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| 19 gen 2023 | 19:26

Olimpiadi, il telecronista Bragagna: ''La candidatura ideale? Torino-Milano ma così è uno scippo per Piné. Che visione ha il Coni sul pattinaggio per sconfessare il dossier?

Il telecronista sportivo italiano e voce dei tantissimi successi olimpici Franco Bragagna a Il Dolomiti: "La pista da bob di Innsbruck? Un impianto non bello e non entusiasmante, però funzionale. A quel punto non sarebbero Olimpiadi italiane e diventa qualcosa di ancora diverso. Già adesso sembrano più dei campionati mondiali diffusi" 

Olimpiadi, il telecronista Bragagna: La candidatura ideale?

TRENTO. "La miglior candidatura sarebbe stata Torino-Milano". A dirlo a Il Dolomiti è Franco Bragagna, telecronista sportivo italiano, specializzato in atletica leggera e sci di fondo ma anche di tanti altri sport nelle più importanti manifestazioni internazionali per conto della Rai. E' sua la voce che accompagna tantissimi successi azzurri alle Olimpiadi estive e invernali. "C'è la vicinanza, ci sono gli impianti praticamente pronti come da Agenda Cio e poi si valorizzano due città importanti con tanti servizi".

 

Sono ormai ore decisive per il Trentino e, soprattutto, per Baselga di Pinè sul fronte della gare di pattinaggio. La città di Torino vede il sorpasso e il traguardo vicino per rientrare nel giro dopo aver alzato bandiera bianca nelle prime fasi della candidatura italiana ai Giochi olimpici invernali 2026. 

 

"Un dossier Torino-Milano sarebbe stato ideale a livello impiantistico e logistico - commenta Bragagna - poi all'ombra della Mole c'è stata la rinuncia per ragioni politiche. Da lì si è passati alla candidatura con Cortina, allargata a Trentino e Alto Adige. Più che di Olimpiadi, parlerei di un campionato mondiale diffuso". 

 

A più riprese il Piemonte ha provato a rientrare nei Giochi, la rinuncia a partecipare alla costruzione del dossier non era mai stata digerita fino in fondo. Le elezioni e il cambio dei vertici politici hanno ridato nuova linfa. Dopo un periodo di relativa tranquillità, si è ripresentata la possibilità di sedersi al tavolo. E durante le festività natalizie, ecco la proposta e la messa a disposizione degli impianti per il pattinaggio velocità. 

 

L'Ice rink è stato difeso, anche a fronte del costo di riqualificazione schizzato da 30 a 60 milioni, tempi sempre più stretti per arrivare preparati ai test event del 2025 e qualche dubbio del Cio sulla gestione dell'impianto all'indomani dell'evento; si è speso in prima persona pure Giovanni Malagò per ribadire che c'è un dossier, c'è un impianto qualificato come Centro federale comunque da riqualificare e c'è un'occasione olimpica per far coincidere diverse opportunità. Pochi mesi e le certezze si sono infrante. Una pagina, forse, bruttina per lo sport e per la politica italiana.

 

"Ora è chiaro che la sostituzione Baselga di Pinè-Torino ha il sapore dello scippo - continua il telecronista della Rai - gli organizzatori dovrebbero invece tutelare il dossier e anche il Coni dovrebbe difendere con grande impegno il sito trentino e la copertura dell'impianto per valorizzare il patrimonio post olimpico, compresa la designazione a Centro federale permanente. In questo senso il Piemonte non sembra mettere in campo le necessarie garanzie, quanto avvenuto dopo il 2006 è un esempio ancora fresco".

 

Un'organizzazione, complessa per il coinvolgimento di quattro territori e che potrebbero diventare cinque, che sembra faticare nel rispettare il cronoprogramma tra avvicendamenti di due amministratori delegati alla guida della Fondazione Milano-Cortina. Anche se la maggior parte delle opere sportive già esiste e poi si arriverà preparati all'appuntamento, ci sono ritardi sul fronte infrastrutturale. E anche questo è un tasto dolente sulla riqualificazione del palaghiaccio di Pinè.

 

"C'è stata l'emergenza Covid che ha bloccato o rallentato diverse situazioni - dice Bragagna - ma appigliarsi all'epidemia sembra un po' un pretesto per nascondere qualche mancanza a livello di iter. Ci sono pro e contro nel cambio di dossier, il peccato originale è la rinuncia piemontese a monte. Ma ora a mio avviso non è solo un discorso che si limita a meglio Torino o Baselga. Banalmente Trento è vicina, poi a Pinè ci sono radici e una profonda tradizione in questo sport. La domanda riguarda qual è la visione di futuro rispetto a questa disciplina, alla promozione e agli investimenti che si vogliono portare avanti come sistema Italia. Questa vicenda evidenzia forse qualche lacuna di progettualità, oltre a rischiare di sconfessare il dossier".  

 

Un altro impianto in bilico è la pista di bob a Cortina. "Una struttura costosa e l'opera bellunese richiede una serie di lavori - evidenzia Bragagna - per aprirsi alle altre discipline e per provare un'efficienza economia e gestione sicuramente complessa". In questo caso l'alternativa è Innsbruck. "Un impianto non bello e non entusiasmante, però funzionale. A quel punto non sarebbero Olimpiadi italiane e diventa qualcosa di ancora diverso. Ma se non si arriva a un traguardo, adesso vale e si deve considerare tutto", conclude Bragagna.

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