Rifugio passo Santner, oltre 50 mila firme contro la "svendita delle Dolomiti". Il Team K: "Le sottoscrizioni non possono essere ignorate dalla politica"
La petizione è stata lanciata online su change.org per sostenere gli esposti presentati dal consigliere Köllensperger alla Procura e alla Corte dei conti: "Un successo di partecipazione dal basso che fa ben sperare per il futuro. La Svp? Evidentemente vogliono tenersi le mani libere per continuare a far fare affari ai loro amici sotto la stella alpina"

BOLZANO. Si parla di oltre 50mila firme per la petizione "Aiutaci a fermare la (s)vendita delle Dolomiti", lanciata per sostenere gli esposti del partito altoatesino Team K alla Procura e alla Corte dei conti sulla controversa cessione di terreno demaniale alla società proprietaria del rifugio Passo Santner, sotto la vetta del Catinaccio.
Dopo il traguardo delle 10mila sottoscrizioni, raggiunte poco dopo una settimana dalla pubblicazione online della petizione su change.org, ecco che ora si arriva a una quota ben più alta.
"Una valanga di consensi che non ci aspettavamo - commenta il consigliere promotore, Paul Köllensperger -, un successo di partecipazione dal basso che fa ben sperare per il futuro. Cinquantamila firme in calce alla petizione contro l’assalto alle nostre montagne sono davvero molte, non possiamo che ringraziare di cuore tutti coloro che condividono questa battaglia e siamo in tantissimi. Le firme hanno un grande valore simbolico, che non potrà essere ignorato, in primis dalla politica".
"Ricordo che change.org - precisa il consigliere -, insieme ad aavaz.org, sono le principali piattaforme per petizioni riconosciute a livello mondiale, organizzazioni no profit assolutamente serie. Sottoscrivere una petizione non è poi così banale, bisogna registrarsi e poi confermare via mail il proprio consenso".
Il dibattito per salvaguardare il terreno, e contro l'ampliamento del rifugio Santner nel cuore delle Dolomiti patrimonio dell'Unesco, prosegue ormai da tempo. Il Team K ricorda che il disegno di legge che era stato portato in Consiglio provinciale per evitare nuove cessioni di terreni demaniali in aree protette nel frattempo è già stato respinto dalla Svp "perché troppo restrittivo".
"Evidentemente vogliono tenersi le mani libere per continuare a far fare affari ai loro amici sotto la stella alpina", conclude Köllensperger.














