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| 03 ott 2023 | 13:08

Ruspe e trivellatrici in azione al lago Bianco. Gli ambientalisti presentano diffida: "Fermate subito questo atroce disastro" (FOTO)

All'interno documento, che conta ben 46 pagine, presentato dalle associazioni ambientaliste, si chiede l'immediato stop ai lavori e, come sostiene il comitato "Salviamo il Lago Bianco" "vengono segnalato illeciti amministrativi, ambientali e procedurali". Su gofoundme.com è stata avviata una raccolta fondi per finanziare l'azione legale

PASSO GAVIA. Da qualche settimane al Lago Bianco sono arrivate le ruspe. Che hanno già iniziato gli scavi che ospiteranno le nuove tubature che preleveranno l'acqua dal bacino per rifornire gli impianti d'innevamento artificiale posti sulle piste della Valtellina. L'opera prevede una rete interrata di tubi che si svilupperà per ben 9 chilometri, che partirà dallo splendido lago situato al Passo Gavia sino alle stazioni vatellinesi.

 



 

A stretto giro di posta, Associazione Lipu, Cai Lombardia, Federazione Pro Natura, Italia Nostra, Legambiente, Mountain Wilderness, Touring Club Italiano, Wwf Italia, comitato civico di Merate e comitato "Attuare la Costituzione" hanno presentato diffida ufficiale per chiedere l'urgente sospensione dei lavori, indirizzandola al Ministero dell'Ambiente, alla Regione Lombardia, alla Provincia di Sondrio, al Parco dello Stelvio e ai Comuni di Valfurva e Bormio.

 

La vicenda è nota dal 2020, anno in cui è stato fondato anche il comitato "Salviamo il Lago Bianco". Qualche settimana fa gli attivisti che si dedicano alla salvaguardia dello splendido bacino montano si erano ritrovati per una passeggiata (Qui articolo) per sensibilizzare ulteriormente l'opinione pubblica a riguardo.

 


 

"Abbiamo ufficialmente a che fare con persone disumane - si legge nel post pubblicato oggi sulla pagina facebook del comitato -. Nonostante la doppia diffida pervenuta ieri, il cantiere ha proseguito nella perforazione come nulla fosse. Come evidenziano queste devastanti immagini (che lasciano poco all'immaginazione, ndr), scattate nel tardo pomeriggio di ieri (lunedì 2 ottobre, ndr), il disastro ambientale è al suo apice. Rileviamo addirittura che gli operai (lavorando male e di fretta come hanno sempre fatto) hanno sbagliato ad effettuare uno o più inserimenti del "tubo camicia" che sarebbe dovuto entrare in orizzontale dal fondo del cratere scavato per 30 metri. Alcuni troppo sottili si sono spezzati all'interno del terreno, un altro è stato spinto dal basso verso l'alto, sbucando in superficie a circa 6-7 metri dalla riva del lago. In un secondo momento un altro tubo camicia è stato inserito e quello(i) sbagliato(i) è rimasto nel terreno: allora hanno cercato goffamente di coprirlo con delle pietre, ma ciò che rileviamo è che questo sta lentamente drenando la torbiera antistante, che in serata risultava stranamente già più arida del solito".

 



 

Poi la nota così prosegue.

"I liquidi che, a cantiere fermo, colano dal tubo contengono evidenti chiazze oleose che si depositano nell'enorme pozzanghera che si è creata sul fondo del cratere. Quest'acqua contaminata viene regolarmente pompata da idrovore che la immettono presumibilmente nell'estuario del lago, andando quindi ad avvelenare il lago e il torrente Gavia a valle. Il Lago Bianco sta dimostrando tutta la sua resilienza contro la violenza perpetrata da stupidi ed incapaci uomini. Rimaniamo semplicemente esterrefatti dalla totale disumanità che gli enti pubblici diffidati, e colpevoli di questo atroce disastro, stanno mantenendo. Un totale sfregio alla natura, all'ambiente, alla legge. Un evidente segno di prepotenza perpetrato dallo stato (la "s" è volontariamente minuscola) a danno dei propri cittadini e di un inestimabile patrimonio dell'umanità".

 

La diffida è dettagliatissima, composta da ben 46 pagine nelle quali le Associazioni contestano ogni singola fase del progetto.

 

"Un documento a nostro avviso devastante - spiega il Comitato - dove segnaliamo illeciti ambientali, amministrativi e procedurali. Ci auguriamo ora che le istituzioni prendano seriamente in considerazione lo stop a questo sopruso perpetrato ai danni di un habitat comunitario protetto, patrimonio di tutta l'umanità. La disumanità invece la troviamo nelle immagini che vi mostriamo: la macchina perforatrice è stata posizionata all'interno del gigantesco cratere realizzato nelle scorse settimana. Come si evince la trivella è stata lasciata tutto il week end sommersa da oltre un metro d'acqua ed immaginiamo cosa possa aver percolato (oli e benzeni) in quel liquido che percolerà nella torbiera e nel lago. Gli habitat 6.150 e 7.140 sono già stati vistosamente danneggiati, sia al lago Bianco che nel punto di presa antistante il rifugio Berni. E' stata. infine, attivata una raccolta fondi per sostenere l'azione legale per tutelare, come si legge su sito gofundme.com "l'unico esempio di tundra artica in Europa. Il lago Bianco, come noto, è l'ultimo (e unico) esempio di tundra artica sulle Alpi: si trova a 2.652 metri di altitudine, in una zona protetta del parco dello Stelvio".

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