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| 03 ott 2023 | 22:43

"Salviamo il Gruppo del Sassolungo", Nosc Cunfin lancia una raccolta firme: "No alla cementificazione di uno straordinario bene collettivo"

"Nell'aprile 2023 è stato presentato all'Ufficio pianificazione territoriale un progetto per il rinnovo della bidonvia che porta alla Forcella del Sassolungo. Il relativo progetto porterebbe a una capacità più che raddoppiata e la stazione a monte, posta nel cuore del massiccio, dovrebbe diventare quasi quattro volte più grande rispetto all'attuale. Questo significa che dovrà essere tolta una parte di parete rocciosa e rimossi parecchi metri cubi"

"Salviamo il Gruppo del Sassolungo", Nosc Cunfin lancia una raccolta firme
Foto Nosc Cunfin - Seinsche Daniel

BOLZANO. Il Gruppo del Sassolungo, nel cuore delle Dolomiti, va preservato. A lanciare l'allarme è l'associazione Nosc Cunfin che ha avviato una raccolta firme per 'salvare' "uno straordinario bene collettivo che purtroppo sta seriamente rischiando di finire nelle mani di alcuni investitori privati con l’unico obiettivo di cementificare e trarre profitto".

 

L'avvio dei lavori previsti in zona è infatti imminente e la volontà della realtà è quella di fermarli anche grazie alla petizione, che ha già raccolto 1.025 adesioni: "L'inizio dei lavori avverrà a breve e stiamo parlando dei Piani di Cunfin, ai piedi del Sassolungo, una zona che garantisce acqua potabile per 7mila abitanti, con zone umide ad alta biodiversità e che rappresenta un habitat per flora e fauna sotto tutela", viene rimarcato.

 

"Ciò che lascia allibiti è la costruzione di un nuovo impianto di collegamento in questa natura unica e incontaminata, che impatterebbe molto negativamente su quest'area. Il progetto Val Gardena - Alpe di Siusi - Ronda attirerebbe ancora più turisti - viene fatto notare -. Basti pensare che nel 2022 queste aree sciistiche, con 4 milioni di pernottamenti, rientravano già tra le mete turistiche più frequentate dell'Alto Adige".

 

Oltre a ciò, "nell'aprile 2023 è stato presentato all'Ufficio pianificazione territoriale un progetto per il rinnovo della bidonvia che porta alla Forcella del Sassolungo. Il relativo progetto porterebbe a una capacità più che raddoppiata e la stazione a monte, posta nel cuore del massiccio, dovrebbe diventare quasi quattro volte più grande rispetto all’attuale. Questo significa che dovrà essere tolta una parte di parete rocciosa e rimossi parecchi metri cubi". Un progetto che verrà sovvenzionato almeno per il 45% da fondi pubblici.

 

"Dopo 3 anni di lotta instancabile da parte del gruppo Nosc Cunfin, è finalmente arrivato un piccolo segnale da parte del governo altoatesino. A settembre il governo ha deciso di sostenere un processo partecipativo nelle comunità interessate per la tutela dell'area, il che non significa che il gruppo del Sassolungo sarà davvero protetto - viene concluso -. Pertanto, chiediamo un 'sì' definitivo alla tutela del gruppo del Sassolungo nell’ambito di un parco naturale e un 'no' deciso alla costruzione di nuove opere infrastrutturali in quest’area, unica nel suo genere insieme al paesaggio alpino circostante".

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