Oltre 6.300 firme per dire no alla svendita delle Dolomiti, la petizione del Team K: "La mega-espansione del rifugio Santner sul Catinaccio ha sfregiato il paesaggio"
La raccolta firme, lanciata meno di una settimana fa su change.org, ha raccolto migliaia di sostenitori a livello nazionale in poco tempo. A sollevare il caso era stato il consigliere Köllensperger che il 23 febbraio scorso ha depositato due esposti contro l'ampliamento della struttura nel cuore delle Dolomiti, patrimonio dell'Unesco

BOLZANO. Ha raccolto ben oltre 6.300 firme la petizione "Aiutaci a fermare la (s)vendita delle Dolomiti", lanciata meno di una settimana fa dal partito altoatesino Team K. L'obiettivo ora, spiegano i rappresentanti, è "arrivare a 10mila sottoscrizioni".
A sollevare il caso era stato il consigliere provinciale del Team K, Paul Köllensperger che da mesi esprime la propria contrarietà sulla vendita di terreni demaniali in aree protette, nel caso specifico, quello per realizzare "l'abnorme l'ampliamento del rifugio passo Santner".
"La svendita a privati di 900 metri quadrati di terreno sotto il Catinaccio, nella conca alpina più famosa dell’Alto Adige non può restare impunita", aveva dichiarato Köllensperger dopo che il suo disegno di legge per tutelare la vendita di determinate aree, era stato bocciato in terza commissione in Consiglio provinciale.
Così dopo due interrogazioni alla Giunta provinciale e un accesso atti ai competenti uffici, il Team K ha deciso di depositare il 23 febbraio 2023 due esposti, uno alla Procura e l'altro alla Corte dei conti, contro l'ampliamento della struttura nel cuore delle Dolomiti, patrimonio dell'Unesco.
Di seguito viene riportato il testo integrale della petizione presente sulla piattaforma online change.org.
La conca tra la vetta del Catinaccio e la Croda di Re Laurino è incastonata in uno dei panorami più iconici dell’Alto Adige, noto in tutto il mondo. La straordinaria bellezza del Catinaccio arrossato nell’ora del tramonto è forse l’immagine più celebre e amata di tutte le Dolomiti, ritratta nel tempo in innumerevoli dipinti e fotografie. Un santuario naturale da preservare anche per le future generazioni, penserete giustamente.
Non altrettanto la Giunta provinciale dell’Alto Adige, purtroppo. La recente mega-espansione del rifugio Santner ha sfregiato questo paesaggio da favola: da un piccolo rifugio di montagna in legno, perfettamente inserito nel contesto, si è passati a una nuova, enorme struttura metallica a tre piani dalla cubatura, otto volte maggiore, visibile addirittura da Bolzano. E tutto questo in un’area che fa parte di un parco naturale provinciale, sito Natura 2000, inserita nella prestigiosa lista dei beni patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Ma c'è di peggio.
A lasciare davvero senza parole è la delibera della Giunta provinciale che ha deciso di vendere il terreno nella conca del Catinaccio per l’ampliamento del rifugio a un privato, l’albergatore proprietario del nuovo mega-rifugio. Stanno privatizzando le nostre Dolomiti, patrimonio indisponibile del demanio. La giustificazione? Quella porzione di montagna non ha un fine istituzionale. Da non credere.
E non è finita qui! Il prezzo di vendita del fondo (complessivi 900 metri quadri) su cui sorge il rifugio, che dovrebbe essere di inestimabile valore considerato che parliamo di un luogo letteralmente unico al mondo, è la metà di quello che in una città come Bolzano si paga per un garage: 27.450 euro complessivi. Un regalo.
Il consigliere provinciale Paul Köllensperger ha depositato un esposto al riguardo presso la Procura della Repubblica di Bolzano e alla Corte dei Conti. Vogliamo che le Dolomiti restino patrimonio di tutti, diciamo insieme no alla vendita ai privati dei nostri santuari naturali. Dai, dacci una mano. Sostieni questa battaglia e firma anche tu contro le speculazioni edilizie in alta quota e la svendita delle Dolomiti.














