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"La miglior stagione di sempre", inverno in crescita per il Bondone che punta sul bacino e sulla funivia da Trento: "Cambierebbe il destino della montagna"

Nonostante le difficoltà legate al meteo tra poca neve, temperature elevate e maltempo la stagione sul Monte Bondone è stata positiva: "Un inverno da record, il migliore di sempre per la società"

Di Luca Andreazza - 12 aprile 2024 - 11:14

TRENTO. Una stagione da record per lo sci alpino sul Monte Bondone mentre qualche sofferenza in più per il comparto nordico alle Viote. E ritornano sul tavolo due pallini per l'Alpe di Trento: grande impianto per collegare il capoluogo e la montagna e il bacino.

 

"Si è lavorato bene, anche se diversi week end sono stati caratterizzati dal maltempo con ripercussioni sull'afflusso alla montagna", dice Paolo Prada, presidente dell'associazione operatori del Monte Bondone. "La stagione è positiva e la società impianti è riuscita con impegno a far fronte alle difficoltà: le piste sono state di qualità elevata nonostante le poche precipitazioni e poi la pioggia nella seconda parte dell'inverno".

 

I numeri, seppur preliminari, indicano una crescita per Trento Funivie. "Le presenze sono aumentate del 4% rispetto all'anno scorso e saliamo a +17% in confronto a 2 anni fa", dice il presidente Fulvio Rigotti. "Gli incassi segnano un +10% rispetto all'inverno scorso e +35% sul 2023: la miglior stagione di sempre nella storia dei 22 anni della società. Dati significativi, ancora di più se consideriamo il meteo".

 

Un bilancio da poco di 4 milioni che viene ulteriormente ritoccato. Un punto debole? "Sicuramente la Gran Pista, aperta dal 20 gennaio, cioè a metà stagione", aggiunge Rigotti. "Troppo tardi ma i contratti prevedono la disponibilità del 50% della stazione per confermare le prenotazioni, anche quelle alberghiere. Operativamente dobbiamo quindi sacrificare una delle piste più prestigiose e amate perché ci dobbiamo concentrare sugli altri tracciati".

 

E qui si inserisce il tema dell'acqua o meglio del bacino. "Le piste sono state perfette per tutta la stagione ma con grande fatica. I 170 mila sciatori pagano e meritano un servizio completo e ottimale: l'opera è strategica". Il rafforzamento dell'innevamento programmato permetterebbe di preparare la stazione in anticipo, ottimizzare i costi e, potenzialmente, aumentare il chilometraggio a disposizione degli sportivi, qualcosa in più rispetto ai 20 chilometri odierni (Qui articolo).

 

Una stagione difficile invece alle Viote (Qui articolo). "Un inverno mediocre", commenta Nicola Fruner, direttore della Scuola italiana sci fondo. "Abbiamo sofferto la poca neve a Natale e quel gap non è stato più recuperato. Dopo un gennaio positivo, febbraio e marzo è stato segnato dalle temperature particolarmente elevate per il periodo prima e poi dal maltempo. In generale abbiamo lavorato poco con i turisti e più con i trentini e il flusso di prossimità".

 

Confermati invece i numeri con i corsi delle scuole del capoluogo, Aerat, i vari circoli e la Cassa rurale. E nella fase più difficile, complice la scarsità d'acqua si è spalato più che sparato. Anche per il fondo il bacino, ipotizzato tra i 150 mila e i 210 mila metri cubi, sarebbe un intervento necessario.

 

Intanto la Provincia ha confermato la volontà di costruire la funivia da Trento fino a Vason. Non è escluso un intervento diretto di piazza Dante (Qui articolo). "C'è stata un'accelerazione e c'è il sostegno di Provincia e Comune. Un'opera che, compatibilmente con i tempi tecnici, potrebbe arrivare a breve. La funivia cambierebbe il destino del Bondone, come meta di fondovalle, anche per l'estate", conclude Rigotti.

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