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| 02 nov 2023 | 12:00

Lavori al Lago Bianco per alimentare i 'cannoni spara-neve': “Sospeso il cantiere per scarico di liquami. Una prima, parziale, vittoria: manteniamo alta l'attenzione”

Il Comitato Salviamo il Lago Bianco ha riportato la risposta ricevuta dalla direzione del Parco Stelvio Lombardo “dopo mesi di contestazioni, denunce, esposti, diffide, manifestazioni”. “La gioia - scrivono – deriva dal fatto che a tutti gli effetti il cantiere ora è stato formalmente bloccato unicamente grazie alla nostra incessante e pressante documentazione delle follie che sono avvenute per settimane”

STELVIO. “Ciò che possiamo confermare a tutti è che questo stop ai lavori è per noi solo un punto di partenza per la vera legale contestazione che verrà portata avanti nelle opportune sedi legali in questi mesi invernali, in cui il cantiere sarà ibernato sotto la sua solita e magica coltre bianca”. Sono queste le parole dei responsabili del Comitato Salviamo il Lago Bianco nell'annunciare la sospensione ai lavori in zona (Qui e Qui Articolo) confermata secondo quanto riportato dalle autorità lombarde del Parco nazionale dello Stelvio.

 

Il lago, come più volte riportato, è stato infatti al centro di numerose manifestazioni negli scorsi mesi a causa dell'avvio di un cantiere, nelle parole dello scrittore e blogger Luca Rota: "Per la posa di alcune tubature, necessarie per l'alimentazione dei cannoni per l'innevamento artificiale delle pista da sci di Santa Caterina Valfurva" (Qui Articolo). “Dopo mesi di contestazioni, denunce, esposti, diffide, manifestazioni – scrive il Comitato – anche nei confronti del Parco Stelvio Lombardo, che finora mai aveva dato un minimo cenno di riscontro, arriva in queste ore la prima formale risposta”.

 

Risposta nella quale si apprende, scrive il Comitato in un post sui suoi canali social: “Che in data 11/10 il Parco, a seguito delle nostre martellanti integrazioni alla diffida e all'esposto in Procura, ha disposto la sospensione del cantiere in via precauzionale e con effetto immediato a causa dello scarico di liquami di cantiere su habitat 6150 (formazioni erbose boreo-alpine silicee ndr) per il quale abbiamo appunto chiesto alla Provincia di Sondrio se esistesse o meno un Aua (Autorizzazione unica ambientale)”.

 

La gioia, scrivono gli attivisti: “Deriva quindi dal fatto che a tutti gli effetti il cantiere è ora stato formalmente bloccato unicamente grazie alla nostra incessante e pressante documentazione delle follie che sono avvenute per settimane. L'imbarazzo – si legge poi nel post – deriva invece dalle tempistiche con cui tutto questo si è verificato, la questione dello scarico è solo una delle decine di difformità che quel cantiere dimostra ed il fatto che si sia atteso il 'danno finale' cioè la perforazione del lago (avvenuta il 10 ottobre) per intervenire ci lascia semplicemente disgustati”.

 

In generale “si tratta comunque – scrivono i responsabili del Comitato – della prima vera ed ufficiale marcia indietro di un ente, gli altri seguiranno l'esempio? Se anche ciò accadesse, come auspichiamo, resterebbe naturalmente da valutare e riparare i danni già causati agli habitat protetti. Si apre dunque oggi una nuova fase per questa delirante battaglia, possiamo considerare questo stop ai lavori come una prima parziale vittoria che ci lascia tuttavia molto amaro in bocca perché, ancora una volta, sono stati i cittadini e solo i cittadini ad impegnarsi strenuamente per arrivare a questo risultato. Chiediamo a tutti voi di mantenere alto il livello di attenzione, di condividere, commentare e divulgare la follia che prosegue in uno degli habitat naturali più protetti d'Italia”.

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