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| 31 gen 2024 | 13:35

La difesa del Vallone delle Cime Bianche sbarca in Europa tra un convegno e una mostra fotografica: "No agli impianti, si trovi una forma di turismo diversa dallo sci"

Una delegazione della Valle d’Aosta in queste ore è protagonista a Bruxelles di un convegno e della presentazione del progetto fotografico "L'Ultimo Vallone Selvaggio. In difesa delle Cime Bianche"

La difesa del Vallone delle Cime Bianche sbarca in Europa tra un convegno e una mostra fotografica
di Redazione

VALLE D'AOSTA. La tutela di una zona ancora incontaminata della valle d'Aosta sbarca in Europa, il Vallone delle Cime Bianche è protagonista a Bruxelles di un convegno e della presentazione di un progetto fotografico per dire "No" al progetto di costruzione di impianti e piste da sci.

 

Quella per salvaguardare il Vallone è una battaglia che viene portata avanti da anni di un incontaminato corridoio che si estende da Saint Jacques, la Val d’Ayas e l’alta Valtournanche, zona resa nota a livello paesaggistico anche dal recente film “Le otto montagne” (tratto dal romanzo di Paolo Cognetti).

 

Un’area ricchissima di biodiversità alpina e magnifica sotto il profilo paesaggistico tanto che è stata inserita nella Rete Natura 2000 in qualità di zona a protezione speciale. Una vicenda che ha portato a contrasti anche tra il Cai, l'amministrazione regionale della valle d'Aosta e Marco Albino Ferrari, autore del libro "Assalto alle alpi" e attualmente parte del comitato scientifico de L'AltraMontagna, il nuovo prodotto de il Dolomiti (Qui articolo).

 

In queste ore la vicenda è arrivata anche in Europa. Una delegazione della Valle d’Aosta è protagonista a Bruxelles di un convegno e della presentazione del progetto fotografico "L'Ultimo Vallone Selvaggio. In difesa delle Cime Bianche" di Annamaria Gremmo, Marco Soggetto e Francesco Sisti.

 

L’incontro è organizzato da Maria Angela Danzì, deputata al parlamento europeo Non Iscritta, che del collegamento intervallivo di Cime Bianche pensa che “non abbia ragion d'essere: il Vallone si trova in Zona di protezione speciale di conservazione prevista da Rete Natura 2000 dove è vietata la costruzione di nuovi impianti e piste. E secondo la giurisprudenza - aggiunge - una deroga non è ammissibile”.

 

Per Danzì la Regione Valle D’Aosta dovrebbe pensare a progetti di valorizzazione del territorio e di sviluppo compatibili con gli oggettivi effetti dei cambiamenti climatici e "attrezzare aree ancora vergini" scegliendo "una forma di turismo diversa dallo sci, usando risorse come l'Interreg".

 

A intervenire nel primo panel del convegno "Il punto di vista della politica" ci sono Tiziana Beghin (Non Iscritti), Jutta Paulus (Verdi), Erika Guichardaz (Consigliera regionale Valle d'Aosta) e Emanuela Beacco (avvocata).

 

Nel secondo incontro ("Il punto di vista degli stakeholder") Marco Onida (già segretario generale della Convenzione delle Alpi), Gabriella Suzanne Vanzan (vice presidente di Mountain Wilderness International), L⁠ode Beckers (segretario generale di International Union of Mountaineering Associations), R⁠aul Cazan (European mountaineering association - Euma) e J⁠an Cools. Le conclusioni dei lavori sono affidate a Danzì mentre la moderazione degli incontri è affidata a Giulia Torbidoni (Agi).

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