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“I rifugi non sono hotel”. Verdi spingono per coinvolgere di più la consulta per le attività alpinistiche nei progetti di ampliamento: “Meglio prevenire che curare”

L'intervento del Gruppo Verde: “Negli ultimi anni l'opinione pubblica dell'Alto Adige ha guardato con attenzione ai rifugi e molte cittadine e cittadini della nostra Provincia desiderano che queste strutture tradizionali del mondo alpino rimangano tali”

Foto a sinistra Rifugio Bolzano, a destra Rifugio Passo Santner (foto da Wikipedia di Adert)
Di F.S. - 23 maggio 2024 - 12:12

BOLZANO. “Meglio prevenire che curare, e questo vale soprattutto in montagna”. Si chiude così l'intervento con il quale il Gruppo Verde in Alto Adige ha lanciato un appello per chiedere un maggior coinvolgimento della consulta per le attività alpinistiche parlando di possibili progetti di ampliamento per i rifugi. L'intervento dei consiglieri provinciali Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler fa infatti riferimento ad una legge della Giunta provinciale, la cosiddetta “legge omnibus”, che sarà trattata il prossimo lunedì dalla terza Commissione legislativa e nella quale si parla essenzialmente, dicono, “di modifiche alla legge sugli appalti, del soccorso alpino e della formazione delle guide sciistiche e alpine”.

 

“Particolarmente delicato – spiega Foppa, rappresentante Verde nella III Commissione legislativa – è il passaggio riguardante i rifugi alpini. Negli ultimi anni l'opinione pubblica dell'Alto Adige ha guardato con attenzione ai rifugi e molte cittadine e cittadini della nostra Provincia desiderano che queste strutture tradizionali del mondo alpino rimangano tali. Che vengano trasformate silenziosamente, o anche in grande stile, in hotel è qualcosa che vogliono in pochi”.

 

Nella legge omnibus è infatti prevista una modifica, dicono i Verdi, che riguarda proprio l'ampliamento dei rifugi: “In futuro – spiegano – per la costruzione di nuovi rifugi e per gli ampliamenti a partire dal 30% del volume, dovrà essere presentato, oltre al nulla osta della Giunta provinciale e il parere della commissione per la tutela del paesaggio, anche il parare della consulta per le attività alpinistiche. Sembra che per quest'ultimo si sia lottato a lungo – dice Foppa – bene che quindi entri a far parte della legge. Tuttavia, la soglia del 30% per il coinvolgimento della consulta per le attività alpinistiche è troppo alta. Quest'ultima, in cui oltre alle rappresentanze turistiche siedono comunque i club alpini e il soccorso alpino, dovrebbe essere coinvolta in qualsiasi ampliamento, a partire almeno dal 15%. Meglio prevenire che curare, e questo vale soprattutto in montagna”.

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