In quota con le moto da cross, devastano il campo di tamburello: "Vanificato il grande lavoro dei volontari. Il Comune intervenga per ripristinare un bene pubblico"
Alcuni "vandali" si sono portati con le moto sul Monte Faè e, "dopo aver forzato l'entrata del campo, con i propri mezzi hanno deciso di praticare una sorta di 'rally' sfrenato sul terreno da gioco, distruggendolo completamente". Moiola: "Il Comune effettui i lavori di ripristino dell'area e intervenga per tutelare un bene pubblico"

MORI. Si sono portati con le moto da cross sul Monte Faè, danneggiando un luogo "di grande importanza storica e culturale". A lanciare l'allarme, è stato nelle scorse ore il consigliere comunale Cristiano Moiola, che in una mozione chiede non soltanto che il Comune effettui i lavori di ripristino dell'area ma anche che "si intervenga per tutelare e difendere i beni pubblici in questione".
Risalendo la Valle di Gresta, lungo la strada provinciale che si imbocca all’altezza dell’abitato di Loppio, si raggiunge il paese di Valle San Felice e seguendo la direzione Manzano e Nomesino, superando quest’ultimo paese, si giunge al Monte Faè. "Un luogo dall’importanza storica indiscussa - fa notare Moiola - caposaldo austro-ungarico della prima guerra mondiale, nel quale è possibile camminare fra i reperti e i manufatti costruiti dalle truppe imperiali, il tutto con un vasto sguardo su tutta la Vallagarina".
"Un'oasi di pace, in mezzo alla natura, dove fare tappa, sostare, riposare e godersi il fresco e la tranquillità del bosco e delle sue radure. Vi sono panchine e tavole dove potersi sedere e stare in tranquillità, così come aree attrezzate e griglie di libero utilizzo per poter cucinare. Un luogo di 'socialità' pensato e costruito con fatica negli anni dagli abitanti del luogo, punto di riferimento fondamentale, soprattutto per i giovani e le associazioni come, ad esempio, quella sportiva del tamburello".
Una piccola realtà che nel tempo ha purtroppo "visto l'abbandono di molti volontari e così di conseguenza di tali luoghi sportivi e sociali. É così che, negli ultimi anni, il campo di tamburello è stato preso in carico dall’Asd Valle San Felice la quale si è prodigata per la sua manutenzione e il suo utilizzo".
E prosegue: "É di recente costruzione, da parte di quest'ultima e dei suoi numerosi volontari, il terreno da gioco del campo di tamburello del Monte Faè in vista di un suo rilancio e continuo utilizzo. Ciò che è accaduto però nelle ultime settimane è qualcosa che colpisce tutti noi ma, soprattutto quelle persone della Val di Gresta che tali luoghi li hanno sempre frequentati, salvaguardati e tutelati. Un'azione criminosa che, come tale, deve essere denunciata dalla stessa Amministrazione comunale alle forze dell’ordine locali consistente in azioni di danneggiamento a beni pubblici, la quale ha visto ignoti recarsi sul Faè e danneggiare sia il campo da tamburello, sia la casetta attrezzata presente e i circostanti prati e aree attrezzate".
Negli scorsi giorni, infatti, qualcuno ha 'ben pensato' di portarsi in zona con le moto da cross e, dopo aver "forzato l'entrata del campo, con i propri mezzi hanno deciso di praticare una sorta di 'rally' sfrenato sul terrendo da gioco, distruggendolo completamente e ribaltandolo dalle sue fondamenta", commenta Moiola.
"Non contenti, hanno deciso di forzare la casetta presente in loco, di risalire le scale in legno e di fare lo stesso nelle aree verdi attrezzate limitrofe, il tutto con i loro pesanti e distruttivi mezzi a motore. Azioni che hanno devastato il lavoro fatto recentemente dall'Asd Valle San Felice così come quello svolto in precedenza negli anni dagli abitanti di Nomesino e non solo".
"Un "colpo al cuore" per chi tali luoghi li ha sempre protetti e conservati attraverso il proprio lavoro e le proprie fatiche verso i quali noi tutti, cittadini del Comune di Mori e della Val di Gresta, non possiamo restare indifferenti e, soprattutto, non possiamo abituarci". Per questo, in una mozione il consigliere comunale ha deciso di chiedere all'amministrazione che quei luoghi vengano ripristinati e soprattutto "protetti".


















