, nonostante il parere negativo del Comitato ambientale: "Il progetto comporta un consumo di suolo sproporzionato e il terreno è geologicamente instabile. Così si danneggiano flora e fauna e si aumenta il rischio di scivolamenti e frane"

Escavatori e gru sul Monte Chiusetta: "Territorio 'devastato' (a danno di flora e fauna) per costruire nuove piste da sci"

BOLZANO. Le piste da sci sul Monte Chiusetta verranno presto ampliate, nonostante il parere contrario del Comitato ambientale della Provincia. A lanciare l'allarme è Carlo Alberto Zanella, presidente del Cai Alto Adige, che sui social ha mostrato, con tanto di fotografie, quanto sta avvenendo in Valle Aurina: "I devastatori vanno avanti grazie alle autorizzazioni politiche", scrive Zanella.

 

Si tratta di quanto sta attualmente accadendo nel cuore della Valle Aurina sulle piste da sci di Klausberg. Un progetto valutato anche dagli esperti del Tam (Tutela Ambiente Montano del Cai) che in un documento ufficiale spiegano: "La nuova posizione della stazione a monte, come anche le nuove piste vanno ad inserirsi in maniera prepotente nel territorio, forzandone la morfologia".

 

"La realizzazione di questo progetto comporterebbe degli sconvolgimenti indelebili dell'assetto paesaggistico del territorio, portando con sé esternalità negative che non comporterebbero solo gravi danni alla fauna e flora che caratterizzano la zona, ma andrebbero a compromettere anche la fruizione turistica-ricreativa del territorio. Le misure di compensazione e mitigazione proposte per il progetto non sono rilevanti se messe a confronto con gli impatti negativi derivanti dallo stesso". 

 

La volontà è quella di spostare la stazione a monte ancora più in alto e ampliare la pista Sonnenlift. Dopo uno stop agli scavi, i lavori sono ripresi grazie a una delibera provinciale, approvata a settembre 2023 nonostante i 'no' del Comitato tecnico, che lamentava l'aumento del rischio in zona di scivolamenti e frane, oltre che sottolineare che la realizzazione del progetto comporterebbe (e sta comportando) il deturpamento dell'ambiente montano. 

 

Il Comitato ambientale affermava per l'appunto, come riporta anche il Tam, che "lo spostamento della stazione a monte andava respinto, secondo la perizia, non solo a causa di un "consumo di suolo sproporzionato", ma anche per motivi di sicurezza poiché in quella zona il terreno si presenta geologicamente instabile". "Ciononostante - fa notare Zanella - la devastazione non si ferma". 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Montagna
| 06 agosto | 20:15
Dal Trentino al Veneto, una panoramica sulla difficile situazione idrica in quota. Abbruscato: “Il problema principale legato all'utilizzo dei [...]
Cronaca
| 06 agosto | 21:21
Sono stati i tre amici che si trovavano con lui ad allertare i soccorsi: l'elicottero Falco 1 ha raggiunto le coordinate indicate e provveduto a [...]
Cronaca
| 06 agosto | 18:22
La ragazza, a una quota di circa 2.600 metri, sotto Cima di Valbona, nel gruppo del Latemar, è scivolata lungo un pendio, precipitando da un [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato