Si amplia la rete dei Rifugi sani e sicuri: riconoscimento per altre 5 strutture bellunesi, ora a quota 52. Consegnato anche il defibrillatore al Lagazuoi
Altri 5 rifugi bellunesi ottengono il riconoscimento di “Rifugio sano e sicuro”, portando il totale a quota 52 (più altri 8 in Veneto). Nella giornata di ieri sono state consegnate le nuove targhe presso il Rifugio Col Gallina, mentre al Lagazuoi c’è stata la consegna del defibrillatore e dell'attestato del corso Blsd

CORTINA D’AMPEZZO. Altre 5 strutture bellunesi ottengono il riconoscimento di “Rifugio sano e sicuro”, portando il totale a quota 52 (più altri 8 in Veneto). “Un grande lavoro di rete che ci fa sentire all’interno di una comunità viva. Alzare il livello di qualità delle strutture ricettive del nostro territorio, inclusi i rifugi alpini particolarmente impegnativi dal punto di vista gestionale, è un deciso passo in avanti che l’azienda sanitaria sostiene nell’ambito del grande impegno multidisciplinare verso l’evento a cinque cerchi” afferma Giuseppe Dal Ben, commissario Ulss 1 Dolomiti.
Presente alla consegna delle targhe nella giornata di ieri, mercoledì 13 agosto, anche l’assessora regionale alla sanità Manuela Lanzarin. “I rifugi alpini del Veneto - sostiene - sono sempre più sani e sicuri anche grazie a questo progetto nato in Ulss Dolomiti. Avere un defibrillatore in quota e rifugisti formati per utilizzarlo è fondamentale per assicurare la catena della sicurezza. Importante anche la promozione di stili di vita sani, con un’attenzione particolare al melanoma e alla pressione, per ricordare le semplici regole che ci mantengono sani. Ho apprezzato anche l’accessibilità dei rifugi visitati questa mattina che dà la possibilità a tutti di godere della straordinaria bellezza delle Dolomiti. La montagna è bella, ancor più se sicura e promotrice di salute”.
La giornata è stata infatti ricca di eventi. Si è aperta con la consegna del defibrillatore e dell’attestato del corso Blsd (basic life support and defibrillation) al rifugio Lagazuoi, per poi proseguire presso il Col Gallina per quella delle targhe ai nuovi Rifugi sani e sicuri: Col Gallina, Di Bona, Son Forca, Scoiattoli e Malga Ra Stua. Un momento particolarmente significativo è stata poi la consegna dei diplomi per il corso Blsd ai rifugi che hanno investito nella formazione del personale, tra cui Città di Fiume, Col Gallina, Aquileia, Pranolz (che ha festeggiato anche i 165 anni di attività), Lago d’Ajal e Peziè de Parù.
Il progetto, promosso dal Dipartimento di prevenzione dell’Ulss Dolomiti e recentemente esteso anche ad altre province, è nato con per migliorare la qualità complessiva, la sicurezza sanitaria e la capacità di promuovere la salute dei rifugi. L’iniziativa ha infatti ispirato un’espansione a livello regionale, con la Regione che ha esteso il modello a tutto il territorio affidando all’Ulss 1 Dolomiti il ruolo di ente capofila per la creazione della Rete regionale dei Rifugi sani e sicuri e inserendo il progetto nel Piano regionale di prevenzione.
Per ottenere il riconoscimento, i rifugi devono rispettare la normativa igienico-sanitaria, ma anche dimostrare di possedere almeno cinque di una serie di requisiti specifici, tra cui il possesso di un defibrillatore semiautomatico esterno Dae con accessori, la formazione dei dipendenti per il primo soccorso e/o l’utilizzo del defibrillatore, la predisposizione di menù con indicazione delle sostanze alimentari che possono determinare allergie o intolleranze e la disponibilità di creme solari ad alto fattore protettivo e di cappelli con visiera/bandana che possano essere commercializzati su richiesta.












