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Oltre 1.500 interventi sulle piste 'bellunesi' in una sola stagione, l'Ulss potenzia la rete di soccorsi in quota

La rete dei soccorsi sanitari nelle Dolomiti Bellunesi è stata rafforzata, per assicurare a residenti e turisti la miglior assistenza possibile grazie a un lavoro di squadra tra Ulss, forze dell’ordine, Soccorso alpino e volontari. Ecco i dettagli 

Di S.D.P. - 08 dicembre 2023 - 18:47

BELLUNO. In vista della stagione invernale la rete dei soccorsi sanitari nelle Dolomiti Bellunesi è stata rafforzata, per assicurare a residenti e turisti la miglior assistenza possibile grazie a un lavoro di squadra tra Ulss, forze dell’ordine, Soccorso alpino e volontari.

 

Il quadro organizzativo è stato presentato ieri, 6 dicembre, e pensato in base agli interventi della passata stagione invernale in cui erano stati registrati 5.600 interventi di cui oltre 1.600 in pista. I comprensori con più richieste erano stati Arabba, Cortina e Civetta.

 

Nel team elisoccorso di Pieve di Cadore, operativo tutti i giorni dalle 8 alle 20, nel periodo invernale è sempre presente, caso unico in Veneto, l’unità cinofila assicurata dal Soccorso alpino o dal Soccorso Alpino della Guardia di Finanza. Ieri è stata colta occasione per presentare Nina, un malinois condotto che ha iniziato in questa stagione i turni in elicottero insieme ad altri 15 unità cinofile specializzate nelle ricerche in valanga. Su Falco è stato peraltro installato un apparecchio Artva appositamente sviluppato per essere utilizzato per la ricerca di eventuali travolti da valanga su ampia zona.

 

Si è pensato anche al potenziamento dello schieramento di ambulanze dislocate nel territorio, in particolare nelle zone di Livinallongo-Arabba, Cortina, Alleghe, Auronzo e Falcade, per un totale di 18 mezzi in queste aree. Potenziati anche i turni dei volontari a supporto dei pronti soccorsi garantiti da diverse Croci del territorio e finanziati dall’Ulss.

 

Un lavoro di rete che vede coinvolti diversi attori e che sta venendo sempre più rafforzato. Ad assicurare i soccorsi in pista, infatti, saranno le forze dell’ordine, ognuna per il comprensorio di competenza, che si integrano col Suem in maniera sempre più efficace come hanno descritto il vicequestore Guiso in occasione della conferenza stampa.

 

Esemplare, guardando alla stagione passata ed in particolare al mese di marzo, il soccorso di uno sciatore ad Arabba, presentato come caso positivo dagli agenti e medici che hanno salvato la vita. Per quanto riguarda il soccorso in valanga, il delegato del Soccorso alpino Alex Barattin ha fatto un appello alla prudenza, ricordando anche il tragico evento del weekend che ha visto un decesso sul Giau. Artva, pala e sonda sono indispensabili per i fuori pista, così come l’attenzione alle condizioni meteo, la preparazione dell’attività fisica e le capacità di soccorso: in caso di valanga, i primi minuti sono fondamentali per la sopravvivenza.

 

Non sono mancati anche dei consigli su come vivere in salute la montagna d’inverno, con particolare riguardo all’uso della crema solare in pista e all’alimentazione e all’idratazione per migliorare la performance fisica.

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