Nonostante le condizioni meteo decidono di avventurarsi in montagna, raffica di richieste d'aiuto al Soccorso alpino: “Controllate le previsioni prima di partire”
Moltissime le richieste di soccorso questa mattina al soccorso alpino veneto, per la maggior parte arrivate da escursionisti che, nonostante le condizioni meteo, hanno deciso di avventurarsi in quota venendo investiti dal violento temporale

BELLUNO. Nel tardo pomeriggio di ieri una fortissima ondata di maltempo ha causato gravi danni su tutto l'arco dolomitico, dall'Alto Adige al Trentino fino alla Provincia di Belluno. I rovesci, previsti dalle autorità (che sia in Trentino che nel Bellunese hanno emesso un'allerta meteo, rinnovata nella giornata di oggi visti i nuovi passaggi previsti sul territorio), sono stati accompagnati da fortissime raffiche di vento che hanno schiantato parecchi alberi e danneggiato auto e strutture in moltissime zone: nonostante questa situazione, però, in tanti nella mattinata di oggi (19 luglio) hanno deciso d'avventurarsi tra le montagne bellunesi, salvo poi chiamare in massa i soccorsi quando le condizioni meteo sono peggiorate improvvisamente.
Due sono le richieste di soccorso arrivate prima del passaggio del temporale: la Centrale del 118 è stata infatti attivata attorno alle 10 e 30 per un'escursionista che si era sentita poco bene, mentre con un gruppo percorreva il sentiero numero 10 in direzione delle Cascate di Fanes, a Cortina. La 72enne di Brindisi è stata raggiunta dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore prima del Ponte Outo e, recuperata con il verricello, è stata trasportata all'ospedale di Pieve per gli approfondimenti del caso. Passate le 11 invece alcune persone hanno chiamato il 118, poiché si erano imbattute in una turista straniera caduta di schiena mentre portava in braccio il figlio di un anno. Il bimbo non aveva riportato conseguenze ma la donna, che aveva sbattuto anche la testa, ha poi rifiutato l'intervento dei soccorsi per sé, decidendo di proseguire autonomamente.
Una raffica di richieste d'aiuto è poi arrivata con lo scoppio del temporale: alle 11 e 30 circa, una coppia, che scendeva con un bambino di un anno dal Rifugio Fodara Vedla verso Ra Stua, pur essendo vicina alla malga, come evidenziato anche dal Soccorso alpino di Cortina in contatto telefonico, ha chiesto il supporto di una squadra (Qui Articolo). I soccorritori sono partiti, salvo poi rientrare perché gli escursionisti avevano raggiunto Ra Stua. Alle 11 e 45, una cordata sulla Via Dallago – Menardi, Ra Gusela, colta dalla pioggia al terzo tiro ha chiesto consigli alla Centrale. Poiché gli alpinisti non riuscivano a calarsi, è partita una squadra del Soccorso alpino di Cortina, con una del Soccorso alpino di San Vito di Cadore per eventuale supporto. Passato il temporale, quando è stato possibile l'intervento dell'elicottero di Bolzano, i rocciatori hanno fatto sapere che proseguivano la scalata.
Alle 12 e 15 delle ragazze dirette al Rifugio Boz, che si trovavano sul Passo Alvis, colte dal maltempo hanno chiamato per sapere cosa potevano fare. Allertata la stazione di Feltre, poco dopo hanno fatto sapere che si trovavano al rifugio. Alle 12 e 20 sette persone impegnate lungo la Ferrata Tomaselli alla Cima Fanis Sud, prese dal temporale, hanno chiamato il 118. La Centrale ha dato loro suggerimenti su come comportarsi durante la fase di brutto tempo e per trovare riparo. Dopo poco li ha ricontattati e i sette stavano scendendo incolumi. Stessa situazione qualche minuto dopo sulla Ferrata Strobel alla Punta Fiames, dove 3 diciannovenni si trovavano sotto la pioggia. Passata la perturbazione, i tre hanno ridisceso il tratto appena fatto e sono rientrati alla macchina. Alle 12 e 30 un passante che scendeva da Misurina ad Auronzo ha avvisato di essersi imbattuto in 5 ciclisti spagnoli in difficoltà per la pioggia, di averne caricati 3 in macchina, ma che altri due, padre e figlio, erano ancora per strada. Allertata la squadra del Soccorso alpino della Guardia di finanza di presidio sulle Tre Cime, non è stato necessario il suo intervento in quanto i due si erano ricongiunti al resto della famiglia.
“Ricordiamo – concludono i soccorritori – l'importanza di verificare sempre le previsioni del tempo prima di intraprendere qualsiasi attività in montagna”.














