Contenuto sponsorizzato
Bolzano
06 settembre | 13:30

Cartelli per spiegare "cosa non è un rifugio" nelle strutture in quota (FOTO), Zanella: "Li metteremo ovunque sperando che serva"

Un 'cartello' per spiegare cosa non è un rifugio. Una lista di caratteristiche messe per iscritto che potrebbero sembrare scontate, ma che in realtà non lo sono affatto. L'idea del presidente del Cai Alto Adige: "Esistono già da qualche tempo. Li metteremo in ogni nostro rifugio, sperando che servano a qualcosa"

BOLZANO. Un 'cartello' per spiegare cosa non è un rifugio. Una lista di caratteristiche messe per iscritto che potrebbero sembrare scontate per alcuni ma che in realtà non lo sono e a dimostrarlo sono non soltanto gli episodi di vandalismo e maleducazione in montagna (fra zone 'invase' dalla spazzatura e bivacchi presi d'assalto) ma anche le richieste assurde fatte da alcuni nelle strutture d'alta quota. 

 

"Lo continuiamo a dire, ma pare che serva a poco - esordisce Carlo Alberto Zanella, presidente del Cai Alto Adige, intervistato da Il Dolomiti -. Il problema più grande in montagna sono i maleducati e c'è bisogno di sensibilizzare quanto più possibile e spiegare a chi evidentemente non lo sa cos'è un rifugio o come ci si comporta sulle terre alte". 

 

Oltre agli appelli lanciati attraverso i giornali o sui social, da parte del Cai Alto Adige c'è la volontà anche di utilizzare in tutti i rifugi dell'Alto Adige un documento Cai (realizzato dal Cai Veneto in collaborazione con il Cai Friuli Venezia Giulia) che esiste da tempo "ma che oggi è diventato più che mai attuale", fa notare Zanella. 

 

Si tratta di un cartello nel quale vengono indicate alcune regole e caratteristiche che accomunano tutte (o quasi) le strutture in quota: "Quelle che non hanno queste caratteristiche e che, ad esempio, possono essere raggiunte in macchina, dovrebbero smettere di essere chiamate 'rifugi' ed è una cosa su cui ci battiamo già da tempo. Se gli escursionisti trovano in una struttura la spa e in un'altra il minestrone è normale che si facciamo due domande - commenta -. Chiamiamo ogni luogo con il nome giusto: se c'è la sauna o se si devono pagare 400 euro a notte parliamo di un hotel o di uno chalet, ma non di certo di un rifugio". 

Cos'è allora un rifugio? Come si legge nel documento Cai, un rifugio è una struttura di montagna "raggiungibile a piedi e non è un internet point: mai pretendere il Wi-Fi, che spesso è un servizio riservato solo ai gestori". In un rifugio se c'è poca acqua "la doccia non si fa e tocca adeguarsi ai piatti proposti, perché non è un ristorante". 

 

Ci sono orari da rispettare, "non ha camere singole e i bagni sono in comune". Insomma, come sottolineano dal Cai "in rifugio ci si deve adattare ed imparare a condividere gli spazi anche con perfetti sconosciuti". Un 'cartello' che, come detto, potrebbe sembrare 'costellato' di nozioni già note ma che in realtà racconta una montagna (quella più autentica) che molti non conoscono. 

 

"Presto metteremo questi documenti in tutti i rifugi Cai dell'Alto Adige - conclude Zanella - e la speranza, ovviamente, è che servano a qualcosa". 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 10 maggio | 13:19
Il tragico incidente stradale è avvenuto la scorsa notte, attorno alle 3, tra sabato 9 e domenica 10 maggio, in val d'Ultimo, nei pressi [...]
Sport
| 10 maggio | 12:43
A 23 chilometri dall'arrivo, con l'asfalto bagnato e il gruppo che viaggiava a quasi 70 chilometri all'ora in un tratto di discesa, il plotone è [...]
Cronaca
| 09 maggio | 16:22
Il giovane, fermato nella serata di ieri, sarebbe un altoatesino della Val Pusteria: per lui è scattato ritiro della patente e del mezzo – oltre [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato