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Trento
12 febbraio | 06:00

Le (non) Olimpiadi a Pinè, dal sogno a spettatori delle medaglie di Milano-Cortina: "Un po' di rammarico ma anche la consapevolezza di una scelta per il futuro"

Nel 2019 il sogno a Pinè è sfumato: tre anni trascorsi anche piuttosto velocemente e oggi quell'angolo di Trentino è spettatore interessato (per la presenza di atleti e tecnici tanto trentini quanto formati alle nostre latitudini) e forse anche con un po' di rimpianto di quello che sarebbe potuto essere il riconoscimento a un movimento di punta sul territorio

BASELGA DI PINE'. Il sogno è svanito a inizio 2023 con un annuncio concitato (e fischiato): niente Olimpiadi a Baselga di Pinè, un'ufficialità che era arrivata dopo mesi di dubbi, indiscrezioni e rassicurazioni. Nel dossier l'Altopiano sarebbe dovuto essere la venue di gara per il programma lungo certo, ma oltre a festeggiare le medaglie d'oro dei trentini Pietro Sighel, Chiara Betti e Thomas Nadalini nella staffetta mista short track a Milano Cortina il territorio sarebbe stato palcoscenico a Cinque Cerchi, quasi una destinazione naturale. Tre anni trascorsi anche piuttosto velocemente e oggi quell'angolo di Trentino è spettatore interessato (per la presenza di atleti e tecnici tanto trentini quanto formati alle nostre latitudini) e forse anche con un po' di rimpianto di quello che sarebbe potuto essere il riconoscimento a un movimento di punta sul territorio.

 

"C'è un po' di rammarico, soprattutto in questi giorni, perché si sarebbe potuta respirare pienamente l'atmosfera olimpica", dice Alessandro Santuari, sindaco di Baselga di Pinè. "Oggi ci sono i nostri atleti protagonisti e una trentina tra tecnici e staff guidati da Matteo Anesi, senza dimenticare che Francesca Lollobrigida, Davide Ghiotto e Riccardo Lorello si allenano qui e le nostre strutture sono un punto di riferimento anche a livello internazionale".

 

Quel giorno è calato il sipario sulle ambizioni di Pinè (Qui articolo). Per certi versi aspettato, tuttavia un duro colpo per un'area tradizionalmente caratterizzata dalle discipline sul ghiaccio, fucina di talenti e una struttura designata Centro federale. Quasi da subito, all'assegnazione olimpica nel 2019, la proposta è sembrata via via traballante a causa di una riqualificazione complessa (Qui articolo). Il punto di non ritorno è stato l'aumento dei costi per realizzare la copertura dell'Ice Rink Oval: si è passati da un preventivo da 50 a 75 milioni di euro. Troppi e si è gettato la spugna. Oggi il sentimento può essere un po' contrastante.

 

"Naturalmente dispiace aver perso un'opportunità unica", commenta Santuari. "Le Olimpiadi sarebbero state una vetrina incredibile e un premio all'eccellenza che il territorio rappresenta nelle discipline del ghiaccio. Un sogno sfumato, ma c'è anche la consapevolezza che in quel momento la rinuncia a ospitare i Giochi è stata la scelta più responsabile. Fatto salvo il discorso della legacy, i costi per la copertura sarebbero stati un investimento difficile da gestire e quindi crediamo che sia stata la scelta più corretta per il futuro".

 

L'Altopiano di Pinè, infatti, è uscito con un "risarcimento", cioè la conferma di poter usufruire delle risorse da 50 milioni, forte dell'accordo con la Provincia. L'intesa è contenuta nel "Progetto di valorizzazione e rilancio del territorio pinetano", il passo attuativo dell’accordo tra piazza Dante e Comune condiviso con Coni e Federazioni sportive nazionali (Qui articolo). Una riqualificazione dell'ambito tra sport, turismo, ambiente e infrastrutture. Poi è stato alloggiato parte del grande contingente di forze dell'ordine impegnato per la sicurezza delle venue di gara con qualche criticità sul fronte acqua e sorgenti ghiacciate (Qui articolo).

 

L'Ice Rink viene comunque rinnovato, resta una struttura open air, in vista delle Olimpiadi giovanili del 2028. La struttura è stata recentemente riaperta dopo 2 anni dopo la conclusione dei primi lavori per sistemare la piastra del ghiaccio (Qui articolo).

 

"Un intervento complesso che ha previsto la demolizione di quella esistente e il rifacimento dei pali di fondazione interni, necessari al sostegno della nuova piastra", aggiunge Santuari. "Ma la struttura sarà interessata da ulteriori lavori, con l'ampliamento della struttura sportiva per la realizzazione di una nuova piastra ghiaccio per allenamenti, una palestra polifunzionale e un campo indoor di tiro con l'arco e altri sport. Siamo in fase molto avanzata".

 

Il Comune è operativo in altre tre macroaree: la riqualificazione del lago di Serraia, compresa la viabilità e le aree pertinenziali (12.300.000 euro), la riqualificazione del territorio (5.500.000 euro) e gli interventi complementari per viabilità veicolare e pedonale (3.200.000 euro).

 

Tra i progetti la realizzazione del percorso “Piné Natura” collegato alla riqualificazione della zona lago, la valorizzazione del “Cammino della fede” a Montagnaga, la riqualificazione delle ex scuole di Vigo, diverse sistemazioni per fermate del trasporto pubblico, viabilità locale, marciapiedi su tutto il territorio comunale. Prevista anche la realizzazione del percorso culturale e naturalistico denominato “Parco Castel Belvedere”, che comprende la valorizzazione del sito culturale e panoramico del Dos de la Mot, oltre alle aree contigue del mulino di Prada, Forra del Covel e Cascata del Rio Negro con alla base i ruderi di due altri mulini.

 

"Molte progettazioni sono in conclusione e c'è molta fiducia nel raggiungere l'obiettivo di arrivare pronti e preparati per le Olimpiadi giovanili. Sono investimenti per il futuro e la comunità avrà un beneficio da questi interventi", conclude Santuari.   

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